Bonfà - Pittore


 

Carlo Bonfà nato a Pegognaga (Mantova). Vive e lavora a Mantova.

Ha tenuto la  sua prima mostra personale nel 1966 presso la Galleria Ferrari di Verona. Da allora l'artista Bonfà partecipa attivamente alla vita artistica in importanti mostre dove espone    le sue opere ed installazioni.

 

Sito dell’artista:

www.carlobonfa.it

 

Hanno scritto dell’artista Bonfà numerosi critici si segnalano:

Gino Baratta – Renato Barilli – Francesco Bartoli -  Alessandro Basi - Luciano Caramel – Renzo Margonari – Tommaso Trini – Alberto Veca -  Mauela Zanelli .

 


 ANTOLOGIA CRITICA

 

 

 

"Come davanti a uno specchio. Così siamo di fronte alle parole. E dietro? E sopra? e sotto? come al centro di un mondo di specchi che rimanda sempre e solo la tua insopportabile immagine. Sempre al cospetto del tuo doppio, del tuo multiplo che si riduce infine a te quando gli fa comodo, e quando lo crede si prende le sue brave distanze, se ne va per suo conto, ti pianta in asso."

Alessandro Basi

 

"Carissimo Carlo,
… Che lavori taglienti hai messo in mostra! Nuovi e insieme antichi. Direi una parata di Insegne. Ripensandoci, mi viene spontaneo richiamare certi apparati da corteo, da "trionfo" militare alla latina, anche «e non hai montato una sfilata continua di immagini (cosa che però hai fatto altre volte attaccando i quadri mo accanto all'altro), conservi comunque il senso della processione. C'è un vero e proprio ordine spettacolare fatto di soste, stazionamenti e riprese, … tu delinei un percorso d'insieme, quasi volessi intervenire in una festività collettiva, trattare il tema della gloria e della fama, della memoria ed anche della damnatio memoriae.
… Come sono composti i pezzi ? Se non sbaglio, hai adottato uno schema ternario entro un asse verticale, mantenendo in alto una figurina, un piccolo personaggio o un emblema, disponendo a metà un riquadro piatto, che talora una iscrizione, e appendendo in basso uno stendardo da un'asta orizzontale: proprio lo schema di un vessilo romano (poi passato ai trionfi cristiani), la forma dello stendardo imperiale denominato “labaro”.
… Ti sei appropriato dello schema a modo tuo, colorandolo in modo diverso (il làbaro era rosso), ad un chiodo come un quadro, esponendolo in un interno, arricchendolo di altri segni e costruendolo differenti. Credo che tu vi abbia inserito consapevolmente dei motivi "selvaggi" (il totem) e moderni (l’affiche e l'insegna). Resta in ogni caso l'essenza. Restano i temi formali della lastra della lapide, della targa e della stele- elementi tutti quanti della memoria monumentale.
… La levigatezza delle superfici mi fa dire che spersonalizzi e per di più osservi a distanza personaggi r avvenimenti. …
… Hai visto una realtà e l'hai inscenata senza esprimere giudizi moralistici e tanto, le cose di cui tratti vanno per loro conto e non c'è niente da fare. Tant'è vero che in cima ad ammoni metti una figurina irridente, tra il fantastico e il grottesco, uno spiritello del Bizzarro, quello che già compariva - mi hai detto - in opere precedenti. … "

Francesco Bartoli

 

 

“… Nell'opera di questo artista, contrariamente a quanto farebbe supporre la costante notazione ludica, non è fatta alcuna concessione alla casualità;

È evidente, anzi, molto evidente, l'attenzione formale rigorosissima che l'artista mantiene nella concezione strutturale delle sue immagini, del loro equilibrio e dei rapporti interni, che attentamente sorveglia pure negli insiemi, nei rapporti tra un’opera e l'altra, sicché l'iterazione o il moltiplicarsi dell'immagine pertiene al medesimo ordine incipiente.

