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Leda
Guerra
- Scultrice
- Pittrice
Leda
Guerra è nata nel 1946 a
Padova dove vive e lavora.
Diplomata Maestro d'Arte all'Istituto Pietro Selvatico di
Padova; ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Venezia.
Si
è dedicata per molti anni all'insegnamento ed ha lavorato nei
settori della grafica pubblicitaria e del design. Da tempo fa
ricerca in campo pittorico.
Dal 1991 inizia la sperimentazione di nuove tecniche esecutive,
di carattere plastico. Partecipa a numerose Mostre.
Hanno scritto
dell'artista
Leda Guerra:
Giulio Bresciani Alvarez - Iles
Braghetto - Carlo Fumian - Elisabetta Gesmundo - Sandra Marconato
- Gianfraco Martinoni - Renzo Saviolo - Giorgio Segato - Angela
Ruta Serafini - Margherita Tirelli.

PRESENTAZIONE
ALL'ARTISTA
LEDA GUERRA
A CURA
DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA DI MILANO
"Leda Guerra
utilizza il tessuto come una metafora per compiere un viaggio
affascinante indietro nel tempo, per riscoprire la bellezza
dell’arte classica. L’autrice, poeticamente legata al vero, si
concede divagazioni fantastiche elaborate con un senso di
libertà che caratterizzano la bellezza naturale e lo splendore
di un tessuto. Con armonia, con le sue mani esperte e con
manodopera attenta e precisa
Leda Guerra
trasforma fili di fibre in pensieri veritieri rivisitati con
profonda concentrazione e astrazione.
La sua formazione poliedrica le consente di realizzare opere in
perfetta autonomia e in grande equilibrio con le più attuali
correnti artistiche. Il suo è un lavoro che richiede una
continua ricerca per ottenere sempre il massimo del risultato."
Archivio Monografico dell'Arte
Italiana - Dicembre 2008
L'artista
Leda Guerra
alla
realizzazione dell'opera
"Omaggio a Michelangelo"

1994 - Telo sospeso
tulle - cm 250x500
“Il suo lavoro ha il fascino di
una riscoperta e di una restituzione poetica, apparentemente
solo nostalgica, ma, a ben vedere, anche ricca di una tensione
concettuale che abilita il suo lavoro e, ancor più, i lunghi e
complessi procedimenti operativi, a un’esplorazione di spazi e
ritmi mentali, come possibilità del rinnovarsi in proiezione
futura di forme e misure armoniose con radici fonde nella
memoria, nell’esperienza visiva.”
Prof. Giorgio Segato
L'ARTISTA
LEDA GUERRA
PRESENTA LA SUA
ARTE:
"Testa di
Venere"

"Testa di
Davide" 1994
- Telo
teso misto lino, ferro - cm125x125
L'idea
della citazione di opere "classiche" si è andata sviluppando
durante una ricerca sulla struttura grafica delle mie immagini
(che inizialmente pensavo astratte).
Questo pretesto formale ha determinato un nuovo obiettivo,
quello cioè di far ritornare a "vivere" nella materia originale
quelle vesti che si concretizzavano nei ritmi lineari delle
pieghe.
Altrettanto stimolante è stato il procedere scegliendo i tessuti
per le loro diverse caratteristiche, quali la trama, la
leggerezza o la pesantezza, l'opacità o la lucentezza, la
rigidezza o morbidezza, il loro aspetto grezzo o raffinato, per
sottolineare ed esaltare di volta in volta una composizione
statica e solenne, un movimento sinuoso, melodico e sensuale,
oppure dinamico, incalzante o drammatico. Il processo
costruttivo è elaborato.
L'interpretazione dei segni da realizzare con pieghe porta a
distorcere i rapporti tra volume e superficie, di pieno e vuoto,
che costituiscono il consueto bassorilievo, e quindi il
risultato, che dipende dal controllo di questi equilibri, è
volutamente ambiguo nella percezione, che a volte scivola in
un'atmosfera astratta.
L'artista
Leda Guerra
"Centurione"
Nel
caso dei tulle trasparenti, invece, la piega diventa un segno
grafico preciso che definisce chiaramente le figure. Il gioco
diventa quello dell' "evocazione": la scelta di un'immagine
emblematica da smaterializzare e rendere evanescente come in un
ricordo o un sogno. Le pieghe sono cucite a macchina con una
tecnica sartoriale lunga e complicata, che garantisce la durata
della 'confezione', della quale conserva alcuni aspetti
domestici: si trasporta in valigia, si lava in lavatrice. Le
strutture portanti, che nella maggior parte dei casi fungono da
cornici, servono anche ad isolare e 'strappare questi pezzi di
immagine' dal passato e porli in un contesto più attuale e
minimalista: i materiali grezzi come il ferro arrugginito, reti
metalliche, profilati industriali, riportano volutamente ad una
atmosfera simile a quella di un cantiere archeologico, o meglio
di restauro, dove il magico fascino della 'riscoperta' è anche
sottolineato dal forte contrasto tra la delicatezza e la
preziosità dell'opera con la grossolanità del ponteggio sporco,
ma che tutto sommato la protegge e servirà a farla rivivere.
L'artista
Leda Guerra
ANTOLOGIA
CRITICA
"Testa di
Venere"

