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Catterina
-
Pittrice
Catterina Faggion,
nata a Montagnana (Padova) nel 1965 dove tutt’ora vive.
Ha coltivato la pittura in modo autodidattico,
partecipando alle attività di un’associazione artistica locale,
ha esposto le sue opere in
mostre
collettive in diverse città italiane .
" Ero, Eri "
-
2007
-
Mista su cartoncino - cm 36x65

Nel 2005
Catterina
è stata inserita nel Periodico di
Informazione e Cultura generale
"Flo
Fantasy News Magazine"
Arte e Cultura Curiosità Musica e Spettacolo.
e_Mail
dell'artista:
ga.lucca@aliceposta.it
Le sue passioni sono il canto lirico e la
pittura. Ha curato lo studio del canto, sia in
modo privato che presso il Conservatorio statale
di Mantova (1991). L’artista
Catterina ha partecipato
per alcuni anni alle attività di cori locali.
PRESENTAZIONE CRITICA ALL'ARTISTA
CATTERINA
A CURA DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO
DELL'ARTE ITALIANA DI MILANO
" Regina " -
2007
- cm 36x65
Catterina
interpreta l’immagine umana in forma espressionistica dei volti e degli aspetti.
Le opere sono condizionate
dai suoi stati d’animo e dalla sensibilità interiore.
Soluzioni simboliche dove
vengono proiettati significati di trasfigurazione metaforica;
una tecnica fondata sulla forza sintetica del segno e
sull’assoluta libertà dei colori impressionisti caratterizzati
dalla tecnica puntinista che consente all’artista di creare
atmosfere suggestive, per divulgare discorsi
poetici, di passioni e di riflessioni sociali.
Una pittura che raggiunge la propria maturazione e originalità,
un linguaggio orientato verso un linearismo di grande
raffinatezza, di figurazione astratta dalla forti valenze
simboliche che mette in evidenzia tutti gli aspetti oggettivi della
realtà e della vita interiore.
L’artista Catterina
comunica stati della mente in cui l’intensità emotiva giunge ad
esprimere sensazioni malinconiche e riflessive.
Nelle sue opere la natura dell’animo umano è intesa come luogo
in cui agiscono forze nascoste.
Archivio Monografico dell'Arte
Italiana - Settembre 2008
ANTOLOGIA CRITICA
“… Dipingere
è per certo la sua voce, il suo modo di cantare, di urlare, … di
salvarsi dall’incomunicabilità.
Catterina
con una personalissima tecnica usa i
colori e gioca al pittore: imposta, sovrappone, tira, raschia e
intanto si racconta, cerca di mettere ordine nei suoi pensieri e
di dare forma a ciò che sente. … I suoi lavori evocano sempre
un clima onirico che rimanda a realtà solo ipotizzate, solo
sognate, per capire di cosa è fatta la realtà, è un gioco di
mondi paralleli per crescere, per comprendere, per difendersi
anche dagli inganni della propria mente.
Chi vede
questa pittura ne avverte la tensione ed è indotto a cercare i
propri perché, a interpretare quelle forme col proprio vissuto
che … gira e rigira è la vita di tutti sempre diversa, ma anche
sempre uguale. …”
Franca P.
Borin
L'opera di
Catterina
“Le sue
opere sono caratterizzate da campi dominati da un'unica, o da
pochissime figure astratte, tratteggiate con linee essenziali e
con limitati cenni a qualcosa di reale. In genere, sono profili
di volti, deformati sino alla caricatura, iscritti in forme
sinuose, su sfondi indefiniti o aperti all'infinito.
"Intermezzo 1" 2004 - cm 35x40
Ma non è il
soggetto a giustificare la raffigurazione, non è esso
protagonista del quadro, quanto lo è, invece, la superficie,
connotata da valori cromatici e da una particolare tessitura,
frutto dell'uso di oli e di tecniche miste.
