" L'arte è
pensiero infinito e oltre - altrimenti è
niente."
"Una delle numerose liriche di
Giuseppe Artuso
mi ha
colpito in profondità (esse s'espandono in una ricerca appassionata del mondo
e dell'essere umano che vi abita.) Questa vibrante lirica dal titolo
"STELLA CADENTE" di Artuso
è
espressa con queste parole :
"Stella cadente/ di luce fulminea guizzavi nel cielo e dentro ai
miei occhi fuggivi lontano"... "Ma chi sei dunque tu/ che vivi veloce lassù? Sei
roccia ferrosa/
sei fuoco invadente/ sei neve lucente?
Chi sei dunque tu/ o stella cadente?"
... Questa intensa
lirica d'amore e di domanda rivolta alla stella sta a dimostrare la forza
poetica di un sentire illuminato e libero, che conduce a un'esplorazione
materica non astratta verso l'astro lucente, per interrogarsi nel
tentativo di comprendere una realtà che sfugge all'uomo della strada
perduto nei meandri della sua esistenza precaria. ...
Giuseppe
Artuso è scultore
del "pieno e del vuoto", e in queste realtà dissimili, pur affini, nasce
e si evolve l'essenza del suo "essere artista". Artista che percorre il suo
destino in totale libertà dei canoni usuali, cogliendo l'attimo
dell'estasi, della creazione dell'opera, soffrendo per essa, godendo per
essa. Artista a tutto tondo
Giuseppe
Artuso,
con il pensiero fatto parola, con il colore pieno e suadente, materico
per "allungare" e perdersi nella materia informe e originale, plasmabile al suo
contatto, al suo rigore, alla sua forza. Il materiale ligneo è il prediletto-
i suoi "grandi, enormi totem" assurgono a una libertà individuale,
piena. Sempre la spirale che emerge come principio assoluto di evoluzione
della vita - i volti stilizzati, così le figure, entità familiari e
sconosciute che "entrano" nella nostra dimensione con coraggio e una volontà
integri a voler dimostrare l'emblema della vita nello scorrere del tempo-
il principio e ora e l'oltre il tempo. Il "movente" della lirica "Stella" è
inizio di una rivelazione della metamorfosi nell'enigma del tempo abissale-
le sue attuali opere, oltre a quelle lignee ci conducono, appunto, in
quella ricerca -amore per lo spirito celeste- la stella... e mi piace
affermare il concetto espresso dall'artista Artuso
"guardiano di Dio"... Le opere da egli create "parlano" di un
linguaggio cosmico illuminato e permeato d'un bagaglio sovrumano - e
sono appunto questi "globi" induriti, rosi dal calore della caduta, forati,
attorcigliati in se stessi in un mutuo abbraccio.
Artuso,
artista pieno e consapevole, intuisce la verità nel fondo delle cose-
vede, pensa e in questo suo pensiero incalzante verso un'Entità divina
ridiventa uomo agli albori di una umanità più consapevole. E' artista, è poeta
e uomo infinitamente piccolo e grande perché il suo pensiero lo rende partecipe
di un "tutto".
L'arte che lo
possiede interamente lo ingloba sino a farlo diventare personaggio del suo tempo
e di un divenire possibile: la risposta sta nelle sue mani, nella sua forza, nei
suoi occhi chiari che scrutano ciò che accade intorno - natura e cielo - guidato
e spinto dal mistero di quell'Arte che può tutto e tutto realizza a patto di
concedersi totalmente a Lei - concedendo a colui che l'ama tutti i suoi doni.”
Carla Rugger
– Association
Internazionale Des Critiquea Littéraires Paris
Alghero 2007
“Un artista poliedrico
Giuseppe
Artuso:
pittore, scultore e poeta, un uomo che lavora prima di tutto con il cuore
e con il sentimento, poi interviene la razionalità, che lo porta a
scegliere, ad interrogarsi su tanti "perché", ma soprattutto lo guida nel suo
lavoro istintivo. In lui è forte questo dualismo fra la realtà ed il
sovrannaturale, fra il modo di interpretare l'elemento spirituale e
quello materiale. L'artista lo manifesta chiaramente nel suo lavoro,
non c'è scultura che non si possa guardare da due punti di vista, a volte
antagonisti, in altre occasioni complementari.
A volte sembrano due opere cresciute
in simbiosi, che respirano lo stesso alito, ma hanno due personalità. In lui la natura e l'uomo sono un
binomio indiscutibile, carico di tensioni, sensazioni di interrogativi e di
ricerca. C'è una compenetrazione
tra le forze della natura, l'istinto degli animali, i sentimenti che
nascono nel rapporto con la vita , con l'essenza dell'origine. ...