"...
Leda Guerra,
artista che traduce le forme marmoree in visionarie trasparenze
di tessuti, quali a trasformare in fragili fantasmi gli eterni
protagonisti della mitologia classica"
Margherita Tirelli
- Direttore del Museo
Archeologico Nazionale di Altino
- Altino (VE) 2008
"Giuditta"
"
... Di anima parlano, dense o eteree, le figure di
Leda Guerra
uscite dal canto greco per incantare ancora, vitalizzano veli e
fili intrecciati, sbucano dal fondo per venirci incontro,
catturano l'occhio portandolo tra pieghe e sinuosi fianchi
proprio lì dove qualche segreto originario si nasconde e si
disperde.
... Lasciandoci catturare dai
bassorilievi di Leda
Guerra, il potenziale
immaginativo aumenta e il piacere di scoprire che l'eco dei miti
è in un eterno presente, rende ragione all'arte come respiro
dell'umanità."
Elisabetta Gesmundo
"Testa di
Venere"

“...
Questi veli che conservano nelle loro ombre l'impressione dei
segni della forma perduta, e se ne riappropriano come funebri
"veroniche" dell'età che chiede: "uno stampo in gesso, non certo
l'alabastro"; ci riaffermano, con la loro carica di dolente
positività, la necessità etica della bellezza, la sua
incoercibile verità.
E' commovente che ciò avvenga con gli strumenti familiari e
casalinghi dell'ago e del filo, praticati da mani pazienti e
gentili; quasi che i mezzi della femminilità sappiano cavarsela
nelle angustie più che le usurate virtù guerriere dei linguaggi
canonici.
Una sarta, oggi, può essere miglior ierofante di un pittore.”
Renzo Saviolo
"Peplo di
Cariatide"
1991- Telo teso
Lino - cm 202x66
Le opere di
Leda
sono irritanti (chi ha
detto che la bellezza è consolatoria? E' irritante, e benevola).
Trasudano pazienza, quiete, e vita. Citano, ma non dimenticano
di ricordare quanti secoli passano tra i pepli e le pieghe. In
effetti, ne sono passati parecchi. Eppure, diffidate di Penelope
mite e quieta, vi racconta cose terribili in un guizzo di
cuciture domestiche. La bellezza: rifugio e scudo, ma anche
arma. Sono belle, troppo belle queste stoffe vuote, che nel
soffio di una notte di lavoro solitario svuotano i profili, le
pieghe, le memorie. Questa è invenzione, e tanto lavoro. Nel
lavoro l'invenzione: un piacere assorto;
Leda Guerra
ci illude. I suoi bassorilievi sono storia e speranza. Vulcano
si è stufato di menar fendenti e forgiare lance e ferri.
Sdraiato, indulge per ore a ricamare il fuoco, colarlo in bave
sottili, vuote, piene di gioia. Vulcano è blasfemo, se Giove
sapesse.
Leda
è blasfema, e tessi, e
cuci, e taglia. Lavora di niente, sul niente, fodere e tulle,
ferro e veli da sposa. Felix guarda, noi guardiamo, ma quanta
ironia, quanto gusto. La signora ha tatto. E noi? Il senso che
tutto ricomincia. Grazie
Leda.
Carlo Fumian
"Auriga"
1994 - Telo
sospeso tulle, ferro - cm 180x55
“La voce della bellezza parla
sommessamente nelle creazioni di
Leda Guerra,
sia che usi materiali
ruvidi o leggeri, sia trasparenti come nelle ultime opere.
Il suo incedere operativo sembra insinuarsi dolcemente tra le
pieghe dei drappeggi con un ritmo, un passo che definirei
antichi, dilatati nel tempo, lunghissimi.
Il suo segno è però ben determinato a sottolineare un solco, un
percorso all'interno di sé, per ricreare quei valori che pare
non siano disgiunti da quelli dell'essere.
Il cammino dell'artista, si sa, è disseminato di slanci e di
cadute ma, come dice Nietzsche: "creare - questa è la grande
redenzione dalla sofferenza, e il divenire lieve della vita".”
Sandra Marconato
“Le opere di
Leda Guerra
attingono al passato come motivo ispiratore. I suoi materiali
