Gianfranco Giacomin
nasce a Verona nel 1925 dove vive.
Per visionare ulteriori lavori dell'artista collegarsi al portale:
www.giacomingianfranco.com
E-mail:
giacomin@fastwebnet.it
Gianfranco Giacomin
consegue la maturità classica e si iscrive all'Università di Padova alla Facoltà
di Ingegneria Chimica che frequenta per alcuni anni ma che deve abbandonare per
la scomparsa del padre.
Dal
1955 al 1960, periodo durante il quale si incontra con gli artisti
Domenico Purificato, Guido Trentini, Grazio Pigato,
Piero Fornasetti e Salvatore Fiume, prova a sviluppare un'intensa azione
creativa che interrompe per poi riprenderla in seguito diversamente.
All'inizio del 1970 conosce lo scrittore siciliano
Sebastiano Saglimbeni, allora articolista d'arte sul quotidiano "Gazzetta
di Mantova" e il pittore lucano Cosimo Lerose.
Durante una sua mostra a Milano riceve la visita dell'artista modenese
Mauro Reggiani, uno dei firmatari del primo
Manifesto di astrattismo Italiano del 1934.
Durante un soggiorno a Roma nel 1980 conosce l'artista
Achille Pace del "Gruppo Uno".
Di
qui un periodo, piuttosto sofferto, di riflessioni e confronti con la cultura
artistica d'avanguardia. Viene conquistato dall'astrattismo geometrico, quindi,
l'inizio di una ricerca sul quadrato e le forme geometriche "derivanti e di
scomposizione". In seguito la più recente ed intensa produttività di
Serialità tridimensionale, Composizioni, Equilibrio:
Superficie/Colore, Mutabili,
Insieme, Policromi,
Varianti su Policromi e, ora, Strisce.
2007

... E' uscita la nuova monografia di
Gianfranco Giacomin,
sotto nome
"Tutto su All about Gianfranco Giacomin",
La monografia contiene tutte le opere di questo
produttivo maestro veronese, realizzate in molti anni.
Sue opere figurano in collezioni private e pubbliche in
Italia e all'Estero
(collezioni private a Londra e Indianapolis)
Hanno scritto dell’artista
Gianfranco Giacomin
numerose
testate giornalistiche, i critici:
Felice Balleri - Paolo Bertelli - Felice Bollero - Franca Bissoni
- E. Buda -
Calerneau (Paris) - Alberto Castaldini - Pierluigi Colombi - Paola Cortese Giovanna Ortes Costa - Dorigo - Carmelo Duro - Pietro Fornasetti - V. Galernau - Egidio Lorito
- Marcucci - Novelli - G. Occhipinti - Sergio Paglieri- Viviana Paleari - Sebastiano Saglimbeni - Gabriella Savoia - Marco Tonelli.
ANTOLOGIA CRITICA
“... A colpire, nell'artista di Verona, l'intensità del colore: le tele lasciano
un senso di precisione, di studiato ragionamento vivacizzato dall'incontro dei
colori disposti in stile geometrico.”
Viviana Paleari - La Prealpina - 2004
“... La sua avanguardia cromatica, con la gestione dei toni del colore, del blu
in particolare, lo porta a spaziare nelle linee geometriche, creando giochi
incredibili ...”
Pierluigi Colombi - La Provincia di Crema - 2003
“... Il colore, sono i segni, sono le leggere piccole definizioni di forme
astratte che, con i colori preferiti sembrano volare ...”
Carmelo Duro - Gazzetta del Sud - 2002
“... Osservare un cromatismo che sa di magico per la combinazione di quegli
acrilici azzurri, neri, gialli, rossi e bianchi, che diventano atto, opera, non
certo generati dagli effetti del caso, ma da ragioni di doti poetiche e
creative.”
Egidio Lorito – La Provincia Cosentina – 2001
“…
Le opere dell’artista veronese destano inevitabilmente interrogativi, razionali
e vacui, nel lettore; ma questi interrogativi si possono risolvere con una sola
risposta: il lavoro di
Giacomin
è l’esito di un’arte che contiene una
libertà intima di sviluppo, di capacità, di proprie leggi, di proprie
problematiche, di proprie tematiche e di proprie forme. Questo il motivo per cui
l’artista si era imposto una lunga attesa, per potere arrivare ad una invenzione
e alla sua conseguente dimensione etica ed estetica.”
Sebastiano Saglimbeni
Verona – 1997
MUTABILI
Opera
dell’artista Gianfranco Giacomin
“Mutabile-41” 1994 - Acrilico su tavola – 80x80
Così
si spiegano lo spessore del colore, il suo rilievo vulcanico, lunare,
“Mutabile-41” è certamente uno dei più belli della serie. La sua “figurazione”
ha tagliato come una lama lo strato pittorico, mettendo a nudo non il vuoto
metafisico, l’inquietante “fine di Dio” di Fontana, bensì altra pittura.
