|
Mariano Dal
Forno - Pittore
"Colore, tecnica e fantasia
sono i parametri fissi entro i quali le mie immagini si muovono,
...
Un'analisi che ha ridotto e
plasmato forme geometriche e linee curve. Il risultato è stato
di un maggior approfondimento dell'uso del colore nelle sue
scansioni cromatiche e di una ossatura formale che circoscrive e
costruisce con aspetti grafici, raffigurazioni
reinterpretate dalla mia fantasia.
..."
L'artista
Mariano Dal Forno
Mariano Dal Forno vive
e lavora a Cellore d'Illasi di Verona dove è nato il 18
Agosto 1954 diplomatesi al Liceo Artistico di Verona, ha
approfondito gli studi laureandosi in Architettura a
Venezia nel 1979.
I nizia la
sua attività artistica nel 1974; ha allestito sue mostre personali e
partecipato su invito a rassegne nazionali.
Sue notizie si trovano
su Cataloghi ed annuari d'arte
specializzata, si segnalano:
-
l'Archivio storico della Biennale di
Venezia
-
Enciclopedia del '900" ed. Il Quadrato 1980
-
"Catalogo internazionale d'arte contemporanea" ed. Alba
1985
Hanno scritto dell'artista
Mariano Dal Forno
critici, giornalisti, poeti:
Dino Coltro - Salvatore Maugeri
- Alessandro Mozzambani -
Paolo Rizzi - Sebastiano
Saglimbeni - Gian Luigi Verzellesi.
ANTOLOGIA CRITICA
“… Sono pitture al di fuori
di ogni qualsiasi lusinga, ... Forme e
dimensioni sono ricavate da una linea forte che si insinua nel
colore, ... La linea diventa, così, l'elemento di unione delle diverse
immagini, apparentemente contrapposte, il filo che conduce a
ritrovarle più che a separarle come tessere di un mosaico.
...
Segno e colore si fondono in una
creazione pittorico fantastica, in cui la realtà viene scoperta
lentamente, vorrei dire "psicologicamente", perché l'artista la
scompone nei suoi e elementi primi e la ricompone seguendo la
sua ispirazione così da farla più vera. Questa raggiunta unità
dipende anche dal legame spirituale che egli nutre con
l'ambiente ma, più spesso, con la memoria di un mondo contadino
vissuto in gioventù e mai dimenticato.
...
Il tutto è sorretto da un
minuzioso ordine con delle precise finalità interiori che
parlano un linguaggio di codici visuali e trovano fondamento
nella tradizione grafico-pittorica della nostra cultura
popolare. Altro aspetto è la ritualità emergente, quasi una
devozione, verso la natura che ispira visioni a volte molto
complesse.
...
La ripetizione
di soggetti-oggetti (ali, insetti, capitelli, profili di monti
ecc.) fa sorgere in chi osserva una illusione decorativa, ma che
si rivela, invece, una continua ricomposizione in ottiche
diverse e che generano l'originalità delle opere di
Dal Forno. ... Ci affidiamo alla visione che ci viene offerta
dall'artista per ripercorrere la stessa sua strada alla ricerca
della bellezza che è anche ricerca della verità.
Dino Coltro
Recenti proposte
d'arte di
Dal Forno lette dal
poeta
Sebastiano Saglimbeni
Mariano Dal
Forno, in tutto l'arco del suo iter
artistico, ha prediletto la costituzione della sintesi formale,
nel senso più essenziale del termine.
...
Le sue ricerche si basano
sulla conoscenza (che è supporto) grafica, sviluppata con segno
che nel suo dinamismo si fa, poi, forma.
...
Dal Forno propone ..
... «pezzi» su compensato
(un'esigenza, questo materiale, dell'artista, in luogo di altro
tanto più infuso), i quali registrano il recupero dell'immagine
dopo tanta letteratura d'arte tendente a riprendere un
astrattismo spesso irrazionalistico o affidato agli effetti del
caso. ... L'autore ... tiene presente la storia che
viviamo, l'era dell'industrialismo, che esprime con segni
particolari, diversi, aggrovigliati e leggerissimi.