privilegiati sono il tulle, le garze, i tessuti di cotone, con
cui l’artista intreccia intimi colloqui. Una statua classico o
ellenistica, il volto di una delle tre Grazie o della Venere del
Botticelli, un’opera pittorica o scultorea del Rinascimento, si
trasformano in una citazione reinterpretata con raffinata
sensibilità. Le sue opere, realizzate attraverso un lavoro di
paziente rielaborazione dell’immagine, sono capolavori di
trasparenza. La luce modella i bassorilievi di tessuto di
Leda Guerra,
riflette le loro ombre più o meno
intense, scava tra le pieghe, sottolinea le cornici entro cui
sono racchiusi, senza però nulla togliere allo spirito di
libertà di cui sono impregnati. E’ come se, annullata la forza
della forma, fosse rimasto solo lo spirito dell’immagine e,
placati i sentimenti più forti, i personaggi che hanno
attraversato la soglia della cultura classica si fossero
trasformati in rassicuranti archetipi del pensiero. Al rumore
dello scalpello è stato sostituito l’ago e il filo, in un lavoro
simbolicamente femmineo che
Leda Guerra
ha trasformato in un’arte che sa andare al di là del tempo.”
Maria Beatrice Autizi
“Tra le pieghe
dei classici con pennellate di stoffa”
(da Il Mattino
di Padova, 6.5.1994)
“Porta un nome mitologico che
allude a una “contaminazione” inquietante, l’artista padovana
Leda Guerra.
... Figure notissime e immediatamente riconoscibili, che vanno
da quelle dei fregi del Partenone alla Nike di Samotracia e
all’Auriga di Delfi, dalla Primavera e dalla Venere del
Botticelli al David e alla Creazione di Michelangelo.
Riproduzioni? Omaggi? Citazioni? Interpretazioni?
A sgombrare il campo dal sospetto che si tratti di semplice
riproduzione, sia pure di alto livello, sta l’originalità e
l’efficacia dell’uso dei materiali scelti di volta in volta con
amorosa selezione: ora candido lino, ora tulle e velo dai tenui
colori, ora nylon, organza, ciniglia, juta. Tessuti fra cui
l’autrice si muove come un pittore fra l’olio, la tempera
l’acquerello: servendosi di stoffe rigide per le immagini più
solenni, morbide per quelle sensuali, vaporose e diafane per
quelle più aeree e melodiche. Ricreando con aghi e spilli le
impunture, le cuciture e le increspature su cui la luce scivola
o si posa. E penetrando allusivamente “tra le pieghe” cariche di
storia in una onirica cavalcata che attraversa il passato e
getta un ponte fra l’ieri, l’oggi e forse il domani.
... Leda Guerra
parla volentieri della tecnica con
cui ha realizzato il suo progetto, ... ciò che più interessa –
almeno a me – è l’operazione di trasferimento, o traduzione, da
una “lingua” ad un’altra. Un’operazione che esige sempre grande
sensibilità, sia che si tratti di traduzione letteraria
tout-court (che richiede una fedeltà flessibile) sia di
trasposizione, per esempio dal linguaggio letterario a quello
teatrale o filmico. O dal rilievo in marmo a quello su stoffa.
Questa trasposizione può, e forse deve, produrre un’alterità; la
quale nasce da un’emozione e se riuscita, come in questo caso,
genera una differente emozione.”
Gabriella Imperatori
"... Lo svilupparsi continuo
degli intrecci crea figure w movimenti che, .. esaltano "valori
tattili" di inusitate valenze spaziali. ... Zone distese o
incavate si animano alla luce che scorre o ristagna, vibrante o
fermentante, mentre la rappresentazione svolta sul tessuto
rimane miracolosamente integra quando potrebbe scomparire in un
attimo come la schiuma sulla battigia, come un passo di danza,
come il trascorrere rapido di uno sguardo."
Giulio Bresciani Alvarez
"La
Calunnia"