Sembra che tanto il procedimento che il progetto globale della ricerca di Bonfà siano già concepiti come un’unica struttura prevedendo anche gli sviluppi futuri. … I segni impiegati da Bonfà sono quanto mai vari e variabili. La coerenza, semmai si possa attribuire ad essa – una valenza significante per la convalida dell'opera - e ciò è del tutto opinabile -,  si ritrova in alcune costanti ben evidenti in ogni segmento dell'opera sin qui elaborata: la propensione ludica derivata dall'ironia spesso sarcastica, il rifiuto dell'ideologia, il sentimento della morte e del tempo legati alla consapevolezza della materialità corporale e un'idea dello spazio calcolato in rapporto alla propria dimensione fisica, sono qualità che si ritrovano sempre, con proporzioni differenti a seconda del periodo storico, a costituire un background, in ciascuna fase e ciascuna opera dell'ormai elaborato e pluridecennale itinerario poetico dell'artista che è stato visto come “poverista", o concettuale, o installazionista e performer, ma che invero si esprime sempre tangenzialmente correnti dominanti che hanno attraversato la spazio della sua costante operatività.

… … Bonfà realizza un prodotto misto -tra body art e concettualismo- percorrendo vie tangenziali, tipicamente postmoderne, molto soggettivamente. Il quadrato è lo spazio della ragione, del pensiero razionale. …"

Renzo Margonari

 

 

 

“Il lavoro di Carlo Bonfà può … essere letto come accertamento sulle possibilità e sulle difficoltà di tradurre, nella continuità cronologica, lo stesso fare arte. Egli raccoglie, organizza e integra materiali di natura diversa in un accostamento incoerente. … Bravura, perizia tecnica impegno tesi della produzione di una non-figura, o meglio di un sistema mancante di una parte nascosta che, a livello di realizzazione, si manifesta come commento …. Come sovrapposizione e come completamento della pittura e del suo realizzarsi. .. Memoria del naturale – ma senza la pedanteria o la nostalgia ecologiche – e la stessa sua trasformazione, una volta inserito in un ambiente per sua natura artificiale, in oggetto ambiguo: falso strumento di misurazione, determinazione di uno spazio, replica visiva imprecisa e tridimensionale dell’ordito pittorico bidimensionale. Il ragionamento di Bonfà è inchiesta o dubbio sulla traduzione, sulla difficoltà di passare da una lingua nota a una lingua nota rimanendo padrone del primo come del secondo dominio …”

Alberto Veca - 1980

 

 

 

"Uno zoo astrale, una iconosfera letterale s'addensa su firmamenti crudamente appiattiti, superficiali. La mancanza di orizzonte elimina la profondità, come se ogni corpo fosse sot­toposto ad una tensione pellicolare sempre in procinto di lacerarsi. Non c'è un solo segno incaricato di una funzione cardinale, centrale. Mappe del cielo; erranze di mondi che esplodono a tòcchi, si disperdono in cartocci, in informi involtini di carne arida, indurita, disseccata e brillante. Che è ancora un modo di promuovere l'anatomia del corpo umano ad anatomia degli universi.

Nascono nuovi Zodiaci; … Le mitologie di oggi e appena di ieri, diven­gono costellazioni, le attuali supernovae. … È subito necessario avvertire che Bonfà farnetica di questi mondi galattici senza smisurati entusiasmi .e senz'alcuna ostile diffidenza. A salvarlo interviene una ironia sottile; una sorta di giocosità lo mantiene lucido e sereno, equidistante dalle apoccalissi così come dalle in­tegrazioni. Bonfà gioca in trasferta; e se anche noi voglia­mo giocare sul filo della etimologia, scopriamo la serietà profonda, ma non mai aggrottata né grave, di questo suo giocare in trasferta.

Bonfà descrive mappe di mondi lontani, di città invisibi­li che sono, però, della terra. Invisibili per chi ha occhi so­lo per guardare l'inferno; visibili invece per quanti sanno cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo durare, e dargli spazio. Ma, è chiaro, per vedere l'invisibile occorre il gaio occhio di chi non arretra di fronte al nono peccato.

