Enrico Guidi - Scultore


 

Enrico Guidi è nato a Cesena nel 1934 dove vive e lavora.

Laureato in Geologia presso l'Università di Bologna, in gioventù ha praticato atletica leggera imponendosi in campo nazionale. Appassionato di scultura fin dal liceo, vi si è dedicato con assiduità dall'inizio degli anni sessanta.

 

La sua prima personale si è tenuta a Forlì nel 1974. Da allora ha sempre svolto  un’ intensa attività artistica.

 


 

 Opere realizzate su commissione dallo scultore

Enrico Guidi

si trovano in strutture pubbliche e private in Italia e all'estero.

 

Diverse le opere a carattere sacro collocate in edifici di culto.

 

Da anni l'artista Enrico Guidi collabora al settimanale “Corriere Cesenate” come critico d’Arte.


ANTOLOGIA CRITICA

"Il meno che si possa chiedere ad una scultura è di non muoversi". Ligio all'avvertimento di Dalì (già, ma Calder e i suoi epigoni?), Enrico Guidi aggira l'ostacolo e obbliga, cortesemente, lo spettatore a circolare bene con lo sguardo sulle ombreggiature petrose o nelle linee sinuose di un fraterno legno lucido. Ma, soprattutto, obbliga, in questi tempi di miseria, a pensare il silenzio...

Così, ben appartato in una pacata villa di Cesena, assistiamo ad una piccola rinascita del neoplatonismo. Insieme alla bellezza e alla seduzione, cui ogni arte impropriamente aspira. Guidi ha assimilato la sofferenza e la gioia della levatrice. La materia, presenza massiccia e testarda, dunque, ha solo necessità di essere aiutata e assecondata. Guidi sa ascoltarla e le sue mani, la loro forza, seguono solo un tracciato già segnato. Si tratta, allora, di un semplice atto di grazia o, invece, di coordinare la necessità del reale alla propria fedeltà all'immagine? Guidi ci è apparso uomo semplice e schietto; una personalità, la sua, consapevole delle cose e dei sentimenti essenziali.

Almeno di quelli che valgono la pena di essere ruminati dalla memoria. La Sua scultura è linea curva, quella del corpo vivente, ma non quella dell'imbarazzante e febbrile gioiosità del barocco, che del corpo vivente cerca visceri e arterie, per far tutto vibrare e stordire.

La linea di Guidi è sorretta, piuttosto, da un'affabile intrusione interna allo spazio. E', per cosi dire, una linea riservata, malinconicamente ieratica e autoriflessiva. 

Si potrebbe parlare o scrivere senza fine sulle matrici ipotetiche delle opere di Guidi, sulla scelta dei materiali, cosi beatamente collocati nella Tradizione. Ma egli smonta facilmente il teatrino supponente e fumoso dell'analisi critica, poiché unico suo interesse, totalmente privo di ogni malafede, è mostrare il senso della pietra o del legno attraverso il solo apprezzamento delle masse in rapporto fra di loro.  Egli non ha alcun scopo a far sì che il campo spaziale si richiuda definitivamente sull'immagine, fino a contenerla.

Anche le Sue sculture più levigate hanno un tuffo in profondità. L'importante è che figura esterna e palpitazione interna si cimentino in un sol blocco. In lui, la fusione di celebrazioni arcaiche e di non-finito, si spoglia interamente di qualsiasi dato fenomenico per coinvolgere, oltre la retina, le oscure caverne della psiche. Egli punta, nella pesantezza della materia, a sgravarsi da ogni gravitazione terrestre consegnandoci gli archetipi (ricorrenti sono le Madri, gli Abbracci, le Deposizioni). I suoi simboli perentori sono colti nella fase del loro costituirsi, chiusi come fiori in boccio, turgidi come frutti al meglio della loro maturazione, eppure schivi da ogni compiutezza.

E' facile comprendere come sia meno periglioso conseguire sculture strutturate in combinazioni monumentali o melodrammatiche, piuttosto che mantenere ferma la tensione in una unica massa, come nel caso di Guidi. Ma è in questo orizzonte che emerge la sua sigla, il suo codice ontologico che coincide con la sua idea di forma. Cesare Brandi, trattando di scultura egiziana, ritiene che "bisogna spogliarsi del diretto dato fenomenico, e intuire la forma nella sua essenza di stile: la levigatezza delle superfici egiziane non intendeva valorizzare la superficie ma distruggerla." Qualcosa del genere accade in Guidi, che rovescia il presupposto dell'artista egizio ma ne conserva gli esiti. Lo spettatore, infatti, si illuderà di accostarsi all'immagine esterna, quasi fino a toccarla, ma si renderà immediatamente conto che per coglierla veramente, dovrà egli stesso frantumare il guscio dell'opera e farsi guscio per nascere all'opera. Abbiamo detto che in Guidi v'è un'istintiva rivolta contro ogni forma di retorica che ponga le fondamenta sulla monumentalità. 