Marco Tonelli - 1998
"Mutabili. Così
Giacomin
intitola una
concreta sezione delle sue recenti opere. Tele dapprima, tradotte in terracotta
poi. Manto policromo di oggetti altrimenti anonimi, pennellate misurate, attente
campiture che prendono vita attraverso Traslazioni materiche. … l'arte di
Giacomin non è silente, anzi, è una continua narrazione della
trasformazione vissuta dalla sua lingua. Non a caso l'artista, attento
indagatore astratto di un naturalismo sognato, affonda le sue radici
esperenziali in quel fertile sostrato figurativo degli anni dell'immediato
dopoguerra, compagno di viaggio di splendide personalità come Purificato,
Trentini, Fiume... Qui è il mutare, quella vibrazione che la critica d'arte
indica nel percorso individuale dello stile di un artista, quando l'innovazione
è insomma dovuta ad una volontà (Kunstwollen...) dialettica che nel caso di
Giacomin
correttamente si svela consequenziale a due momenti simultaneamente positivi.
Apertis verbis: nell'artista l'esigenza informale ed astratta si giustifica solo
come traguardo di un cammino, non come scorciatoia iniziale. …Nei Mutabili
recise superfici, che non rivelano vibrazioni chiaroscurali, si sovrappongono
con forme sicure e flessuose, fino a far prevalere, per contrasto cromatico,
quella centrale. …”
Paolo Bertelli - 2002
Gianfranco Giacomin
anche scultore
"Cavallo Robot"
2004 - legno dipinto e materiale vario
dipinti - 36x10x30

"…
Accanto alla pittura e alla decorazione di porcellane l'artista veronese,
poliedrico nel suo percorso di sperimentazione, si è cimentato, anche se solo
saltuariamente, con la scultura. I pochi tentativi esperiti nell'arte plastica,
soprattutto tra la fine degli anni Settanta i primi anni Ottanta, hanno prodotto
figure umane e di animali con il filo di ferro, una "Ballerina" e un
"Cavallo", una "Testa", realizzata con
mattoni e un'altra Testa in marmo, immagini totalmente inesistenti nella
bidimensione.
Solo il "Ritmo della pioggia" è fra le
produzioni plastiche di
Giacomin
quella che più si avvicina alla poetica espressa su carta o tela."
Paola Cortese - Maggio 2002
SCULTURE

"Ritmo della pioggia"
1984-85
Legno dipinto
- Rete metallica e sfere d'acciaio

"Testa di bambino"
1980-85
Marmo - profondità 16x24
PORCELLANA
Opera dell’artista Gianfranco Giacomin
“Variante su policromo” Acrilico su porcellana – 31x27
"
L’approdo
alla porcellana è un'esigenza abbastanza recente di
Gianfranco Giacomin
artista veronese attivo sulla scena pittorica fin dai primi anni del secondo
dopoguerra.
…
Giacomin
approda .. in maniera entusiastica all'astrattismo. … Degli anni Novanta sono
dunque le porcellane, usate quasi come supporto per produrre quei segni che
hanno prima solcato le tele. È il fascino sprigionato dal plasticismo della
forma che stimola
Giacomin a cimentarsi con vasi grandi e piccoli,
alti e bassi, i più diversi insomma, nel ricordo di quelle inevitabili
suggestioni suggerite dal lontano oriente dove questa tecnica ha preso origine
fin dall'antichità.
Pennellate
precise, dai contorni chiari, dalle campiture quasi geometriche, si alternano a
pezzi che propongono invece soluzioni più sfumate.
L'astrazione geometrica cede il passo a momenti di assoluta rarefazione del
colore con altrettanto raffinata scelta cromatica. …
“Traslazioni materiche” le chiama
Giacomin
le sue opere su porcellana e questo fa comprendere immediatamente lo stretto
nesso che le lega alla pittura. … L’esigenza di comunicare un segno con un
gesto, ormai sicuro, un’esigenza che ha trovato un medium tramite il quale
esprimere una poetica maturata nell’arco di una lunga carriera di ricerca e di
rielaborazione profonda.”
Paola Cortese - 2002
PERCORSO FORMATIVO DELL'ARTISTA
GIANFRANCO GIACOMIN
DAL 1970
"... Nel
1970 presi la decisione di dare un taglio netto al figurativo, in quanto sentivo
che mi veniva a mancare l'entusiasmo iniziale.