1994 - Telo
sospeso tulle, ferro - cm 95x90
Venere
"Restauro"

1993 - Telo
sospeso ciniglia, juta - cm 100x130
"Testa"

1993 - Telo
sospeso velo di nylon, ferro - cm 60x60
PRESENTAZIONE
CRITICA ALL'ARTISTA
LEDA GUERRA
PER LE OPERE
ESPOSTE AL MUSEO NAZIONALE ATESTINO
"Davide"
1994 - Telo
sospeso tulle, rete metallica - cm 285x80
“Quando, qualche tempo fa, mi
sono imbattuta nelle pitture-sculture di
Leda Guerra,
ho pensato subito che sarebbero state a loro agio in un museo
archeologico come questo, valorizzandone le opere conservate e
viceversa, in un'atmosfera di piena sintonia. Anzitutto, grazie
al legame ideale tra i soggetti preferiti dall'artista, attinti
dai capolavori della scultura classica e i temi del museo, in
particolare quelli che si svolgono nelle sale romane; aldilà di
un divario cronologico di qualche secolo, è il respiro classico
ad accomunare le une alle altre avvolgendole di suggestione
reciproca che comunica nuove emozioni al visitatore. Ma non
solo: la leggerezza pensosa, espressa dalle opere di
Leda,
le loro trasparenze, nulla tolgono alla godibilità dei reperti
archeologici, velandone appena alcune severità. ...”
Angela Ruta Serafini
-
Direttore del Museo Nazionale Atestino - Este (PD) 2005
SPIEGAZIONE
ARTISTICA-STORICA DI ALCUNE OPERE DI
LEDA GUERRA
CATALOGATE
NELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO
A CURA DI
ELISABETTA GESMUNDO