Per averne direttamente la verifica sarà sufficiente godere della visione delle sue numerose statuine che, per certi aspetti, completano l'iter produttivo e non ne possono essere assolutamente escluse. Esse ci rammentano le aeree metafisiche dei migliori intagliatori di giada e netsuke. 

In entrambi i casi il microcosmo obbliga a rapportarsi al macrocosmo, come in una esoterica rappresentazione. C'osi, il cerchio delle grandezze si chiude, per evidenziare che il miracolo dell'arte non ha una vera dimensione fisica. Questa ci sembra la vera lezione di un uomo semplice e diretto e di un artista attento e compiuto come Guidi.

Stefano Santuari

 

 

“…La poetica di Guidi, la sua concezione di vita ci paiono tutte rivolte, tutte protese, tutte concentrate a carpire non solo gli stati d’animo, epidermici e variabili, precari ed ondivaghi, mutevoli e fragili, ma soprattutto il silenzio dell’anima….

…Di fronte alle sculture di Guidi, ciascuno di noi possiede inconsciamente o meglio naturalmente ciò che manca e ciò che serve per il riconoscimento della propria identità, della propria umanità, del destino comune.”

Pier Guido Raggini

 

 


ATTIVITA' ARTISTICA

 

 

1974 Galleria "Il Muretto". Forlì (personale)

1975 Galleria " La Parete ". Milano (personale)

XIII Biennale romagnola d'arte contemporanea, Forlì

1976 "Sala delle Mostre". Fratta Tenne. Personale.

1977 "Arte Fiera", Bologna (Santerno Alte)

Galleria " La Parete ", Milano (personale)

Esecuzione di una scultura in pietra per una fontana a Gedda, Arabia Saudita.

1979 Galleria " La Parete ", Milano (personale)

 

1980 Galleria " La Parete ". Milano (personale)

"Villa Prati", Bertinoro (personale)

1° Premio ottenuto al II Concorso Internazionale d'arte "Città di Cervia”

VI Biennale Europea. STRASBURGO (premio della Presidenza)

1981 Rassegna d'Arte "Uomo Ambiente", Comune di Faenza

Esecuzione del "Paliotto" e dell'"Ambone" nella Chiesa Parrocchiale di S. Egidio di Cesena

Galleria " La Parete ". Milano (personale)

1982 Centro Culturale “N. Pistelli". Cesena (personale)

Realizzazione del Trofeo "Memorial Drei" per l'incontro Internazionale di atletica leggera ITALIA-GERMANIA a Forlì.

1983 "Presenze Arti visive Cesena 1983", Galleria d'Arte - "Palazzo del Ridotto, Cesena.                                                        

Partecipazione alla "VI Biennale Internazionale del bronzetto dantesco , Ravenna

1985 Esecuzione di un monumento funebre in marmo di Carrara eretto nel cimitero di Burago di Molgora, Milano

1986 Galleria "CesenArte", Cesena (personale)

1987 Esecuzione di due sculture in pietra per l'Hotel Brianteo, Burago di Molgora. Milano

 

1990 Partecipazione alla "IX Biennale Internazionale del bronzetto dantesco . Ravenna                                                      .

Esecuzione di due bassorilievi nella Chiesa parrocchiale di S. Giorgio di Cesena

1991 "Villa Prati" , Bertinoro (personale)

1992 Antichità " La Chiave ". Verucchio (personale)

1993 Ex pescheria galleria d'arte, Comune di Cesena (personale)

Esecuzione di un pannello marmoreo nella Cattedrale di Cesena

1994 Esecuzione della lunetta del portale nella Chiesa Romanica di Calisese, Cesena

1995 Ex Pescheria galleria d'arte. Cesena (collettiva d'arte sacra)

Esecuzione della Via Crucis in Pietra per la Chiesa Parrocchiale di

S. Egidio. Cesena

1997 Galleria "Le Mura". Cesena (collettiva "Omaggio a S. Giovanni)

"Palazzo Veronese", Biennale d'Arte Sacra, Cesenatico (monografia)

1998 “Il Tempo, la Materia , l’Eterno” – Rassegna di scultura sacra contemporanea romagnola – Galleria Comunale “Ex Pescheria”, Cesena.

1999 Galleria “ Le Mura”, Cesena (personale) – “Il silenzio dell’anima”

 

2001 Esecuzione della lunetta del portale della Chiesa settecentesca di Ranchio – Sarsina. 

Esecuzione dell’ambone per la Chiesa Romanica di Calisese, Cesena.

2002 “Ad ARTE” sinergia tra Arte e Artigianato – “Magazzini del sale”, Cervia.

2003 Galleria “S. Isaia”, Bologna (personale).

 


 

L'artista Enrico Guidi

ha partecipato a importanti e collettive, ottenendo premi e riconoscimenti, ed ha tenuto numerose mostre Personali,  alcune delle quali a Milano presso la Galleria " La Parete " dove è entrato in contatto con un folto gruppo di artisti.

 

Lavora su commissione e collabora con riviste d'arte specializzata.

 

 


 

 

 

 

OPERE

 

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Collezione privata

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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