Giuseppe Artuso 

Scultore Pittore e Poeta


 

IL MIO PENSIERO ARTISTICO.

 

Io penso che l'arte sia qualcosa di divino. Il mio pensiero sull'arte può non essere condiviso dai più, ma credo che l'arte sia idea, creatività, immaginazione, pensiero. Io dipingo il mio pensiero, scolpisco il mio pensiero, modello il mio pensiero. Ciò che vedo nel mondo non è in sintonia con l'arte, perché è già, perché si trova già, perché si tocca già. Allora, io mi servo di qualcosa che, certo, già esiste in natura, per scolpire, per dipingere, per creare, ma conferisco a questa materia il mio pensiero. L'importante è non copiare, non imitare, non fare quello che è già creato dalla Natura o da altri. Io ammiro un bravo artigiano, io ammiro un bravo imitatore, ma ammiro di più chi crea qualcosa di mai visto. Creatività, idea, pensiero: questa è l'essenza dell'arte. I primitivi stilizzavano forme che vedevano in natura: animali, alberi, pesci, conchiglie e così via; per millenni siamo andati avanti così, credendo che tutto ciò che si copia supinamente sia arte. Tuttavia, ciò costituisce un esiziale errore: l'arte è qualcosa di più, è un dono dell'intelligenza (o, se si vuole, una follia della mente) che a pochi privilegiati Madre Natura concede. Tra questi privilegiati, vanno annoverati i grandi inventori (nel senso lato del termine, da intendersi dunque non meramente a livello scientifico); purtroppo, chi ha questi doni è destinato a soffrire, a causa dell’ignoranza, della paura, dell’invidia, sentimenti devastanti che ottenebrano il cuore degli altri. L'ignoranza dei popoli, la paura dei potenti  - che vedono i loro imperi messi in pericolo dalle scoperte o dalle idee fuori dalla norma - l'invidia degli imbecilli, costituiscono un ostacolo ferreo all’affermazione del libero pensare, e conseguentemente del libero creare; in ultima istanza, dell’Arte. E le regole vengono imposte da chi detiene il comando. Non solo a livello politico, ma anche artistico. Ma se io, Artista, accetto regole già fatte, non ho inventato nulla. Se io accetto di copiare regole altrui, dov'è la genialità, la creatività? L'Arte non deve essere succube di politiche, religioni o culture.  L'arte è il pensiero infinito, altrimenti è niente.   

L’artista Giuseppe Artuso

 


 

Giuseppe Artuso è nato nel 1948 a Camposampiero (PD), ove tutt'ora risiede ed opera.

E' scultore, pittore e poeta di formazione autodidatta attivo sin dalla fine degli anni sessanta.

 

Partecipa a concorsi e a numerose mostre

collettive e personali. Prende parte a numerosi simposi in Piazze.

 


 

Hanno scritto dell’artista:

Lucio Betto - Silvana Bolzan  - Bruno Caon - Lidia Mazzetto - Luciano Mazzetto - Gianni Michieli - Carla Rugger – Dino Scantamburlo.

 

e-Mail dell’artista:

artuso.giuseppe@virgilio.it

 


 

Durante la sua trentennale carriera ha partecipato a numerosi concorsi, mostre personali e collettive, riscuotendo notevoli consensi da parte della critica.

Già membro del "Gruppo Artisti Veneti", Giuseppe Artuso è membro del Gruppo Scultori Veneti" e presidente “dell'Associazione Scultori Patavini", attiva nella partecipazione di numerosi simposi di scultura e mostre di pittura. E' cittadino onorario del comune di Villanova (PD) per meriti artistici .

 

In ordine di tempo, la sua più importante mostra si è tenuta dal 20 al 24 luglio 2004 presso il prestigioso Palazzo Del Cinema del Lido di Venezia, in concomitanza con il XXIII Festival Di Musica leggera Del Veneto - Trofeo "Gondola D'oro”.

 

La critica Carla Rugger ha inoltre curato le sue apparizioni televisive nel programma culturale "Don Chisciotte Show" , dove è stata presentata la sua attività ultratrentennale di scultore e poeta.