La scrittura occupa tutta
l'area del mezzo, grande e normale dimensione ed ha una densità
di contenuti che sono presenze botaniche, prese nelle varie
stagioni, con prevalenza di quella autunnale, identificabile con
pezzi meccanici, con in secondo piano costruzioni appena
intravedibili, disegnate con rigorosità architettonica, più che
pittorica.
Industrialismo, ben reso
dai segni, e urbanesimo, come soffocato, questo,
dall'inevitabile tecnologia, sono le costanti di quest'ultima
scrittura pittorica di
Dal Forno.
... Come finalizzazione del suo esercizio
pittorico, v'è il tributo al problema ecologico tanto dibattuto
ora che imperversa la sproporzionalità dell'evoluzione. E come
conclusione di questa nostra nota: v'è la convinzione che queste
recenti proposte d'arte di Dal Forno risultano piene, poiché
nulla appare affidato all'operazione casuale dei segni e della
materia combinati. ..."
S ebastiano
Saglimbeni
L'ipotesi
narrativa di un sereno neonaturalismo nelle favole colorate di
Mariano Dal Forno
"...
Nella pittura di
Mariano Dal Forno si avverte ... come
un'ipotesi narrativa di un neonaturalismo che si esprime
attraverso la rappresentazione di una sorta di fiaba serena. ...
...
.. Non ci sono urti,
trasalimenti, segnali, allarmi, contraddizioni in questa pittura
di
Mariano Dal Forno,
pittura che ... deriva da una
illustrazione dell'esistente, dove la presenza emblematica delle
apparenze oggettive diventa invito a elaborare il reale, ad
accoglierlo e a sentirlo come ritmo e come luce.
A ben osservare, la pittura
di
Mariano Dal Forno
è tutta nel gioco della crescita, dello
sviluppo e della proliferazione delle forme naturali, vegetali
e animali, le quali non rifiutano l'identificazione con
l'ambiente, né vi fanno violenza, neppure quando sembra che
l'unità figurale si interrompa per l'aumentato spessore di una
linea, ovvero per la sovrapposizione di più piani, oppure
infine per effetto del loro improvviso cambio direzionale. Non
rifiutano l'identificazione con l'ambiente né vi fanno violenza,
... anzi
reclama una luce e un ambiente che appartengono alla
fenomenologia del naturale. ...
Un altro carattere della
pittura di
Dal Forno
è costituito dalla genesi del moto, che si
sviluppa all'interno delle figurazioni, e della scansione del
colore.
Le modulazioni e le
progressioni delle linee e delle forme colorate non partono da
un assoluto astratto, categoriale, ma prendono le mosse
dall'osservazione e dalla riproduzione stessa di un movimento
che si sviluppa ispirato direttamente da una cadenza implicita
nell'elemento di natura osservato e riproposto come immagine.
" Presenze autunnali", del 1980
Più che nella loro
autonomia, l'originalità di queste immagini .(vedi Opera
"Presenze Autunnali") ... è da cercare nelle modalità impresse alle
cadenze dalla linea che segna lo sviluppo e la progressione di
altre modulazioni, alla quale fa riscontro la scansione
cromatica, sensibile all'eleganza decorativa, intesa come
riaffermazione di libertà e di una sempre nuova suggestione di
fronte alle forme, alle cadenze e al cromatismo con cui
continuano ad apparire le realtà di natura.
Salvatore Maugeri
Arzignano, Gennaio 1983.
Opera " Atteggiamento
di Protezione", del 1986 - Tempera su tavola - cm 76x64.
"...
Per Mariano
Dal Forno ...il colore deve
risultare privo di spessori materici. ... Si affida alla
mobilità fluida delle cadenze e dei ritmi, da evidenziarne gli
impliciti valori, arricchendo l'opera di nuove soluzioni capaci
si superare il limite dell'inizio per definirsi nella pienezza
di ciò che è alla base della rivelazione."