Nel lavoro
dell'artista si nota una elaborazione lenta, fatta di
innumerevoli passaggi sulla superficie, fino a rendere questa un
tessuto contesto di una innumerevole varietà di colori,
compenetrati attraverso giochi di toni, di sfumature, di
sovrapposizione di strati. Dominano i colori caldi, solari, gli
sprazzi di luce. Le figure di primo piano e lo sfondo,
attraverso rimandi creati da micro-cellule cromatiche, vogliono
compenetrarsi e fondersi in un tutto armonico; ne risultano
figure collocate su di un piano che non fa da semplice sfondo,
ma da cui esse emergono, fatte della stessa materia. La sostanza
di cui è fatto il mondo racchiuso nei quadri è aerea e, allo
stesso tempo, densa, tattile. Le forme, in un certo modo,
sembrano fluttuare in uno spazio celeste e da questo emergono
come addensamenti di un etere denso e luminoso.
"Intervallo" 2004 - cm 35x40
Non si
tratta di immagini eterne e immobili, bensì di temporanee,
improvvise apparizioni venute in essere appena per un attimo,
nel corso del perenne divenire delle cose, nei fluire degli
stati di coscienza, che solo con uno sforzo di concentrazione
vengono colte e fissate prima che trasmutino e scompaiano.
L'indeterminatezza dello spazio rimanda ad una indefinitezza di
tempo. E' impossibile contestualizzare i soggetti, collocarli in
una stagione, in un'epoca; essi non simbolizzando modelli, bensì
attimi, eternati sulla superficie del quadro.
Quello' che
importa all'artista
Catterina,
infatti, è di fissare sulla tela (o meglio sul cartoncino,
essendo questo il suo supporto preferito), attraverso una
costruzione lenta e fatta di passaggi successivi, l'emozione o
la suggestione di un momento, che viene restituita mediante le
sensazioni stimolate dall'accostamento dei colori, dai loro
accavallarsi e compenetrarsi su piani diversi.”
2005 -
Mostra antologica - Chiesa di S. Benedetto
L'ARTE DI
CATTERINA FAGGION,
ITINERARIO DENTRO IL MISTERO
"Autodidatta, Catterina Faggion
non dipende da alcuna scuola né alcuna scuola imita. Anzi,
adopera una tecnica del colore da lei stessa inventata e il
colore appare subito il centro della sua resa pittorica. Benché
non sia una pittrice astratta, è significativo che il dato
figurale delle sue opere, anche quando si tratti della persona
umana, si sviluppi sempre dopo e non prima della ricerca del
colore e questo è senza dubbio un tratto originale proprio di
questa artista.
DESCRIZIONE DELLE OPERE DI
CATTERINA:
Si veda una delle sue opere più recenti,
"Estasi" 2007 cm 36x52 - dove sui vivaci colori che riempiono
tutto lo spazio
si sovrappone un uomo appena tratteggiato - con linee essenziali
- nei soli contorni.
La ricerca espressiva di Catterina
Faggion non è fine a se stessa, non si risolve in
un mero compiacimento estetico ma prende le mosse da un
complesso stato d'animo che fa inevitabilmente i conti con le
motivazioni profonde dello spirito in una tensione interiore che
possiamo definire religiosa. Tale tensione dell'anima è ben
espressa in
"Vibrazioni" 2004
cm 50x70
in cui l'unità originaria di un
volto si scompone in linee e colori tenendo ben fissi al centro,
in assoluta immobilità, gli occhi, destinati a trasformare le
vibrazioni del cuore e della mente in sguardo e questo in
espressione d'arte.
Sapendo che la sua tecnica non è programmata, che le sue opere
non sono precedute da abbozzi o studi preparatori e quindi sono
frutto di un'ispirazione tradotta con immediatezza in visione,
verrebbe da pensare alle esperienze di scrittura e poi di
pittura automatica di una grande avanguardia del primo
Novecento, il dadaismo, ma non è così. Rapidità di passaggio
dallo spunto ispirativo alla sua elaborazione in immagine non
comporta in Catterina
alcuna automaticità, alcun transfert meccanico dall'inconscio al
quadro. Anzi, c'è in ogni sua opera un'evidente presa di
coscienza, la presenza operante di uno spirito inquieto e
sensibile che giunge alla soglia del mistero – dell'uomo, della
natura, della vita - senza oltrepassarla, ma arrestandovisi
davanti, affascinata, con meraviglia.