Dopo lunga riflessione decisi di passare all'astrattismo geometrico. Frequentai
molte mostre (Kandinski, Malevic, Klee, Mondrian e Mirò)
e maturai la convinzione della bontà della scelta fatta. Feci la mia prima
mostra a Genova con buon risultato di pubblico e di critica. Incoraggiato, volli
entrare di più nella ricerca sia sul colore (stesura) sia sul segno
(composizione geometrica) cercando evoluzioni stilistiche più confacenti ai miei
propositi.
Da qui un
continuo studio ed esigenze di nuove emozioni con giochi di tagli, disgiunzioni,
incastri e inserimenti di materiali vari tentando di portare questi ultimi al
rango di espressività primaria.
Ho
cercato di rendere armoniche delle composizioni, intervenendo sulla struttura e
variandone la consistenza cromatica.
Sono
seguiti, perciò, altri cicli e esposizioni.
Da
ultimo, ho raccolto "il tutto" (tutto su Gianfranco Giacomin) e pubblicato nel
volume, anche per ringraziare coloro che hanno avuto fiducia nel mio lavoro."
L’artista
Gianfranco Giacomin
ATTIVITA' ARTISTICA
Mostre dell'anno 2007
- "Palazzo della Loggetta - Monselice (PD)
- Museo Nazionale Libico (in preparazione)
Esposizioni
- Galleria "Riccio" di Venezia
- Galleria "Tedeschi" di Lugano
- Galleria "La Saletta" di Cortina
- Onas Moderne Kunstgalerie di Bolzano
- Galleria "II Prisma" di Verona
- Coin D'Art di Genova
- Galleria "d'Essai" di Milano
- Etruriarte 7 di Venturina
- Flash Art Museum di Trevi
- Studio Panigati di Milano
- Arte Expo 97 di Roma
- Galleria St. Charles de Rose di PARIGI
- Artexpo 98 di NEW YORK
- Concorso Internazionale d'arte - Comune di Lomazzo (CO)
- Palazzo Ducale di Mantova
- World Festival of Art on Paper - Kranj 2000 (SLOVENIA)
- Officina dell'Arte - Comune di Orzinuovi (BS)
- Museo Comunale di Praia a Mare (CS)
- Museo d'arte Moderna di Gazoldo degli Ippoliti (MN)
- "Villa Genovesi" Comune di S. Alessio Siculo (ME)
- "Rocca Sforzesca" Comune di Soncino (CR)
- "Villa Borromeo Visconti Litta" - Lainate (MI)
- "Palazzo Bonoris (Banca Fideuram) - Mantova
LA STAMPA:
Gli anni 65 e 70 dell'arte italiana, Vol. 8
Alto Adige (Dicembre '72)
Il milione (Luglio '73)
Gazzetta del Ticino (17/12/73)
Mondo nuovissimo (74)
Il Gazzettino (16/03/74)
La Voce di S.Marco (16/03/74)
La vernice (Aprile '74)
Gazzetta di Mantova (19/04/74)
Eco in arte (Maggio '74)
Sicilia Tempo (Ottobre '74)
La Zattera (Novembre '74)
Il Lavoro (29/11/74)
Il Secolo XIX (30/11/74)
Corriere Mercantile (29/11/74)
Terzoocchio (Dicembre '95)
Terzoocchio (Giugno '96)
Arte e Cultura (Aprile '97)
Tratto in arte (Aprile '97
Terzoocchio (Marzo '98)
Profils Info Paris (19/03/98)
La Voce di Mantova (20/03/99)
Il Giorno (25/03/99)
Gazzetta di Mantova (31/03/99)
Archivio (Aprile '99)
Terzoocchio (Giugno '99)
Arte incontro (Settembre - Novembre '99)
La Voce di Mantova (21/07/2000)
Gazzetta del Sud (29/05/2001)
La Provincia Cosentina (27/07/2001)
Gazzetta del Sud (26/07/2001)
Mezzogiorno Economico (CS) (Ottobre 2001)
Postumia (MN) (Ottobre - Novembre 2001)
Terzoocchio (Dicembre 20001)
Gazzetta del Sud (20/08/2002)
Terzoocchio (Dicembre 2002)
La Provincia di Crema (20 Maggio 2003)
Corriere di Roma (19 Novembre 2003)
La Prealpina (10/21 Settembre 2004)
Archivio (Novembre 2004)
L'artista
Gianfranco Giacomin
partecipa attivamente alla
vita artistica esponendo le sue opere in numerose mostre personali, collettive
di modesta importanza artistica.
Riceve
consensi positivi, lusinghieri apprezzamenti dal pubblico, dalla critica
specializzata e dalla stampa.
La sua arte è visibile su annuari d'arte specializzata
e le sue opere figurano in collezioni private, pubbliche, in Italia e all'Estero
(collezioni private a Londra e Indianapolis)