Vincenzo Dacome - Pittore


Vincenzo Dacome   figlio   d’arte   nato   il    12  Settembre

1950, a Badia Polesine (RO) dove vive e lavora.

Ha  allestito   mostre   personali   a   Torino,   Vercelli,   Troffarello (TO), Rovigo,  Lendinara (RO),   Badia Polesine,  Canda (RO), Costa di Rovigo, ed altre città.

 

All’estero, ha esposto le sue opere in 

BELGIO ed in CROAZIA.

 

Ha partecipato a mostre collettive, estemporanee.

Le sue opere figurano in collezioni private e pubbliche italiane e straniere.

 


Vincenzo Dacome

è inserito nel Dizionario della pittura Italiana contemporanea

“Il Quadrato”.

 

Hanno scritto dell’artista:

Sergio Garbato – Grazia Giordani – Guido Mora.

 

Recensito con critiche lusinghiere e positive da:

La Stampa – Il Resto del Carlino – Il Gazzettino – La Risposta –

La Piazza.

 


ANTOLOGIA CRITICA

 

Luce e colore nei  quadri di Vincenzo Dacome

“In anni in cui molte delle certezze che sembravano definitivamente acquisite sono invece cadute, la ricerca artistica torna a riferirsi ad antichi e perduti valori, ritrovando con trepidazione modelli e tecniche espressive che si credevano ormai inerti. ... Si tratta, ... di una interrogazione profonda che non trova e non vuole trovare risposte immediate e che carica esperienze già storicizzare di nuovi significati e inedite esigenze. È insomma una testimonianza che non si risolve ad essere lo specchio occasionale di uno realtà momentanea. In questo senso va visto l'emozionato interesse, che da alcuni anni, il pittore badiese Vincenzo Dacome riserva al post-impressionismo e più segnatamente al divisionismo. La tecnica dell'assembramento ottico dei colori, e cioè il loro accostamento sulla tela in un reticolo di punti cromatici invece che la loro mescolanza sulla tavolozza, affascina Dacome specialmente per la possibilità di ottenere una maggiore incidenza luminosa, superando, nel contempo, il mero dato naturalistico. ... Paesaggi, nature morre, figure appiano filtrati in un bagno di luce che tenta di trattenere ogni rifrangenza, tremolio, atmosfera cromatica. ... Dacome esprime il desiderio di cogliere una rivelazione, direttamente sulla tela, dal soggetto, che perde le sue connotazioni originali nel mobile gioco dei riflessi. E, in qualche modo, il sogno di una impossibile armonia e di un rapporto più profondo con i soggetti. È, ancora, l'impossibilità di fermare sulla tela l'immagine, che continua invece a vibrare nella moltiplicazione dei punti di luminoso cromatismo, che increspano le superfici. La realtà dunque la si cerca nella luce, ma è proprio questa luce che la modifica di continuo, svelandone e istantaneamente dissolvendone le forme.”

Sergio Garbato

 

 

“Figlio d'arte, diviso fra il doublage di altra attività lavorativa e l'amore grande alla pittura, Vincenzo Dacome espone per la prima volta a Lendinara.

La tavolozza di Dacome in questa sua ultima produzione ha messo la «sordina» e conquistato la finezza dei «pianissimo», dimenticando l'aggressività cromatica della prima giovinezza, per raggiungere la pacatezza coloristica di toni e velature più me­ditate. Impressionista-divisionista, il nostro polesano, ama frantumare la luce nelle sue tele, at­traverso accorgimenti rubati all'arte musiva, ricorrendo ad immaginarie tessere che scom­pongono il dipinto, addolcendolo, e diventano motivo conduttore di tutta la sua produzione pittorica.

Questo espediente ci offre così vedute di una Lendinara notissima, ma nello stesso tempo inedita, rivisitata in un'ottica nuova, proprio per l’insolita chiave di lettura che il pittore sa porgerci. ... Persone ed immagini architettoniche sono rese in una tenerezza coloristica calda e vibrante di luci. Una Venezia chiarista ci viene incontro quasi in una dissolvenza di sogno, sfatta, magica, annunciata dal rosso volo di una farfalla. Poesia rustica - gravida di nostalgie di una fattoria polesana, ...

Un nudo di donna illanguidita nell’abbandono di un eros soprattutto sognato, si alterna a delicatissime rose, malìa di un bosco di ulivi, ove corre e si sbriglia la fantasia dell’artista, uomo sensibile e schivo che alle chiacchiere preferisce il linguaggio dei pennelli che sanno scrivere sulla tela – filtrandoli – alcuni segreti dei suoi sentimenti e il fascino della sua terra.”

Grazia Giordani

 

 

“.. Vincenzo Dacome ... autodidatta, sin dalla sua adolescenza ha avuto la predilezione al disegno e poi alla pittura ad olio.

Egli è nato nel 1950 e nei suoi circa 35 anni dedicati all'arte ha avuto modo di approfondire sempre più la propria tecnica ed il suo inconfondibile stile tanto da annoverarlo tra gli artisti affermati. ... Non si può tralasciare un particolare che fa risaltare la sensibilità di Vincenzo verso una nazione martoriata quale è l'ex Jugoslavia. Alcune sue opere sottolineano lo stato d'animo di quella popolazione. Siamo quindi certi di fare cosa gradita a Dacome, ma siamo altrettanto lusingati di poter proporre le sue opere in quanto evidenziano il meglio di se stesso e la conferma del suo talento artistico sarà certamente ribadito in questa sua personale.”

Guido Mora - PER LA PRO LOCO - IL PRESIDENTE

 

 


 

L'artista Vincenzo Dacome

partecipa attivamente a numerose esposizioni artistiche qualificate, ottenendo notevoli riconoscimenti dalla critica e dal pubblico estimatore cha apprezza il suo operato.

Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero.

 


 

 

 

 

 

OPERE

 

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