 

In diverse occasioni si sono espressi su di lui vari critici

e personalità del mondo della cultura

 


 ANTOLOGIA CRITICA

 

 

Afferma Giuseppe Artuso:

" L'arte è pensiero infinito e oltre - altrimenti è niente."

"Una delle numerose liriche di Giuseppe Artuso mi ha colpito in profondità (esse s'espandono in una ricerca appassionata del mondo e dell'essere umano che vi abita.) Questa vibrante lirica dal titolo

"STELLA CADENTE" di Artuso

è espressa con queste parole :

 "Stella cadente/ di luce fulminea guizzavi nel cielo e dentro ai miei occhi fuggivi lontano"... "Ma chi sei dunque tu/ che vivi veloce lassù? Sei roccia ferrosa/

sei fuoco invadente/ sei neve lucente?

Chi sei dunque tu/ o stella cadente?"

 

... Questa intensa lirica d'amore e di domanda rivolta alla stella sta a dimostrare la forza poetica di un sentire illuminato e libero, che conduce a un'esplorazione materica non astratta verso l'astro lucente, per interrogarsi nel tentativo di comprendere una realtà che sfugge all'uomo della strada perduto nei meandri della sua esistenza precaria. ... Giuseppe Artuso è scultore del "pieno e del vuoto", e in queste realtà dissimili, pur affini, nasce e si evolve l'essenza del suo "essere artista". Artista che percorre il suo destino in totale libertà dei canoni usuali, cogliendo l'attimo dell'estasi, della creazione dell'opera, soffrendo per essa, godendo per essa. Artista a tutto tondo Giuseppe Artuso, con il pensiero fatto parola, con il colore pieno e suadente, materico per "allungare" e perdersi nella materia informe e originale, plasmabile al suo contatto, al suo rigore, alla sua forza. Il materiale ligneo è il prediletto- i suoi "grandi, enormi totem" assurgono a una libertà individuale, piena. Sempre la spirale che emerge come principio assoluto di evoluzione della vita - i volti stilizzati, così le figure, entità familiari e sconosciute che "entrano" nella nostra dimensione con coraggio e una volontà integri a voler dimostrare l'emblema della vita nello scorrere del tempo- il principio e ora e l'oltre il tempo. Il "movente" della lirica "Stella" è inizio di una rivelazione della metamorfosi nell'enigma del tempo abissale- le sue attuali opere, oltre a quelle lignee ci conducono, appunto, in quella ricerca -amore per lo spirito celeste- la stella... e mi piace affermare il concetto espresso dall'artista Artuso "guardiano di Dio"...  Le opere da egli create "parlano" di un linguaggio cosmico illuminato e permeato d'un bagaglio sovrumano - e sono appunto questi "globi" induriti, rosi dal calore della caduta, forati, attorcigliati in se stessi in un mutuo abbraccio. Artuso, artista pieno e consapevole, intuisce la verità nel fondo delle cose- vede, pensa e in questo suo pensiero incalzante verso un'Entità divina ridiventa uomo agli albori di una umanità più consapevole. E' artista, è poeta e uomo infinitamente piccolo e grande perché il suo pensiero lo rende partecipe di un "tutto". L'arte che lo possiede interamente lo ingloba sino a farlo diventare personaggio del suo tempo e di un divenire possibile: la risposta sta nelle sue mani, nella sua forza, nei suoi occhi chiari che scrutano ciò che accade intorno - natura e cielo - guidato e spinto dal  mistero di quell'Arte che può tutto e tutto realizza a patto di concedersi totalmente a Lei - concedendo a colui che l'ama tutti i suoi doni.”

Carla Rugger

– Association Internazionale Des Critiquea Littéraires Paris

Alghero  2007

 

 

“Un artista poliedrico Giuseppe Artuso: pittore, scultore e poeta, un uomo che lavora prima di tutto con il cuore e con il sentimento, poi interviene la razionalità, che lo porta a scegliere, ad interrogarsi su tanti "perché", ma soprattutto lo guida nel suo lavoro istintivo. In lui è forte questo dualismo fra la realtà ed il sovrannaturale, fra il modo di interpretare l'elemento spirituale e quello materiale. L'artista lo manifesta chiaramente nel suo lavoro, non c'è scultura che non si possa guardare da due punti di vista, a volte antagonisti, in altre occasioni complementari. A volte sembrano due opere cresciute in simbiosi, che respirano lo stesso alito, ma hanno due personalità. In lui la natura e l'uomo sono un binomio indiscutibile, carico di tensioni, sensazioni di interrogativi e di ricerca. C'è una compenetrazione tra le forze della natura, l'istinto degli animali, i sentimenti che nascono nel rapporto con la vita , con l'essenza dell'origine. ...