In questa lettura si
inserisce
Giuseppe Artuso,
le sue opere
testimoniano un forte legame con la
realtà, non solo esteriore, ma anche interiore,
e questo guardare e costruire le opere da due punti di vista, coincide con la
ricerca tra ciò che è tangibile ed il suo mondo spirituale e mitologico.
Dove nella mitologia vi è un'interpretazione simbolica, classica ed una
certezza interpretativa.
Le opere
non hanno quindi una sola direzione, ma una circolarità, un fronte davanti e
dietro, che fa parte di due momenti distinti quasi a formare una coppia in cui
la diversità è un’esaltazione. ...
Artuso
si
dimostra così coerente con le sue idee, con le sue scelte di vita, mantenendo
un vivo contatto con la natura.”
Lidia Mazzetto
- Natale 2006
"...
Artuso
è un artista dall'animo
sensibile, quasi un sognatore, un poeta innamorato della natura, e trova
in essa il significato primordiale dell'arte."
L'onorevole Dino
Scantamburlo
“...
Artuso
è artista genuino dal quale spicca la presenza di una natura idilliaca e
come Ligabue, Barke, Bombois, Rousseau, Vivin, non ha niente di meno di
chi ha frequentato l'Accademia: artisti si nasce e
Artuso
gode di questo privilegio ... Le
sue opere pittoriche sono sopportate da una profonda carta emozionale
e destano sensazioni notevoli. ... La scultura si articola in una
sorprendente coerenza strutturale e descrittiva, prediligendo operare
con il legno di noce, ricevendone stimoli creativi prorompenti."
Luciano Mazzetto
-
critico d'arte e presidente del Gruppo artisti Veneti
di Treviso
“...
Artuso
è scultore le cui sensazioni interiori emergono in
significativi simbolismi e risente l’influenza picassiana scomposta
in una personale realizzazione."
La professoressa
Silvana
Bolzan
“Ammirare i luoghi
dove
Giuseppe
riesce a trovare l’ispirazione e la pace interiore, con le quali compie il suo
percorso di ricerca verso la comunicazione con la natura,
alla quale dedica opere figurative
molto intense e versi vibranti. Dal suo lavoro e dai suoi totem emerge
una carica di pathos che si spinge all'origine dell'essere ."
Carla Rugger
-
La critica e rinomata scrittrice e poetessa internazionale
"Nella scultura di
Artuso,
alla prima non di facile presa, vi sia un in flusso dell'arte primitiva
che privilegia il simbolo,
quando ancora le forme comunicative
della scrittura non erano compiute
... ; in
Artuso riscopriamo l'arte primitiva africana, polinesiana
e non ultima quella centroamericana, a dimostrazione che anche un
occidentale può scrivere con gli stessi stilemi. "
Lucio Betto
"Visitando il suo studio
- laboratorio si constata la sua ininterrotta, continua meditazione. Si
capisce facilmente quanto egli ami la natura osservando le sue opere di
scultura e pittura."
Gianni Michieli
-
presidente delle associazioni pro loco
dell'Alta Padovana
" I suoi volti, i suoi intrecci
frammisti di piante e animali, i suoi tocchi compiuti e allusivi,
testimoniamo e traducono con formule idilliche e pensose le sensazioni
interiori, segno di inesauribile carica artistica."
Il professor Bruno Caon
ATTIVITA’
ARTISTICA

Tra gli altri successi ottenuti
recentemente, nel 1994 riceve il secondo premio per la sezione scultura alla
settima edizione del "Premio Nazionale per le arti figurative città di
Treviso"; partecipa con altri otto artisti alla rassegna di pittura,
scultura e grafica "Estate a Portobuffolè" nella Casa di Gaia da
Camino. Sempre nel 1994 ottiene il terzo premio per la scultura nella
rassegna "Estate Trivigiana".
- Nel settembre 1994 realizza una
mostra personale nel
suggestivo
scenario di San Zenone degli Ezzelini nell'ambito della rinomata manifestazione
del "Coco Fungo” presso il ristorante "La Torre".
-
Nel 1995 ottiene il
terzo premio nel concorso "Premio Nazionale per
le arti figurative Città di Treviso" e il
premio "Estate Trivigiana ottava edizione"-
organizza una mostra personale alla Galleria "La Roggia" di Treviso nel
marzo 1995, è presente nella rassegna di pittura, scultura e grafica
"Città di Belluno" presso la Sala di cultura "De Luca" nell'aprile 1995,
mentre a novembre espone le sue opere a "Treviso Arte Fiera" in una
rassegna promossa dal Gruppo Artisti Veneti.
