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PENSIERO DELL'ARTISTA
A volte ritorno ai miei vecchi amori:
dipingo nature morte in un ambiente astratto. Mi piace
molto inventare. Il dipinto si evolve di continuo, esce dalla tela secondo lo
stato d'animo del momento.
Dipingo solo al mattino e deve esserci il sole.
Di natura sono sempre insoddisfatta, distruggo
molte opere ma sono felice quando vengono apprezzate.
Maria Diletta Pippa
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Maria Diletta Pippa
è nata a Torri del Benaco (Verona), abita ad Avesa (Vr).
Diplomata all'Accademia di Belle Arti "Cignaroli" di Verona, ha seguito i
corsi serali di nudo e incisione sotto la guida del Maestro Aldo Tavella. Ha
frequentato il Corso di monotipo, litografia e pittura presso la Scuola
Internazionale di Grafica di Venezia.
- Dal 1980 è
segretaria del Gruppo " Nardi"; - fa parte della Società di Belle Arti di Verona e
del Gruppo "La Soffitta".
Ha partecipato a molte collettive, riscuotendo successo di critica.
Sue opere si trovano in collezione private in
Italia e all'estero.
Inserita nel portale
http://www.artecatalogo.net
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PRESENTAZIONE CRITICA ALL'ARTISTA
MARIA DILETTA PIPPA
A CURA DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA
DI MILANO
"L’artista
Maria Diletta Pippa trasforma la pittura in un moderno linguaggio pittorico tramite una
stilizzazione delle forme e delle figure che si riproducono in una
visione formale di una
realtà
di elementi esteriori che stabiliscono nuovi rapporti tra oggetto, spazio, tempo, colore, luce.
Una combinazione di
toni cromatici
in assenza di prospettiva,
la
struttura dell’opera è costruita su forme plastiche, solide
e allo stesso tempo morbide
che sporgono dalla superficie della tela come fossero gli elementi interni
delle soluzioni mentali
dell’artista
Diletta.
La pittura di
Maria Diletta Pippa
è il risultato dei suoi pensieri e dei suoi sguardi verso la vita,
su una realtà globale studiata nei dettagli e portata all’analisi dal
nostro pensiero inconscio.
Le
opere di
Diletta
esprimono l’illusorietà della nostra vista,
gli oggetti e le figure non rappresentano la realtà esteriore ma
le concentrazioni e i ragionamenti del nostro
intelletto.
Una
pennellata sicura ed un gesto pittorico
personale
ottenuto attraverso la scomposizione dei piani che analizza
il
soggetto principale. Diletta
analizza il mondo,
sperimenta nuove creazioni,
crea bellezze astratte che mantengono il concetto pittorico in una
dimensione serena ma dinamica che si allontana dalla tensione lineare
picassiana. Schemi di forme che si
rincorrono nello spazio
e trovano rifugio nei colori futuristi, nelle linee marcate e nella
contrapposizione tra volumetria e piattezza della forma che
contraddistingue lo stile
dell’artista
Diletta.
Maria Diletta Pippa
amalgama in una sintesi universale
spazialità, forma e colore,
analizza le deformazioni espressionistiche del soggetto
dilatando la visione dell’ambiente circostante approdando ad uno
stile che traduce in sembianze musicali
emozioni, sensazioni e sentimento."
Archivio Monografico
dell’Arte Italiana – Giugno 2007
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ANTOLOGIA CRITICA
"Per
una pittrice come Maria
Diletta Pippa
sembrerebbe obbligatorio una nuova tipologia caratteriale dell'arte e
battezzarla con il titolo di "temperamentale".
Da
sempre, infatti, l'anima esuberante dell'artista frequenta i canali
compositivi di un inesausto labirinto mentale, eppure lucidissimo,
per lo più di ideazione astratta, mutuato con simbologie
esistenziali, nel privato delle quali il dotto poetico della visione si
arricchisce con svariate e imprevedibili convergenze. E'
un "mondo", questo, assolutamente aniconico, espressionistico,
palesemente sensuale ed emozionale, cercato
direttamente nei depositi della coscienza, ma subito coperto con
elementari luoghi comuni al fine di autoproteggersi; è
il telaio portante di una forza temperamentale
fortissima, con cui l'autrice si presenta al suo pubblico...".