In questa lettura si inserisce Giuseppe Artuso, le sue opere testimoniano un forte legame con la realtà, non solo esteriore, ma anche interiore, e questo guardare e costruire le opere da due punti di vista, coincide con la ricerca tra ciò che è tangibile ed il suo mondo spirituale e mitologico. Dove nella mitologia vi è un'interpretazione simbolica, classica ed una certezza interpretativa.

Le opere non hanno quindi una sola direzione, ma una circolarità, un fronte davanti e dietro, che fa parte di due momenti distinti quasi a formare una coppia in cui la diversità è un’esaltazione. ... Artuso si dimostra così coerente con le sue idee, con le sue scelte di vita, mantenendo un vivo contatto con la natura.”

Lidia Mazzetto - Natale 2006

 

"... Artuso è un artista dall'animo sensibile, quasi un sognatore, un poeta innamorato della natura, e trova in essa il significato primordiale dell'arte."

L'onorevole Dino Scantamburlo

 

 

 “... Artuso è artista genuino dal quale spicca la presenza di una natura idilliaca e come Ligabue, Barke, Bombois, Rousseau, Vivin, non ha niente di meno di chi ha frequentato l'Accademia: artisti si nasce e Artuso gode di questo privilegio ... Le sue opere pittoriche sono sopportate da una profonda carta emozionale e destano sensazioni notevoli. ... La scultura si articola in una sorprendente coerenza strutturale e descrittiva, prediligendo operare con il legno di noce, ricevendone stimoli creativi prorompenti."

Luciano Mazzetto

- critico d'arte e presidente del Gruppo artisti Veneti

di Treviso

 

 

“... Artuso è scultore le cui sensazioni interiori emergono in significativi simbolismi e risente l’influenza picassiana scomposta in una personale realizzazione."

La professoressa Silvana Bolzan

 

 

“Ammirare i luoghi dove Giuseppe riesce a trovare l’ispirazione e la pace interiore, con le quali compie il suo percorso di ricerca verso la comunicazione con la natura, alla quale dedica opere figurative molto intense e versi vibranti. Dal suo lavoro e dai suoi totem emerge una carica di pathos che si spinge all'origine dell'essere ."

Carla Rugger

- La critica e rinomata scrittrice e poetessa internazionale

 

 

"Nella scultura di Artuso, alla prima non di facile presa, vi sia un in flusso dell'arte primitiva che privilegia il simbolo, quando ancora le forme comunicative della scrittura non erano compiute ... ; in Artuso riscopriamo l'arte primitiva africana, polinesiana e non ultima quella centroamericana, a dimostrazione che anche un occidentale può scrivere con gli stessi stilemi. "

Lucio Betto

 

"Visitando il suo studio - laboratorio si constata la sua ininterrotta, continua meditazione. Si capisce  facilmente quanto egli ami la natura osservando le sue opere di scultura e pittura."

Gianni Michieli

- presidente delle associazioni pro loco dell'Alta Padovana

 

 

" I suoi volti, i suoi intrecci frammisti di piante e animali, i suoi tocchi compiuti e allusivi, testimoniamo e traducono con formule idilliche e pensose le sensazioni interiori, segno di inesauribile carica artistica."

Il professor Bruno Caon

 

 


ATTIVITA’ ARTISTICA

 

 

Tra gli altri successi ottenuti recentemente, nel 1994 riceve il secondo premio per la sezione scultura alla settima edizione del "Premio Nazionale per le arti figurative città di Treviso"; partecipa con altri otto artisti alla rassegna di pittura, scultura e grafica "Estate a Portobuffolè" nella Casa di Gaia da Camino. Sempre nel 1994 ottiene il terzo premio per la scultura nella rassegna "Estate Trivigiana".

