|
Sandro Doralice,
vive e lavora a Castelbaldo (PD).
“…
Sandro Doralice
si rivela un artista che guarda con occhi attenti al mondo contemporaneo da cui
raccoglie sollecitazioni che poi traduce in quadri ricchi di poeticità e di
rimandi umani e culturali.
I primi dipinti di
Doralice
risalgono al 1976, dopo aver visto la prima mostra in Italia di Inos Corradin a
Castelbaldo, ultimo paese a sud ovest di Padova sulle rive dell'Adige, di cui
sono entrambi originari. È in quel periodo che egli ha incominciato a visitare
musei e pinacoteche, studiando le tecniche degli antichi pittori, con
predilezione per il patavino Mantegna e per il grande Leonardo.
Nella pittura di
Sandro Doralice
il primo maestro è Inos Corradin, da cui ha tratto l'essenzialità del linguaggio
e la vena poetica, ma si rintracciano nelle tele anche gli echi formali di Pablo
Picasso, che con la scomposizione ha frammentato l'idea di visione unica e
inequivocabile. Sono altresì presenti le influenze della pittura di Modigliani,
con i volti ovali e i lunghi colli, il silenzio derivante dalla lezione della
pittura metafisica, le suggestioni di un colore tardo espressionista e
l'essenzialità di una geometrizzazione neoplastica. Tali sollecitazioni sono
diventate il punto di partenza per uno stile che, aldilà dei rimandi, esprime
freschezza e sensibilità.
Maria Beatrice Rigobello Autizi
Hanno scritto dell'artista
Doralice:
Maria Beatrice Rigobello Autizi - Frida Carazzato - Leonardo Raito
ANTOLOGIA CRITICA
"Chiari paesaggi dell'anima"
"... Nel tempo anche la tecnica
pittorica di
Sandro
Doralice si è fatta più complessa.
Egli prepara la tela con gesso di Bologna mescolato con colla di pesce o di
coniglio. La pittura, realizzata esclusivamente con colori ad olio, non si serve
di impasti di colori, ma sovrappone, velatura su velatura, colori semipuri. I
quadri acquisiscono così una straordinaria trasparenza, una grande luminosità e
una evidente tridimensionalità.
"Venditore di souvenir"

Olio su tela - cm 60x80
Il procedimento esecutivo,
a causa della tecnica particolare, è molto lungo, e servono almeno quindici
giorni per asciugare uno strato di colore. Per ovviare alla lentezza esecutiva
Doralice
lavora contemporaneamente a cinque o sei quadri, accomunati dallo stesso
principio ispiratore anche se diversi tra di loro.
L'immediatezza nel porsi è una costante nelle opere del pittore, abituato da
sempre a dipingere sulla tela senza schizzi o disegni preparatori.
Attraverso i dipinti di Doralice
prende vita un mondo a prima vista incantato e nel contempo sottilmente
inquietante, magico e reale insieme. Sono quadri che nascono sempre, come
afferma egli stesso, da esperienze dirette, da un vissuto intenso.
Nelle opere dell'artista talvolta si nota la presenza, ben mimetizzata, di un
cerotto su una casa o su un personaggio. È l'artista stesso a rivelare che
l'inserimento pittorico del cerotto gli è stato ispirato da un bambino che,
ascoltando per caso i discorsi di Doralice
con gli amici riguardanti le ferite che l'uomo
contemporaneo infligge alla natura, in cambio di un'aranciata gli offre la
soluzione su come rappresentare la natura ferita, come fa la madre con lui
quando si fa male. …
"Realtà invisibile"

Olio su tela - cm 60x80
… Il pittore nella
rappresentazione del suo universo, porta con sé una sorta di sapienza antica,
che gli deriva dalla predilezione di ascoltare uomini e donne ormai anziani,
portatori di memorie e ricordi che la contemporaneità sta travolgendo
inesorabilmente.
..
Doralice ama
recuperare i ricordi del passato. … Pittore genuino e spontaneo, capace di
aprirsi al vagheggiamento di un ambiente a dimensioni d’uomo e alla natura
intesa come forza arcana e tenace, Doralice guarda alla vita quasi con stupore,
permettendo ai suoi personaggi di appropriarsi dello spazio che li circonda per
segnalarlo con la loro presenza.
"Paesaggio ferito"