Umberto Tessari
"Maria
Diletta Pippa,
abile conoscitrice dell'uso dell'acrilico e dei colori ad acqua, dipinge
superfici dove la netta divisione dello spazio pittorico genera
paesaggi della mente, solari e notturni: orizzonti dove non è concessa
altra presenza se non quella delle fasce colorate. Attratta dal gioco dei
contrasti compone una pagina pittorica che potrebbe essere interpretata come
immediato e sincero frutto di un'intrattenibile emozione ma, a ben osservare, si
capisce che l'impianto formale delle sue opere e la scelta dei colori non sempre
sono suggeriti dal trasalimento mentre, più spesso, sono il concreto riflesso di
un meditato lavoro compositivo".
Giorgio Trevisan
L'artista Maria Diletta Pippa
è stata inserita sul catalogo "Confronti 2006", ha partecipato con le sue
opere alla mostra tenutasi presso le Sale Espositive Ex Arsenale P. 20/2 - 24
Giugno-3 Luglio 2006.
Comune di Verona.
Opera presente alla Mostra:
"Esplosione" cm90x50

PERCORSO ARTISTICO :
MARIA DILETTA PIPPA
Il mio gioco preferito? Disegnare e colorare.
Da bambina facevo incetta di cartai Carta pane, carta
da zucchero, vecchi calendari che recuperavo dopo l'uso. Ancora oggi il supporto
che mi è più congeniale è proprio la carta. Coloravo i miei infantili disegni
con le poche e smozzicate matite colorate che possedevo; ed erano colori
primari: rosso, giallo, blu. Colori che mi sono rimasti nel sangue e ancora oggi
preferiti.
Negli anni settanta, a un'età
non più giovane, mi sono iscritta all' Accademia Cignaroli frequentando il
corso serale di nudo. È stata un'esperienza bellissima. Ricordo ancora con
nostalgia quel vecchio e freddo locale riscaldato da una stufa a legna che
sputava fumo, tanto che la modella ne era avvolta come in una nuvola. Era il
periodo in cui lavoravo a Venezia. Su e giù con il treno tutti i giorni, ma alla
sera entrare in quella stanza, ritrovare i compagni, quell'atmosfera bohèmienne,
come per incanto tutta la stanchezza se ne andava.
Con il trasferimento a Verona ho potuto
frequentare i corsi ordinari quadriennali.
Quattro
anni pieni di vitalità, di entusiasmo, di voglia di fare. La mia tavolozza era
sempre sporca di rosso; dicevo: "Oggi niente rosso"
ma immancabilmente ritrovavo il mucchietto di un bei rosso vivo.
E allora
mi lasciavo trasportare dalla mia fantasia;
dipingevo figure distorte verdi o gialle su sfondo rosso; il ciclo di un
paesaggio non era mai azzurro, ma rosso o giallo. I pittori preferiti erano
Soutine, Munch, Matisse. Finita l'Accademia è stato forte il desiderio di
intraprendere una nuova strada: dall'Espressionismo
all' Astratto. Riempivo la tela di strane
forme elaborandole, cancellandole, lavandole. Il dipinto si trasformava
sotto i miei occhi, continuavo così fino alla piena soddisfazione. Ancora oggi
adopero la stessa tecnica ma in maniera più violenta.
La tela per me è un supporto ostico, un nemico che mi vuole sopraffare
con il suo biancore; non ha anima. Così la soddisfazione più grande è quella di
colorarla, strofinarla, lavarla, riciclarla in continuazione finche le sue fibre
gridano! Basta... Basta.
Provo
tecniche miste: sullo stesso disegno adopero
matita, carboncino, inchiostri ed acquerello. Questi mezzi di espressione non mi
lasciano mai insoddisfatta.
Picasso diceva:
"Un dipinto ha una sua vita come una creatura vivente,
subendo i cambiamenti che sono imposti giorno per giorno dalla nostra esistenza:
cosa del resto naturale, dal momento che il dipinto vive solo grazie all'essere
umano che lo contempla".
L'artista
Maria Diletta
Pippa
L'artista
Maria Diletta Maria Pippa
partecipa attivamente a mostre personali,
collettive a livello nazionale ed internazionale.
Le sue opere si trovano in collezioni pubbliche
e private in Italia e all'estero e sono apprezzate dal pubblico e dalla critica
specializzata .
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