- Nel settembre 1994 realizza una mostra personale nel suggestivo scenario di San Zenone degli Ezzelini nell'ambito della rinomata manifestazione del "Coco Fungo” presso il ristorante "La Torre".

- Nel 1995 ottiene il terzo premio nel concorso "Premio Nazionale per le arti figurative Città di Treviso" e il premio "Estate Trivigiana ottava edizione"- organizza una mostra personale alla Galleria "La Roggia" di Treviso nel marzo 1995, è presente nella rassegna di pittura, scultura e grafica "Città di Belluno" presso la Sala di cultura "De Luca" nell'aprile 1995, mentre a novembre espone le sue opere a "Treviso Arte Fiera" in una rassegna promossa dal Gruppo Artisti Veneti.

- E’ inoltre protagonista, nel 1995,  nella rinomata vetrina della scultura in piazza ad Asiago (VI), partecipando al "Tredicesimo Concorso Internazionale di scultura" che vede affluire artisti da tutto il mondo.

- Partecipa anche alla settimana di scultura a Treschè Conca (VI).

- Dal 1995 al 2001 aderisce alla rassegna "Artisti in Fiera" in collaborazione con l'amministrazione comunale di Arsego (PD), nell'ambito della concomitante Fiera, giunta ad oltre 250 edizioni, una delle più importanti dell'intera regione.

- Dal 1997 al 2001 è presente con le sue opere di pittura presso la Sala Filarmonica di Camposampiero partecipando alle varie edizioni della "Festa della Fragola", tradizionale appuntamento di esposizione e valorizzazione di prodotti tipici.

- Nel 1998 espone le sue opere a Campodarsego (PD) nell'ambito della "settimana campodarseghese" in collaborazione con la pro loco.

- Nel 1999 e nei due anni successivi è presente alla "Ex tempore scultura in piazza" a Treschè Conca (VI). Nell'agosto 2000 è presente con le opere di pittura a Villanova (PI)} nell'ambito della classica "Festa dei Fiori".

 

- Nel 2001 aderisce al "Premio Baratella" a Loreggia (PD) durante la tradizionale rassegna culturale esponendo le sue opere di pittura e scultura.

 

- Nel maggio 2002 scolpisce in piazza a Camposampiero (PD) nell'ambito della trentesima edizione della "Festa della Fragola".

Dall'1 al 6 luglio 2002 partecipa alla quattordicesima "Ex tempore di scultore in legno", dal tema "L'alpino e il suo ambiente", nel suggestivo scenario di Auronzo di Cadore e Misurina (BL).

In agosto partecipa ad una collettiva di pittura e scultura a Galleria Veneta mentre a novembre aderisce all'iniziativa di scultura in piazza a Campodarsego (PD).

A fine 2002 è invitato alla rassegna di Santa Giustina in Colle (PD) in occasione della presentazione del libro di Enzo Ramazzina "Gli anni della seconda Guerra Mondiale".

 

- Nel marzo 2003 è presente alla manifestazione di scultura in piazza nella “Fiera di Campo San Martino (PD) e nel maggio 2003 partecipa alla trentunesima edizione della "Festa della Fragola, dell'ortofrutta e dei fiori" con opere di scultura in piazza a Camposampiero (PD) .

Nel giugno 2003 è presente a Cavino al premio "Giovanni da Cavino" con collettiva di scultura e pittura; nella prima settimana di luglio partecipa al XV Concorso Internazionale "Ex tempore di sculture in legno", ad Auronzo di Cadore e Misurina (BL) con l'opera "Lo spirito guardiano delle tre cime".

- Il 13 luglio a Borgoricco prende parte al simposio di scultura in piazza.

- Il 20 luglio 2003 è presente Treschè Conca Asiago alla “Festa dell'Arte" con altri artisti, pittori, ceramisti, scultori del legno e del ferro.

- Dal 5 al 9 settembre 2003, partecipa alla III Mostra d'Arte Collettiva a Villanova, nell'ambito della “Tradizionale Fiera Mercato" con le opere di pittura e scultura, e al concomitante simposio.

- Nell'ottobre 2003 è protagonista all’ "XI Concorso Internazionale di Scultura in legno di Motta di Livenza" con l'opera “Lo spirito delle foglie".