Dov'è Bonfà? Conosci Bonfà? Hai visto Bonfà? Non sulla terra, non in cielo; in nessuno dei due è in casa. Li­brato, eccolo nella zona intermedia, oscillante fra due vertigini. Comunque, non cammina sul filo; simula un equilibrio stabile, ma solo per rassicurarci rispetto ad ogni instabilità."

Gino Baratta luglio '82

 

 

 Opera dell'artista Carlo Bonfà

"Galassia" 1982 - Acrilici - trasferelli su tela cm 150x250

La sequenza della Galassie

propone antefatti liberatori alla successione di quelle che potrebbero definirsi installazioni pittoriche, tessere bidimensionali, in ordini aperti nella superficie ospitante, si aggregano in forme corrispondenti, ma occasionali (potrebbero, le medesime forme, trovare altre differenti aggregazioni in differenti occasioni e altri spazi). Nelle Galassie che si definiscono all'inizio degli anni ottanta, la forma espressiva torna ibrida con dipinti recuperando i tubi (in)comunicanti, le scatole, i simboli sommati. Le coeve Comete sono aquiloni che scrivono spazi verticali e orizzontali, a terra e nel ciclo, in parte installazioni e in parte dipinti. …

Renzo Margonari

 

 

Installazione dell'artista Bonfà

 

degli anni 1980-81

"Galassie"

 

 

 

 


 

 

Il Viaggio di Nadir l'astronauta potrebbe configurarsi pure come un'estensione immaginativa delle Comete dove i dècoupages siano miniaturizzati e, anziché disporsi liberamente in uno spazio costituito dall'ampio margine della parete siano tradotti in segni e compressi in un contenitore. E hanno una ricchezza barocca, una dovizia di varietà segnica, cromatica e strut­turale. La tematica è esplicitamente grottesca e sarcastica; i segni subiscono metamorfosi precisioniste. Accuratamente tracciati con attenzione certosina e interventi di tinte fluorescenti, divengono profili pinocchiuti che si trasformano in automobili e mutano in animaletti beccuti, e s'ibridano tra loro ancora... Il Viaggio di Nadir l'astronauta si conclude con una frastornata fuga dal pianeta aggrovigliato e incomprensibile del resto percepito con una visione piatta, e bidimensionale. Questo recente ciclo di dipinti è un racconto, svela inequivocabilmente l'idealità orfica di tutta l'opera di Bonfà, forse non sufficientemente evidenziata dalla critica, nella sua necessità narrativa - che costituisce la fondamentale motivazione costante - con le reiterazioni, insistenze argomentative, le riproposte, di affermare un giudizio scettico e criticamente distaccato sull'ambiente umano, e nel contempo l’impellente e insormontabile aspirazione della fantasia localizzata in un preciso quadrante mentale dove la purezza del segno non può essere contaminata.

Renzo Margonari

Ciclo opere:

Il viaggio di Nadir

 

 

 

Opera catalogata n. 1    "Mappa Marina"

 

 

 

Opera catalogata n. 2    "Stramberie della memoria"

 

Opera "Sciagura sul MAr Morto" 1993/95 - Acrilici su P.V.C. cm 100x100

 

 

Opera catalogata n. 3    "5 Minuti prima del pasto"

 

 

 

Opera "La notte trascorsa tranquilla" 1993/95 - Acrilici su P.V.C. cm 100x100

 

 Opera catalogata

n. 4    "Souvenir"

 

 

 

 

Opera "Via col vento"1993/95 - Acrilici su P.V.C.

cm 100x100

 

 

Opera catalogata n. 5    "Primavera a Roverbella"

 

Opera "La fuga di Nadir" 1995 - Acrilici su P.V.C. cm 100x100

 

 

 

 

 

Opera dell'artista Carlo Bonfà "Stirner non c'è più" 1996 - Legno - gomma - chiocciola

"… Chiami in causa "Stirner", la parata fa un giro su se stessa. È un dopo - ceneri. C'è un'urna "vera", sentimentalmente vera, dalla quale Stirner è svanito materialmente, pur restando vivo nell'immaginazione.