Paolo Rizzi - 1987
"... Le sue composizioni pittoriche, nelle quali il
gusto della costruzione disegnativa rigorosa si accompagna ad
una tavolozza raffinata, opaca, ricca di accordi e variazioni
nelle gamme predilette del giallo e dell'azzurro.
Opera "L'Airone" 1982
Il gusto compositivo svela
di continuo una scioltezza che è il frutto d'una mano educata
dall'esercizio e da certe esperienze di cultura ... e di un'inventiva rivolta a
imporre alle fluide movenze del liberty una studiata scansione
ritmica, che ora ... insiste in sottili
giochi di scomposizione e aggregazione ora vedi l'opera
"L'Airone" da
vita a vibranti figure a ventaglio d'una speciale nettezza
emblematica".
Gian Luigi Verzellesi - Da
"L'Arena" 1983
Opera "Parata Nuziale" 1982

"..
Mariano Dal Forno, ... offre
pagine scandite e analitiche, raffinate fino all'essenza
emotiva.
Il tessuto cromatico si regola fuori dagli acuti
pericolosi, in un gioco specchiato di rimandi e di echi, ora
della forma e ora dei pieni e dei fondi colorati. Una
bravura grafica certa, dunque, e una presenza già
professionale".
Alessandro Mozzambani
Da "Il Mattino &
Verona" - 1983
Appunti
sull'evoluzione della forma reinterpretata e riproposta
nella sintesi di
Mariano Dal
Forno
In precedenti mostre ed
incontri ho sottoposto la mia pittura alla valutazione critica e
spontanea di esperti e giornalisti d'arte, ora mi sembra giusto
porre alcune riflessioni personali. Infatti è consuetudine in
queste occasioni essere commentati da un critico, ma è difficile
trovare una persona che sappia giustamente mettersi in sintonia
con l'artista senza scadere in un'inutile degnazione. Ritengo
che la critica e la cronaca d'arte siano indispensabili per la
crescita di un' artista e me ne sono valso tutte le volte che si
è instaurato un certo rapporto di studio e di fiducia, che ha
portato ad una onesta valutazione, divenendo un orientamento e
uno stimolo per chi ricerca informazioni riguardanti le arti.
Mi rivolgo direttamente al
visitatore occasionale e all'intenditore, al critico e al
gallerista che avranno l'opportunità di leggere queste mie
riflessioni.
Colore, tecnica e fantasia
sono i parametri fissi entro i quali le mie immagini si
muovono, determinate da una tecnica bidimensionale corretta
nella forma e nella specificità del colore. Con queste parole,
in una precedente presentazione, ho cercato un colloquio con chi
attraverso le mie rappresentazioni ne era coinvolto. Dopo
quattro anni l'immagine geometrico-figurativa, ha subito una
naturale evoluzione, dove la struttura grafica e cromatica è
andata verso una sintesi di forme e di colore.
Gli elementi compositivi,
definiti da S. Maugeri neonaturalisti, si sono lentamente
trasformati verso una chiarezza di fondo. Una analisi che ha
ridotto e plasmato forme geometriche e linee curve. Il risultato
è stato di un maggior approfondimento dell'uso del colore nelle
sue scansioni cromatiche e di una ossatura formale che
circoscrive e costruisce con aspetti grafici raffigurazioni,
reinterpretate dalla mia fantasia.