-
E’ inoltre protagonista, nel 1995,
nella rinomata vetrina della scultura in piazza ad Asiago (VI),
partecipando al "Tredicesimo Concorso
Internazionale di scultura" che vede affluire artisti da tutto il
mondo.
- Partecipa anche alla settimana di
scultura a Treschè Conca (VI).
- Dal 1995 al 2001 aderisce alla
rassegna "Artisti in Fiera"
in collaborazione con l'amministrazione comunale di Arsego (PD), nell'ambito
della concomitante Fiera, giunta ad oltre 250 edizioni,
una delle più
importanti dell'intera regione.
- Dal 1997 al 2001 è presente con le
sue opere di pittura presso la Sala
Filarmonica di Camposampiero partecipando alle varie edizioni della
"Festa della Fragola", tradizionale appuntamento di esposizione e
valorizzazione di prodotti tipici.
-
Nel 1998 espone le sue opere a
Campodarsego (PD) nell'ambito della "settimana campodarseghese" in
collaborazione con la pro loco.
- Nel 1999 e nei due anni successivi è
presente alla "Ex tempore scultura in piazza" a Treschè Conca
(VI). Nell'agosto 2000 è presente con
le opere di pittura a Villanova (PI)} nell'ambito della classica "Festa dei
Fiori".
- Nel
2001 aderisce al "Premio Baratella"
a Loreggia (PD) durante la tradizionale rassegna culturale
esponendo le
sue opere di pittura e scultura.
- Nel maggio
2002 scolpisce in piazza a Camposampiero
(PD) nell'ambito della trentesima edizione della "Festa della Fragola".
Dall'1 al 6 luglio 2002 partecipa alla
quattordicesima "Ex tempore di scultore in legno", dal tema
"L'alpino e il suo ambiente", nel suggestivo scenario di Auronzo di
Cadore e Misurina (BL).
In agosto partecipa ad una collettiva
di pittura e scultura a Galleria Veneta mentre a novembre aderisce
all'iniziativa di scultura in piazza a Campodarsego (PD).
A fine 2002 è invitato alla rassegna di
Santa Giustina in Colle (PD) in occasione della presentazione del libro di
Enzo Ramazzina "Gli anni della seconda Guerra Mondiale".
- Nel marzo
2003 è presente alla manifestazione
di scultura in piazza nella “Fiera di Campo San Martino (PD) e nel maggio
2003 partecipa alla trentunesima edizione della "Festa della Fragola, dell'ortofrutta
e dei fiori" con opere di scultura in piazza a Camposampiero (PD) .
Nel giugno 2003 è presente a Cavino al
premio "Giovanni da Cavino" con
collettiva di scultura e pittura; nella prima settimana di luglio partecipa
al XV Concorso Internazionale "Ex tempore di
sculture in legno", ad Auronzo di Cadore e Misurina (BL)
con l'opera "Lo spirito guardiano delle tre cime".
- Il 13 luglio a Borgoricco prende parte
al simposio di scultura in piazza.
- Il 20 luglio 2003 è presente Treschè
Conca Asiago alla “Festa dell'Arte" con altri artisti, pittori,
ceramisti, scultori del legno e del ferro.
- Dal 5 al 9 settembre 2003, partecipa
alla III Mostra d'Arte Collettiva a Villanova, nell'ambito della
“Tradizionale Fiera Mercato" con le opere di pittura e scultura, e al
concomitante simposio.
- Nell'ottobre 2003 è protagonista all’
"XI Concorso Internazionale di Scultura in legno
di Motta di Livenza" con l'opera
“Lo spirito delle foglie".
- Dal 5 al 9 novembre 2003 partecipa al
10° concorso "Prealpi in festa a Cordignano"
(TV).
- Nel
2004 con l'Associazione Scultori
Patavini collabora alla realizzazione dei simposi di scultura a Borgoricco
(marzo 2004), Santa Giustina in Colle (aprile 2004), Camposampiero
(maggio 2004), Cavino di san Giorgio delle Pertiche
(“Concorso di scultura su legno 2004 per Giovanni da
Cavino'').
- Dal 15 al 19 giugno 2004 partecipa
alla 4° edizione della “Manifestazione
Sculture in spiaggia" a Bibione (VE) con l'opera "Lo spirito delle onde".
- Nel
2006 con l'Associazione Scultori Patavini
partecipa alla mostra
collettiva “Dialogo per la Vita”, dal 23 dicembre 2006 al 6 gennaio 2007, in
Camposampiero (PD).