Riassume tutto questo un quadro che si intitola appunto
"Meraviglia"
2003
cm 50x70 -
e nel miglior gusto surrealista rappresenta un fiore
che sbocciando genera due delicati e dolci volti di giovani
donne: un'immagine dove l'umanità conquistata dalle figure
femminili non perde peraltro la reminiscenza del fiore, il tutto
in un'armonia di tinte morbide mentre una luce dorata dall'alto
a sinistra si diffonde sull'insieme. Affine è anche l'idea
ispiratrice, nove anni prima, di
"Intimità" 1994 cm 50x36

dove volti di donna affiorano fra i
petali di
fiori che il vento solleva verso il cielo. Qui però più che ad
una trasformazione, come nell'altro quadro, assistiamo alla
penetrazione all'interno di un fiore per esplorarne i meandri
più riposti alla ricerca anche in esso di una scintilla d'anima,
risolta poi in chiave di allegoria.
Si noti che la pittrice si rifà – pur trasformandoli – a una
persona o a un animale o a un fiore, ma sempre isolandoli in uno
spazio indefinito. Che però non definiremmo vuoto, perché quello
spazio sta a indicare l'assoluto, quella dimensione misteriosa
della verità che sta oltre la soglia e che non sembra
raggiungibile o quanto meno conquistabile per intero. In nessuna
sua opera compare infatti, nemmeno trasfigurato, un paesaggio.
Le creature messe in campo dall'artista sono poste in rapporto
sempre con un contesto alto e sublime, simboleggiato dal colore
che circonda le figure e in cui esse si immergono.
In questa prospettiva vanno accostate le numerose opere che
ritraggono volti umani.
Se "Cavaliere"
2007 cm 34x52
- rappresenta di fronte il volto di un guerriero
medioevale con elmo e celata, una sorta di uovo dentro un uovo,
l'apparenza – la maschera di ferro, e l'essenza, il volto umano,
invitandoci a non fermarci alla prima sembianza ma a cercare la
realtà autentica, e "Suspense"
evidenzia ancor più questa
esigenza di conoscenza della realtà raffigurando una faccia
dentro un'altra.

"Suspense"
2006
cm 50x70
- "Pinocchio, Pinocchio, Pinocchio" del 1989
-
(Opera Catalogata
nell'Archivio n.5)
Ci
colpisce anzitutto come contrapposizione di colori: un volto è
tutto verde, un altro blu, un altro rosso. Facce di profilo con
nasi spropositati quale lungo quale curvo quale tondo come uno
sgraziato palloncino, facce che galleggiano nello spazio
disancorate da qualsiasi corpo, su un luminoso sfondo giallo
oro. Il celebre burattino di Collodi è simbolo universale della
bugia e quei colori scuri a contrasto con la luce che sta loro
intorno indica nell'insincerità, nella doppiezza, nel
mascherarsi dietro la menzogna uno scacco della persona, che
difatti perde nel quadro ogni concretezza per vagare senza
radici e senza scopo. Quasi un Giano bifronte della mitologia
greca appare l'uomo di
"Doppio senso" del 2005,
(Opera catalogata nel'Archivio n. 6)
il cui duplice
profilo tracciato con satirica deformazione reca due distinti
colori a contrasto con altrettanti distinti colori dello sfondo.
Se in questo caso Catterina
mantiene un minimo di approccio realistico (come
sempre realistica è, al di là di quanto sembra, la caricatura), in
"Confronti" del 1990 -
(Opera Catalogata
nell'Archivio n. 4)

i volti, staccati e posti vis-à-vis, sono
due, trasformati in una sorta di baccelli collegati da un
capello o da un filo che ne accomuna l'identità, uno rosso
l'altro verdazzurro su uno sfondo di colori cangianti. Se la
persona di Doppio senso si mostrava agli altri in due modi
diversi, qui l'uomo guarda se stesso, coglie davanti ai propri
occhi due diversi aspetti di sé non conciliati.
Nell'ambito di
tale tematica l'opera più angosciosamente drammatica è L'uno,
l'altra del 1988. Due facce si intersecano, si fondono e si
scontrano in una alternanza di colori scuri che danno rilievo a
forme attorcigliate e fosche, spalancate forse su un abisso di
orrore, a cui non fa da contrappeso uno sfondo realizzato con
toni accesi ma, questa volta sì, un quasi vuoto: quasi vuoto di
un bianco appena qua e là spruzzato di svaporanti tocchi di
giallo.
Non sempre però questo motivo ricorrente della pittura
dell'artista ha accenti critici e drammatici.