Allontanandolo dalla vista, lo hai salvato. Ma ci sono altri salvataggi, credo là dove costruisci perimetri rituali con riquadri di stoffa bianca, simili a quelli che una volta allestivi per filtrare il comportamento. Sono discreti, non danno spettacolo e quasi non si vedono."

Francesco Bartoli

 

 

 

 

 

Opera dell'artista

Carlo Bonfà

 

"Pensava di averla fatta ... Franca"

1996

- Legno - stoffa - sabbia - piombo - acciaio

 

 

 

 

 

 


 

ATTIVITA' ARTISTICA

 

- Dall'8 settembre all'8 dicembre 2007 presso Spazi espositivi di Palazzo Beccaguti Cavriani, Associazione per le Arti Contemporanee in collaborazione con il Comune di Mantova. Carlo Bonfà ha esposto le sue installazioni, funamboliche macchinine policrome con presentazione critica di Alberto Veca

 

MOSTRE DELL'ARTISTA BONFA'

 

1966   Paradiso 66, Verona.

1967   Galleria Ferrari, Verona.

1968   Galleria Ferrari, Verona. Bonfà Cavellini Meloni Veneri. novembre. Galleria Ferrari, Verona.

PERSONALE Galleria Cesare da Sesto, Sesto Calende. Premio Cesare da Sesto-giovane pittura.

1969    Galleria Argentario, Trento. PERSONALE Como. Campo Urbano. Galleria Toselli, Milano. Art Terminal. Galleria Toselli, Milano. Intervento. Deposito d'Arte Presente, Torino. Inventario Primo.

1970   Galleria 2000, Bologna. PERSONALE Galleria Toselli, Milano. PERSONALE Museo Civico, Bologna. Gennaio '70. Salone Annunciata, Milano. Temperature e Pulsazioni.

1971 Galleria Tiziano, Mantova. PERSONALE Galleria Fiori, Firenze. Accumulazioni. Centro attività visive, Ferrara. Immissioni.

1977   Galleria Ferrari, Verona. PERSONALE Galleria Ferrari, Verona. Una definizione di disegno.

1980   Galleria Ferrari, Verona. PERSONALE

1981    RS Centro Serreratti, Como.

- Carlo Bonfà: tradurre il tempo. PERSONALE

- Galleria Salzano, Torino. PERSONALE.

- Rondottanta, Sesto S. Giovanni. Modi di racconto.

1982  Galleria d'Arte Contemporanea, Rimini. Proposte per la committenza pubblica. Sabbioneta, Mantova. Un nuovo classicismo.

- Galleria N R A , PARIGI.

- Fondazione Bevilacqua La Masa, Ca' Pesare, Venezia. Proiezioni 80.

- Torbole. Il volto della Medusa.

- Padiglione Massari, Ferrara. PERSONALE (antologica)

-Galleria d'Arte Contemporanea, Suzzara. PERSONALE (antologica)

1983   Museo del Castello, Malcesine. PERSONALE (antologica).

- Teatro del Falcone, Palazzo Bianco, Palazzo Rosso, Genova. Una generazione postmoderna

- Galleria Salzano, Torino. PERSONALE

1984   Centro Annunciata, Milano. PERSONALE

- Galleria Einaudi, Mantova. PERSONALE

- Civici Musei, Reggio Emilia. Una generazione postmoderna-Iconici, Aniconici, Immagine elettronica.

1985   Galleria d'Arte Moderna, Bologna. L'immagine elettronica.

- Galleria d'Arte Moderna, Bologna.

- Chiostri di S. Domenico, Imola;

- Chiostri della Loggetta e Biblioteca Classense, Ravenna;

- Castel Sismondo, Palazzina Mostre, Chiesa di S.Maria a Nives, Rimini. Anniottanta "Protagonisti italiani".

