GiaFur - Artista Visuale - Scrittore


 

L'artista Giafur vive ed opera a Tagliacozzo (AQ).

 

Passione primordiale. Mitica e sublime comunicazione.

Giafur produce suoni, collettivizzando, rubando, assemblando, generando, ridendo e mettendo gerundi.

 

Per visionare ulteriori opere collegarsi al sito:

http://www.comunitasc.org/

 

 Libretto manifesto percettivo di  GiaFur : 

 

"Immagini mescolate sovrapposte."

"Si vuole rappresentare una PERCEZIONE DINAMICA plastica nei segni grafici.  Scomponendo l'immagine attraverso la scomposizione della luce.

Informare attraverso innumerevoli punti di fuga. Un susseguirsi di immagini contemporanee multiformi. Linee ipotetiche fantasma. Si vuole rendere il movimento dei corpi dovuto alla percezione di essi."

L'artista Giafur - 2003/2004

 

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"E se la smettessimo di Litigare" 

 

 

 

Presentazione all'artista

GiaFur

a cura dello scrittore Antonio Della Rocca

"Ariostesco per ascendenza e vocazione Gianpaolo Furioso, nome anagrafico di GiaFur, risiede a Tagliacozzo, in Abruzzo, dove vi è nato il primo dicembre del ’76. E’ dunque un Sagittario, tra tutti i segni zodiacali senza dubbio il più inaffidabile: edonista, trasgressivo, tormentato da costanti complessi edipici e di colpa, ma, soprattutto irriducibilmente eversivo nei confronti di ogni sana, religiosa e morale convivenza civilmente stabilita.                  

Dopo aver conseguito un inutile diploma di maturità scientifica (le parole sono sue), inizia a lavorare in fabbrica come operaio. Figlio modello di Giuseppe Vissarionovic Giugascvili (altro Sagittario, meglio conosciuto col nome di Stalin), ma non suo seguace, il suo lavoro è quello di assemblare circuiti stampati, ovvero: 

“quelle tavolette verdi con tanti corpuscoli inorganici sopra, che sembrano città minuscole viste dall’alto. Futuristiche e ideali. Molto populiste”.

Cinque, Gianpaolo Furioso.

 

"Albero papaya" - 2007/2008

 

La fabbrica, quasi inevitabilmente, fallisce e il nostro si ritrova in pensione alla felice età di trent’anni. Colpo gravissimo, per lui, che secondo l’astrologia karmica nella vita precedente era stato usuraio e banchiere in Francia, con una forte predisposizione alle occulte arti magiche e demoniache.

Per placare l’inestinguibile ansia interiore e la nera febbre dell’anima si avvicina all’arte, che lui preferisce chiamare Comunicazione, attraverso la musica. Impara istintivamente a suonare la batteria e forma il suo primo e unico gruppo: M.O.M.A.

La musica gli insegna da subito la possibilità di altri linguaggi espressivi. Inizia così a scrivere, in modo sincopato e a volte osceno, e si accosta poi alla fotografia. L’avvento del digitale gli permette di superare le sue deficienze tecniche e soprattutto gli consente di “lavorare” da solo, senza alcun aiuto. Anche perché gli altri, se non per periodi brevissimi, come è noto, non riescono a sopportare la sua presenza troppo a lungo. Conscio di questo, egli stesso scrive:

< L'individuo GiaFur prende forma durante un incidente aereo.

 La compagnia AirChina, di cui l'aereo di prima, lo indennizza istallandogli sotto la pelle della fronte

una microcamera che gli permette di compensare il decifit visivo conseguente all'incidente.

 Dopo un soggiorno in una clinica di massaggi e saune, GiaFur torna in Italia

e inizia a sputare nei ristoranti. >

Nella propria comunicazione visuale cerca di far risultare mescolanze e sovrapposizioni di piani di immagini, di punti di osservazione, metaforici e fisici. Personalmente vi vedo una volta Man Ray, qualche volta Salgado e Giacomelli, o in ambito diverso, certe scomposizioni formali-sciamaniche alla Pollock. Impressioni soggettive è chiaro, tenendo bene a mente il noto aforisma di Braque:

<Non bisogna chiedere all’Artista più di quanto  non possa dare, né al critico più di quanto non possa vedere>,

anche perché, nella pregevole produzione del Furioso, e secondo gli stessi intenti dichiarati, di Maestri non ce ne sono. O per meglio dire, se ce ne sono, esistono solo nella misura in cui possano divenire spunti occasionali per questa o quella realizzazione creativa, diversa di tempo in tempo, e di momento in momento: la verosimiglianza, si potrebbe dire, non è che un trompe-l’oeil, ed ogni espressione è complementare a quella che la ha determinata (un particolare angolo prospettico, insomma, un riflesso casuale,una panchina elettrica da periferia o una gestualità artaudiana).

Nel febbraio 2006 realizza il progetto C-SC, un archivio aperto di autori multimediali, in cui partecipa anche come scrittore, con lo pseudonimo (per evidente e volontario plagio cinematografico) di Vitellozzo Letieneapertelefinestre, e come musicante, via Roma, 19.

La C-SC sfocia, coadiuvandosi con l’Ass. Cult. Nuovo Elemento, nella mostra “Dall’Imele all’He-Man”, tenuta a Tagliacozzo nell’agosto 2006.

A nostro insindacabile parere, dunque, un Artista eclettico da considerare con attenzione per le potenzialità creative, per l’invenzione impegnata in ambiti diversi, ed anche per la simultaneità borderline di certi talenti, ma, al medesimo tempo, un uomo, o per meglio dire (usiamo sempre le sue parole) un individuo, da tenere a debita distanza per la, ormai appurata e  nota alle forze dell’ordine come socialmente pericolosa, sua instabilità morfologico-caratteriale."