"Specchiarsi" del
2005 cm 51x72-
pone ancora in campo il tema
del confronto con se stessi ma in chiave positiva: un intrecciarsi di colori sereni - rosso,
oro, azzurro - sostiene uno sguardo spalancato non verso il
mondo intorno ma verso il proprio mondo interiore e la serenità
di quella presa di coscienza è sottolineata dagli allegri
fiorellini che decorano la base.
Fra i quadri sin qui realizzati
dalla pittrice, tutti di medie dimensioni, spicca per grandezza
"Il Trittico" 2004 cm 70x115

largo oltre
un metro e abbastanza diverso dagli altri.
Ancora due volti,
stavolta poggiati sul collo ma senza un corpo, che si osservano
con un'espressione pensosa, quasi a scrutare i rispettivi
segreti. E intorno, non il solito gioco di colori a riempire lo
spazio, ma una parete a riquadri che concorre a stagliare le
figure e, isolandole dal resto del mondo, a legarle tramite lo
sguardo, l'una all'altra. Guardarsi negli occhi può costituire
per due persone l'inizio di un rapporto.
In
"A tu per tu" del 2004
cm 50x70 - due giovani,
un uomo e una
donna, posti l'uno di fronte all'altro esprimono
un poetico e felice universo d'amore: dalle loro bocche
socchiuse soffiano fuori incrociandosi dei baci che
figurativamente si concretano in festosi cuoricini così come
festosa e la giostra di colori in cui è immersa la composizione.
Se l'arte di Catterina
è più spesso attenta all'introspezione, al ritrarre l'itinerario
non facile dell'uomo a confronto col sé più intimo e segreto, il
fascino su di lei esercitato dal mistero metafisico, dal Vero,
per ora inconoscibile perché posto al di là della soglia
dell'esperienza umana, le ispira anche alcune opere di pura
ascesa mistica verso l'alto.
"Re Sole" 2004 70x70
In "Re Sole"
campeggia la sagoma trasfigurata di un uccello,
le ali e il corpo gonfiati dal vento mentre vola proteso verso
il cielo, in una gamma di tonalità luminose.
Uno degli esiti più
felici della sua creatività è il "dittico"
del 2004 costituito da Intervallo 1 e Intervallo 2.
Ciascuno dei due quadri ha una analoga composizione figurale:
una sorta di grande fiore, con piccoli fiori sopra di esso che
sembrano trascinarlo verso l'alto e nel secondo lo stesso grande
fiore, che nel primo era chiuso, ora sbocciato con una miriade
di esseri che ne sgorgano e volano verso il cielo. C'è un
significativo cambiamento del colore base dal primo al secondo
Intervallo: aurorale, quasi un'alba della creazione nel primo,
verde e azzurro come l'immaginata serena pace del Paradiso, nel
secondo.
In questa direzione espressiva nondimeno si va anche
più in là con lo splendido
"Natività" del
1991 cm55x44 - La linea figurale ci dice
alcune cose: c'è un volto
più grande e di fronte uno più piccolo, l'uno e l'altro si
scrutano attraverso lucenti e limpidi occhi azzurri e una sorta
di uovo sembra racchiuderli insieme. Una madre e un bambino, un
grembo materno che ancora trattiene dentro di sé la vita che sta
per nascere, un tenero flusso d'amore che fluisce dall'una
all'altra delle due creature. Ma ciò che dà senso e significato
all'opera è il colore, tocchi lievi di verde, di azzurro, di
rosso, di marrone si stemperano e si immergono in un fulgido oro
che esprime ad un tempo la gioia e la sacralità di quell'amore
da cui sta per fiorire un nuovo essere umano."
Ernesto G.
Laura - Università di Valladolid
Le opere di Catterina sono state
inserite in esposizioni collettive, con il
Gruppo pittori "La Tavolozza":
- 1988 e 1989 Montagnana (PD).
- 1989 Merlara (PD).
-
1989 Este
(PD).
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1990 Megliadino S.
Fidenzio (PD).
-
2003 Urbana (PD) Monastero dì
S. Salvaro.
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2003 , 2004 e 2005 Montagnana.
L'artista
Catterina
partecipa alla
vita artistica con presenze in mostre nella provincia di Padova
ricevendo lusinghieri apprezzamenti dal pubblico e dalla
critica.
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