- Dal 5 al 9 novembre 2003 partecipa al 10° concorso "Prealpi in festa a Cordignano" (TV).

 

- Nel 2004 con l'Associazione Scultori Patavini collabora alla realizzazione dei simposi di scultura a Borgoricco (marzo 2004), Santa Giustina in Colle (aprile 2004), Camposampiero (maggio 2004), Cavino di san Giorgio delle Pertiche (“Concorso di scultura su legno 2004 per Giovanni da Cavino'').

- Dal 15 al 19 giugno 2004 partecipa alla 4° edizione della Manifestazione Sculture in spiaggia" a Bibione (VE) con l'opera "Lo spirito delle onde".

- Nel 2006 con l'Associazione Scultori Patavini partecipa alla mostra collettiva “Dialogo per la Vita”, dal 23 dicembre 2006 al 6 gennaio 2007, in Camposampiero (PD).

 


Giuseppe Artuso

anche poeta:

 

POESIE:

 

“GIOIA DI VIVERE”

 

"Gioia di vivere

quando al mattino

pian piano cammino

sul viottolo crespo e vivente

di creature quasi trasparenti.

Gioia di vivere

alzando gli occhi al cielo

e vedere un passero in volo

e sotto di me, sgusciante, un pesce nel ruscello.

O pace da estasi,

tu mi circondi, mi sfiori

e mi ricordi momenti dell'uomo,

i migliori.

Gioia di vivere nel cammino verde di una vita di bimbo che ha nel suo cuore tanto amore.

O natura paziente e saggia, che come una madre sempre incoraggia,

fa capire a chi ti inquina

la gioia di viver camminando a piedi scalzi sulla brina.

E’ gioia sentire il miagolio di un gattino che rincorre una farfalla da vicino.

E’ gioia quest'alba rosata che fa vivere di luce l'intera vallata.

E per chi ha l'animo

puro e sincero, la gioia di vivere non è mai un mistero.

Giuseppe Artuso

 

 

“PIOGGIA”

"Tu scendi leggera, poi forte ti scrosci, ti picchi, zampilli.

Tu bagni di vita la roccia,

la quercia, i mirtilli.

O pioggia, tu scendi,

limpida e pura, sembri quasi beata,

inondi di verde l'intera vallata.

Il campo ti invita, il ruscello ti attende,

tu spegni la sete del mondo che vive.

O pioggia, meraviglia fuggente, il tuo mantello

quasi un diamante.

Tu scendi copiosa

lavando la terra

che l'uomo ha sporcato,

pulisci, o pioggia,

il suo cervello inquinato.

Sei salvezza indiscussa

di questo mondo che puzza,

sei dolce profumo di questo mondo di fumo.

Pioggia, tu vita,

speranza per tutto il creato,

ti prego, ti imploro,

che il mondo da te

sia sempre bagnato."

Giuseppe Artuso

 

 

“TUTTO TORNERA’ SELVAGGIO”

"Saranno correnti magnetiche o forse vortici d’aria a noi sconosciuti, oppure sciami di meteoriti o la follia umana, a sconvolgere come è già successo milioni d’anni fa Madre Terra (così l’ha chiamata l’uomo, ma chissà cos’è mai e  perché esiste, come altre milioni di terre intorno a noi!).

Quel giorno  - o sarebbe meglio dire quei pochi attimi -  lei si cambierà l’abito. Quella crosta rocciosa, vecchia e malata, inquinata, sporca, macchiata di sangue e petrolio, di oro e carbone, di atomiche e gas, di acqua salata, verrà tutta coperta da lava infuocata e ogni sua macchia verrà lavata.

E dopo milioni d’anni tutto tornerà selvaggio.

Altro verde, altra vita, altri germogli, altra acqua limpida e pura, aria pulita, una terra nuova, una madre pronta a dare nuovi frutti, nuova vita: a partorire -  forse -  un uomo nuovo, ma che nessuno vedrà mai."

Giuseppe Artuso

 


 

Da Scultore - Pittore - Poeta

Giuseppe Artuso

partecipa attivamente a Mostre Personali, Collettive,

Concorsi, ricevendo premi, lusinghieri successi

ed apprezzamenti dalla critica qualificata e dal pubblico.

 


 

 

 

 

 

OPERE

 

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