La linea traccia
sinteticamente le varie partiture legando come un filo gli
elementi dell'immagine, divenendo essa stessa fondamentale. Ne è
atto il suo divenire «contorno» bianco o nero, a seconda della
luce che voglio imprimere, fino al tratteggio o al punto per poi
ricostituirsi e ricollegarsi in un insieme logico. Il colore è
piatto, pulito, rispetta le forme, ogni tessera rappresenta una
nota cromatica che si imprime di toni ora caldi ora freddi. A
questi rapporti affido la realizzazione e la struttura
dell'idea, che nasce da un'intuizione o ispirazione di un fatto
naturale o da un evento, che riportato nella sua struttura di
sintesi genera con lo studio altre forme consequenziali, spesso
geometriche. Tali forme non rifiutano l'identificazione con
l'ambiente-natura perché da esso traggo spunto, ma rimane solo
ciò che con la mia sensibilità sono riuscito ad assorbire in
modo tale da ritrasmetterle rigenerate.
Si ottiene un insieme di
modulazioni, di progressioni delle forme e delle linee, frutto
di osservazione e produzione di immagini. Tutto ciò mira ad una
duplice integrazione linea-colore: la linea diventa colore e
rimarca i soggetti, il colore si scinde nelle componenti
ricoprendo le superfici. Un tentativo che porta aspetti della
grafica in pittura cercando un avvicinamento che possa giovare a
livello espressivo. Una ricostruzione che tende a rivalutare il
messaggio visuale della forma.
Sono convinto che non si
debbano ignorare quelle esperienze dove l'immagine è stata
scomposta, inventata, trasportata, ricostruita, distrutta,
poiché tracciano la direzione di una scelta. Più diventa chiara
questa scelta più si analizza, si penetra tra opposti equilibri.
L'importante è non negare le altre esperienze, ma essere
coerenti sapendo che più si raggiunge una chiarezza interiore e
formale, più la propria ricerca sarà rafforzata. Il modo di
esprimersi andrà così evolvendosi in una continua indagine
avvalendosi di tutte le componenti della percezione visiva.
Non è semplice ridurre a un
discorso chiaro le proprie intenzioni, ma mi è parso utile
spiegare la mia pittura.
Con il dovuto rispetto per
chi lavora nel campo dell'arte, lascio giudizi, valutazioni e
critiche a chi ne ha la competenza. A me non resta che
promettere un impegno per uno studio che ricerchi sempre nuove
espressioni.
L'artista Mariano Dal Forno
ATTIVITA’
ARTISTICA
Di particolare rilievo sono
state le mostre cui ha partecipato
Mariano Dal Forno:
1976 1 ° Premio S.
Stefano di Zimella (VR)
1976 4° Premio - Sala
Mostra ENAL - Verona
1977 3° Premio -
Dossobuono (VR)
1978 Premio Repubblica di
San Marino
1979 1" Premio - XI
Mostra di Pittura - Parona (PV)
1979 Mostra personale
allestita dal Comune di Zevio (VR).
1980 3° Premio Pescantina
(VR).
1980 4° Premio - Padenghe
sul Garda (BS)
1980 Mostra personale
Piacenza d'Adige (PD)
1981 Medaglia d'oro -
Rassegna Nazionale d'Arte - Cavriana (MN)
1981 1° Premio - Zevio
(VR).
1981 Medaglia d'oro 2a
Rassegna miniquadro - Villafranca (VR)
1981 Medaglia d'oro -
Premio Nazionale S. Valentino - Bussolengo (VR).
1982 Collettiva di
ispirazione Francescana Palazzo della Gran Guardia - Verona
1982 Medaglia d'oro -
Regione Liguria - Bussolengo.
1983 Mostra personale
Galleria d'Arte «Fra' Giocondo» (Amm. Prov. di Verona).
Per alcuni anni l'artista
Mariano Dal Forno
non ha partecipato a mostre o manifestazioni artistiche per
dedicarsi esclusivamente ad un lavoro di ricerca e di
riflessione che lo ha portato oggi ad un'evidente maturità
tecnica ed artistica.
Oggi espone le
sue opere ad importanti mostre personali, collettive ricevendo
lusinghieri successi di pubblico,
di critica e di
stampa.
Sue opere sono
catalogate ed inserite in numerosi annuari d'arte specializzata. Per la sua arte
l'artista
Mariano Dal Forno riceve premi e riconoscimenti .
|