1986   Galleria Civica Palazzo Te, Mantova. PERSONALE

1987    Galleria Einaudi, Mantova. PERSONALE

1988   Galleria Ferrari, Verona. PERSONALE

- Malcesine. Antiromantica. A cura di Alberto Lui ed Elena Pontiggia.

1989   Galleria d'Arte Contemporanea, Suzzara. Premio Suzzara. Palazzo Ducale, Mantova. Natura e Artifìcio.

1992   Galleria Disegno, Mantova. PERSONALE

1995   Galleria d'Arte Moderna, Torino. I Nuovi-nuovi.

- Corte Castiglioni, Casatico di Marcaria (MN). Transito.

- Palazzo Municipale, Goito (MN). Artisti per Sardella.

1996   Galleria Disegno, Mantova. PERSONALE

- Centro Culturale Dopotutto, Prato. Il fascino dell'oggetto.

1997   Palazzo Forti, Verona. Dadaismo dadaismi Da Duchamp a Warhol.

1998    Museo d'Arte Moderna, di Gazoldo degli Ippoliti. "La scultura dipinta"

- Galleria Corrami, Mantova. "Confusione".

 

BIBLIOGRAFIA

1968    MONZAMBANI, ALESSANDRO Bonfà Cavellini Meloni Veneri, presentazione della mostra, Verona. TRINI, TOMMASO 2 Quaderno. Carlo Bonfà, catalogo della mostra personale, Verona.

1969    CARAMEL, LUCIANO - MULAS, UGO - MUNARI, BRUNO (a cura di) Campo Urbano - Interventi estetici nella dimensione collettiva urbana, catalogo della manifestazione, Como.

1970    MALTESE, CORRADO Semiologia del messaggio aggettuale, Milano, Mursia.

BARILLI, RENATO "Concidenza di opposti" in Gennaio 70 catalogo della mostra, Edizioni Alfa, Bologna.

1971    CAROLI, FLAVIOBon/ò, Fasce (Rubrica Le Mostre) in "Nac", n°l, Bari.

BARILLI, RENATO "Didascalie" in Immissioni, catalogo della mostra, Ferrara.

BARIGLI, FRANCESCO Bonfà: due scritture in gioco in "Gazzetta di Mantova" (12-5-1971, p.3).

1972    MASINI LARA, VINCA Accumulazioni in "Arte e società", n°l, pp.104-109.
- MASINI LARA, VINCA Dizionario enciclopedico dell'arte italiana, Bolaffi.

1977    BARATTA, GINO catalogo della mostra personale, Verona.

- BARTOLI, FRANCESCO catalogo della mostra personale, Verona.

VECA, ALBERTO Una definizione di segno, catalogo della mostra, Verona.

1979    BARATTA, GINO La contemplazione "esatta" di Carlo Bonfà in "Gazzetta di Mantova" (1-12-1979, p.3).

1980    GIULIARI, FRANCESCO Carlo Bonfà - "Dov'è Pontormo?" in "Notiziario Galleria Ferrari" Verona, marzo 1980, n°12.

1981    VECA, ALBERTO Carlo Bonfà: tradurre il tempo, catalogo della mostra, Como.

BARTOLI, FRANCESCO Scritture nere e dorate, catalogo della mostra personale, Torino. VECA, ALBERTO Modi di racconto, catalogo della mostra, Sesto San Giovanni. BARATTA, GINO Le galassie caudate, catalogo della mostra personale, Torino.

1982    MENEGHELLI, LUIGI Il volto della Medusa, catalogo della mostra, Torbole. CARAMEL, LUCIANO,  i segnalati. Bolaffi

- BARILLI, RENATO "Carlo Bonfà" in Premio Lubiam - Un nuovo classicismo, catalogo della mostra, Mantova.

- CAROLI, FLAVIO (a cura di) Premio Lubiam - Un nuovo classicismo, catalogo della mostra, Mantova.

-BBARATTA, GINO Il nono peccato capitale di Carlo Bonfà, catalogo della mostra antologica, Mantova.

- BARILLI, RENATO catalogo della mostra antologica, Mantova.