Antonio della Rocca - Scrittore, pittore -

(Tagliacozzo 6 novembre 2006)

  

Foto dell'artista Giafur

“Albero” 2007-2008

 

 


PRESENTAZIONE CRITICA ALL'ARTISTA

GIAFUR

A CURA DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA

DI MILANO 

"Lo stile dell'artista GiaFur va verso una forma d'arte che ha bisogno di un'indipendenza formale elaborata da forme astratte fantastiche per far emergere il subconscio rappresentato da immagini tipiche di sogni e allucinazioni mentali.

GiaFur parte dalla descrizione di oggetti che automaticamente prendono forma in una liberazione di pensiero creativo, uno stile che nasce da una profonda energia personale che viene trasformata dall'artista per penetrare la soglia misteriosa del reale.

Un quadro surreale che ha come condizione lo sviluppo dell'immaginazione lasciando da parte la logica e il buon senso umano.

Un surrealismo illustrativo collocato in un paesaggio irreale, GiaFur sfrutta le irregolarità percettive per costringere l'osservatore a non uscire dall'ambiguità della visione.

Diverse immagini, interpretabili in molti modi, un espressionismo ironico piuttosto che aggressivo, tendente alla sintesi dell'immagine per rendere le forme più essenziali.

Le opere di GiaFur incontrano un'armonia classica ed un rigore geometrico elaborato da una spazialità fortemente omogenea senza confini e dominato da leggi che si allontanano dal quotidiano per sfociare nel fascino di mondi enigmatici alimentati dalle emozioni che danno vita ad opere dinamiche che modificano una realtà culturale.

Le opere di GiaFur rappresentano immagini organiche fluttuanti che sciolgono ogni azione e pensiero in una dimensione che mette a contatto l'uomo con il cosmo.

GiaFur è alla ricerca di una definizione dello spazio che ristabilisce un rapporto tra individuo e universo; la sua arte diventa un mezzo di elevazione spirituale ispirata ai primitivi dell'Africa Settentrionale che comunicavano con il mondo degli spiriti per ottenere guarigioni e trovare soluzioni ai problemi: gli Sciamani, primi guaritori,  primi saggi e  primi visionari.

GiaFur analizzando la società materialistica e tecnologica ricerca un senso più profondo della vita trovando una via d'uscita nel legame primordiale della natura. 

GiaFur inserisce nella sua produzione artistica un repertorio di immagini fotografiche, una riproduzione meccanica della realtà che ha l'intento non di dissacrare il reale ma di confrontarlo come diagramma stilistico per stabilire un'indipendenza ottica e psicologica descrivendo una realtà nella sua immobile autonomia e purezza.”

Archivio Monografico dell'Arte Italiana - Gennaio 2007

 

"Distinte di lavoro"

 

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SCRITTO DELL'ARTISTA GIAFUR

 

"Ma che bella specie che siamo"

Cala il silenzio nelle mie orecchie mentre la polvere si alza dal terreno offuscando la vista. Vedo con fatica i visi di decine di uomini che urlano e si sbracciano. Io sono steso a terra e non riesco a muovermi. Sento il sangue che mi cola dalle ferite, sento l’odore della violenza che penetra prepotente nelle narici. I muscoli tremano spasmodici pregni ancora di eccitazione indotta. Guardo il mio rivale che si muove fulmineo a finirmi.
I secondi iniziano a dilatarsi ed io torno indietro nel tempo, negli anni.
Ritorno alla mia nascita, ma forse questa è più immaginazione che memoria. Ricordo invece vividamente il momento in cui mi hanno prelevato. Ricordo le botte, la fame, la rabbia.
Poi salto indietro: torno alle corse sulla spiaggia, torno al sole e ai miei occhi sereni. Sento di nuovo le onde che mi colpiscono il ventre quando mi tuffo in acqua. La mia bocca si apre a urlare di gioia, e poi il sacco ruvido intorno al mio corpo, e poi il buio.
I denti del mio avversario penetrano il collare e la carne e l’ultima cosa che vedo è il viso del mio padrone. Sembra quasi che stia piangendo. Lo ricordo mentre mi fa correre ininterrottamente su un terreno che si muove con me, lo ricordo mentre mi fa addentare con forza un materiale spesso e malleabile che provoca dolore alla mascella.
Lo ricordo mentre sorridente mi mette sugli occhi degli strati trasparenti e scuri velando la luce.
Penso: piange per me.
Sono quasi felice, ma poi lo vedo sbattere con forza un mazzo di fogli nelle mani di un altro uomo che ride e capisco, mentre il mondo si spegne, capisco il mio valore umano.
 

L'artista Giafur - 2006
 

 

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L'artista GiaFur

ha esposto le sue opere alla manifestazione "TrabaFest"

al Museo del Convento di S. Francesco a Tagliacozzo (AQ)

La durata stimata del festival è di dieci

 giorni, e si svolgerà

 

dal 23 dicembre 2006 al 3 gennaio 2007.

  

Il TrabaFest è la seconda iniziativa organizzata dall’Associazione Culturale Nuovo Elemento. Il TrabaFest tende a riempire un vuoto di iniziative culturali che caratterizza il periodo natalizio tagliacozzano, nonostante l’affluenza non irrilevante di turisti. Le iniziative socio-culturali, quali cinema, teatro, mostre e concerti, saranno luogo di incontro tra il potenziale artistico tagliacozzano e altre realtà non locali.

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ULTERIORI OPERE DELL’ARTISTA

GIAFUR - FOTO:

"Ambienti"

 

 

"Calcolatori"

 

 

"Di mattina Guai Lucidi" - 2001

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OPERE

 

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