Olio su tela - cm 70x50
… La
natura, che nel pensiero di
Doralice è un dovere
conservare per le future generazioni, è ritratta con grande essenzialità, ma
anche con spirito poetico.
… La luce metafisica, che avvolge uomini e paesaggi, è trasparente e
cromaticamente intensa, in grado di sollecitare domande per cui non esistono
risposte certe.
Doralice sembra
indagare le possibilità di sopravvivenza di un mondo che rischia di estinguersi,
capace di trasmettere una inquieta serenità, ma anche emblematicamente in
divenire. … I paesaggi, dove la presenza dell’uomo scompare, sono rigorosamente
suddivisi da giochi di luce alternati ai colori. …”
Maria Beatrice Rigobello Autizi
"Tra due sponde"

Olio su tela - cm 70x50
"Quando l'attuale si fa
poiesis"
... La pittura di
Sandro
diventa il punto d'incontro I tra poli apparentemente opposti: i "perché" del
pittore diventano quasi le risposte alle domande dello spettatore attorno
all'unico tema della tela; la situazione specifica che il quadro raffigura
incontra l'universalità e l'intelligibilità resa dallo stile; la stilizzazione
della figura e dell'ambiente in cui essa vive si uniscono alla ricerca accurata
del colore e della composizione plastica; la bidimensionalità delle forme si
erge, paradossalmente, su di un fondo pittorico fortemente materico;
l'emarginazione, ciò che è altro - prima tematica di questa serie di opere - si
mostra alla globalità, al pubblico che osserva seconda tematica del pittore.
"Ragazzo con pannocchia"

Olio su tela - cm 60x100
... La pittura di
Sandro
diviene ora totale descrizione di particolari realtà inserite in questo presente
attraverso uno stile semplice e completo, pienamente confacente alla crescita
poetica del pittore.
Queste tele descrivono gli effetti di quell'attuale logica che prevede la
personale corsa per una rivincita individuale e l'affermazione del singolo a
livello globale; questa situazione provoca effetti forti e globali direttamente
proporzionali alla ragione che li ha generati. La causa della globalizzazione
provoca inevitabilmente un effetto globale, descritto da
Sandro
con composizioni lineari e pulite, con l'uso della bidimensionalità per far
parlare soltanto la linea e il colore puro. La sua pittura permette di
presentare la realtà altra, molto spesso dimenticata e che inevitabilmente
appartiene all'umano, con la pretenziosa ed intelligente oggettività tipica
dell'ironia, 'unica, quest'ultima, che può avvicinare, senza farle stridere,
soffici e bianche nuvole a dita contrite.
Frida Carazzato
"Costruttore di nuvole"

Olio su tela - cm 50x70
“Percorsi esistenziali”
“Sandro
Doralice presenta una figurazione
immersa nel senso quasi ironico della riflessione. Le composizioni sono spesso
sfondi su più piani compattati da un geometrismo rigoroso.
Doralice
è pittore dei percorsi. Percorsi esistenziali. Analisi mai superficiali o banali
della condizione umana nelle sue molteplici sfaccettature. Uomo, animale,
natura: tutto è ambiente, tutto è sistema.
Doralice
osserva, riflette e riporta di getto sulla tela questa impressione attraverso
una pittura che potremmo definire frutto di accostamento di idee. Non corriamo
il rischio di sbagliare. L'individuo è testimone di rapporti e di esperienze;
portatore di esempi tradotti in immagine.
Gabbia, vasetto, scatola. Contenitori di emozioni. L'albero nel vaso di vetro è
metafora della vita. L'uomo è prigioniero del suo corpo. Sforzo, tensione
emotiva. I grandi gialli semisferici racchiudono spicchi di ironia. Nell'ironia
di una composizione che sembra un puzzle giocoso, dove le case sono dadi su un
immenso tavolo verde, viene voglia di tentare, di provare.
… L'uomo osserva e si lascia trasportare dalla bacchetta magica di
Doralice.
Artista, pittore, forse semplicemente cantastorie d'uomini, animali, natura.
Racchiusi in un vasetto di vetro che diventa scrigno di segreti. Da aprire solo
per riassaporare il gusto di libertà. Condizione epica in una vita troppo spesso
soggetta al compromesso e ai luoghi comuni.”.
Leonardo Raito
"La rocca e il limone"

Olio su tela - cm 50x70
|