"Kore" - opera
catalogata numero 5.
"
"Nike fantasma"
opera
catalogata numero 3.
"Si conferma l'accento al
femminile nei bassorilievi lindi e vaporosi delle figure di
"Nike", la vittoria alata,
"Kore" e
"Cariatidi", stupendi simboli delle regalità della
primavera e della saggezza reggenti la vita, che echeggiano la
potenza virginea della donna nella fierezza. Le Cariatidi (donne
della Caria) erano sculture che sostenevano gli architravi
dell'Eretteo sull'Acropoli di Atene, a ricordo delle donne
danzanti devote alla dea Artemide, portanti sul capo ceste di
fiori e frutti, memoria inesauribile di creatività della natura.
La loro nobiltà ed eleganza ci offre ancor più oggi un co,mmovuente
monito per portare con signorile impegno la vocazione al
sostegno, alla collaborazione, alla complicità nei progetti con
forza e bellezza."
Elisabetta Gesmundo
ATTIVITA' ARTISTICA
Si segnalano le mostre più importanti dell’artista
Leda Guerra:
COLLETTIVE:
- 1992 Padova, IV Rassegna d'Arte Contemporanea "Artisti
Padovani".
- 1993 Padova, V Rassegna d'Arte Contemporanea "Artisti
Padovani" a tema sacro
- 1993 Padova, Rassegna dell'APAV, Cattedrale dell'ex Macello
-1993 Piazzola sul Brenta (PD), 1° Premio al Concorso
"Artigianato in cornice"
- 1994 Suzzara (MN), “XXXIV Premio Suzzara”
- 1995 Vicenza, Galleria Cheiros
- 1996 Trevi (PG), “2° Premio Trevi Flash Art Museum”
- 2004 Padova, Padua Art Gallery - “Evidenza e apparenza”
- 2005 Montegrotto (PD), Palazzo del Turismo: “Passeggiata
effimera”
- 2006 Padova, Sala della Gran Guardia: “Stabile-instabile –
artiste d’oggi”
- 2007 Sulmona (AQ), 3° Premio al “XXXIV Premio Sulmona”
- 2007 Friburgo, “Orizzonti d’arte”.
PERSONALI:
- 1993 Vicenza, Mostra Personale Galleria Libreria "Due
Ruote"
- 1994 Padova, Museo Civico al Santo “Tra le pieghe”
- 1994 Lendinara (RO) Palazzo Boldrin “Leda Guerra – Tra pieghe
e classiche trasparenze”
- 1995 Milano, Nimius Museum Shop
- 2005 Este (PD) Museo Archeologico Nazionale Atestino
“Attraverso”
- 2006 Padova – XVII Arte Padova – Artista invitato - “Omaggio a
Leda Guerra: Mantegna rivisitato”
- 2008 Altino (VE), Museo Archeologico Nazionale – “Miti”
-
18 aprile-28 settembre 2008,
Museo
Archeologico Nazionale di Altino, mostra di
Leda Guerra
"Miti"
Il Museo Archeologico
Nazionale di Altino
(via S. Eliodoro 37, 30020 Altino (VE) -
Segreteria Museo 0422 829008,
altino.archeopd@arti.beniculturali.it) dopo il successo
della mostra Mosaici contemporanei nei luoghi del mosaico antico
presentata nel 2007, apre nuovamente i suoi spazi
all’esposizione di opere d’arte contemporanea, ospitando
quest’anno i “bassorilievi” di
Leda Guerra,
artista padovana non nuova ad esperienze espositive ambientate
in aree museali.
Il lavoro di
Leda Guerra,
che utilizza diversi tipi di tessuti elaborando originali
soluzioni esecutive di carattere plastico, si basa sulla
citazioni di opere classiche: le sue visionarie trasparenze,
echi di figure mitologiche, trovano così un’ambientazione ideale
tra le sculture, profondamente legate alla cultura greca, del
Museo di Altino.
Alcune delle opere esposte sono state ispirate all’artista
direttamente da sculture altinati presenti in museo: così i due
“bassorilievi” che riproducono l’immagine del noto
Gigante anguipede, direttamente
derivato da prototipi pergameni di età ellenistica. L’esemplare
di maggiori dimensioni, attualmente esposto nel giardino del
museo, è stato realizzato con un tessuto di tipo industriale da
agricoltura e montato su di una struttura che volutamente
ricorda quelle utilizzate in un cantiere archeologico.
L’evento è promosso congiuntamente dalla Soprintendenza per i
Beni Archeologici del Veneto e dall’Amministrazione Comunale di
Quarto d’Altino, ed è sostenuto dalla Banca Credito Cooperativo
di Marcon-Venezia.
L'artista
Leda Guerra
partecipa attivamente alla vita artistica esponendo le sue
opere-sculture in mostre personali, collettive ottenendo
numerosi riconoscimenti, lusinghieri giudizi dal pubblico, dalla
critica qualificata e dalla stampa.
La sua arte particolare legata a
tradizioni figurative di grande suggestione realistica le
permette di svolgere un'efficace elaborazione-concentrazione sia
nell'ambito di un gusto estetico sia in un ambito poetico
mentale che sviluppa nell'osservatore una forte analisi
suggestiva di grande profondità.
Archivio Monografico dell'Arte Italiana
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