- BARTOLI, FRANCESCO Colori regali, catalogo della mostra antologica, Mantova.

- CARAMEL, LUCIANO catalogo della mostra antologica, Mantova.

1983  BARILLI, RENATO "Una generazione postmoderna" in Una generazione postmoderna, catalogo della mostra, Milano.

- IRACE, FULVIO "Figure nel vuoto: i nodi della postarchitettura" in Una generazione postmoderna, catalogo della mostra, Milano.

- ALINOVI, FRANCESCA "II teatro dell'avventura" in Una generazione postmoderna, catalogo della mostra, Milano.

1984    VECA, ALBERTO Una generazione postmoderna "Gli aniconici" Carlo Bonfà, presentazione della mostra, Milano.

- B ARILLI, RENATO Una generazione postmoderna iconici, aniconici, immagine elettronica, catalogo della mostra, Reggio Emilia.

- DAOLIO, ROBERTO Una generazione postmoderna iconici, aniconici, immagine elettronica, catalogo della mostra, Reggio Emilia.

- SESSI, FREDIANO Figure del silenzio, catalogo mostra galleria Einaudi Mantova. PORTA, ANTONIO Dialogo tra Om e Am, catalogo mostra galleria Einaudi Mantova.

- VECA, ALBERTO Riprendere l'avventura, catalogo mostra galleria Einaudi Mantova.

1985    BARILLI, RENATO "Una mappa per gli anni Ottanta" in Anniottanta, catalogo della mostra, Milano.

DAOLIO, ROBERTO "Decorazione, pittura veloce, spirito ludico" in Anniottanta, catalogo della mostra, Milano.

1986    LUI, ALBERTO Trappole di Savio Narciso, catalogo della mostra personale, Mantova.

1987    BARTOLI, FRANCESCO I passatempi del voyeur, motivi di scultura mantovana del '900, catalogo della mostra, Mantova, Palazzo Te.

1988    ZANELLIZATTI, MANUELA catalogo della mostra personale, Verona.

LUI, ALBERTO "Note in margine ad Antiromantica" in Antiromantica, catalogo della mostra, Malcesine. PONTIGGIA, ELENA "Attraverso il distacco" in Antiromantica, catalogo della mostra, Malcesine.

1989    BARILLI, RENATO I premi come beni culturali, catalogo del XXIX Premio Suzzara, Suzzara.

1992    ZANELLI ZATTI, MANUELA presentazione della mostra personale, Mantova.

BARTOLI, FRANCESCO Lettera a Bonfà (inedita) in occasione della mostra personale, Mantova.

1995    BARILLI, RENATO "I nuovi-nuovi. Ieri, oggi, domani" in I Nuovi-nuovi, catalogo della mostra, Torino.

DAOLIO, ROBERTO "I Nuovi-nuovi. Continuità nella differenza" in I Nuovi-nuovi, catalogo della mostra, Torino.

- ZANELLI ZATTI, MANUELA "Fenomenologia dell'ossimoro" in Transito, catalogo della mostra, Casatico di Marcaria (MN).

1996    BARTOLI, FRANCESCO Lettera a Bonfà (inedito) in occasione della mostra personale, Mantova.

- MASCELLONI, ENRICO II fascino dell'oggetto, catalogo della mostra, Prato.

1997    TONIN, ELENA Scheda biografica di Carlo Bonfà in Dadaismo Dadaismi, catalogo della mostra, Milano.

- VENTURINI, ELENA Carlo Bonfà e il clima del postmoderno, Università degli Studi di Bologna, tesi di specializzazione, relatore professore Renato Barilli.

1998    VECA, ALBERTO Storia d'Italia annali n. 13, L'alimentazione Einaudi.

 

 


 

L'artista Bonfà

partecipa a mostre personali, collettive,

espone le sue opere in Gallerie e Musei in Italia

e all'estero ricevendo numerosi riconoscimenti

dal pubblico e dalla critica qualificata.

 

 

 


 

 

 

 

OPERE

 

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