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Gerardo Iacuzio Scrittore, Poeta, libero pensatore. |
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Gerardo Iacuzio nasce a Montoro (Avellino), il 4 gennaio 1960, dove attualmente risiede. Comincia a scrivere molto presto.
Le sue modeste composizioni letterarie”, come egli stesso le definisce, spesso oggetto di dibattito all’interno dei bar e nei luoghi di cultura.
In età giovanile nel 1982, pubblica un suo primo lavoro dal titolo: "Prima Pedana", riscuotendo successo di pubblico e di critica.
Per contattare direttamente l'artista scrivere a: Gerardo Iacuzio, Via Ascolese, 373 - 83020 - Montoro Inferiore (AV).
Presentazione sul portale: http://bellaedannata.splinder.com/post/22175612/si-puo-fare-o-no
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2009: Il Poeta-scrittore Gerardo Iacuzioè stato invitato alla trasmissione televisiva 'Uno Mattina'Venerdì 20 novembre 2009
Raiuno ore 9.30 Il poeta montorese Gerardo Iacuzio, anfitrione del centro psichiatrico di Solfara, e la bibliotecaria Adelina Caliano: ospiti della trasmissione Uno Mattina. Venerdì 20 novembre 2009 ore 7.00-9.00 nel corso del programma di Rai Uno, Iacuzio ha avuto l’occasione per far conoscere la sua condizione di scrittore legato al centro medico psichiatrico dell’ospedale Landolfi di Solofra. http://www.youtube.com/watch?v=zBQVR6UmKXA
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L'amore per la Scrittura è continuo, Gerardo Iacuzio scrive poesie, romanzi e si è occupato per anni di giornalismo locale scrivendo articoli culturali.
Pubblicazioni di Gerardo Iacuzio - 2010 - "Lettura ebagliate" - 2009 - "Pause della storia–Pensieri e Aneddoti" - 2008 - Libro "50 volte Narrasia" - 2007 - "Pensieri di Provincia" Poesie. - 2006 - Romanzo di Iacuzio Gerardo "MARA". - 2004 e 2006 - Pubblicazione di una raccolta di Poesie. - 2001 - "Una Ruga di Giovinezza". - 1996 - "Il Protagonista".
PRESENTAZIONE DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA: IL ROMANZO DI GERARDO IACUZIO Titolo del libro "MARA"
Oggi si è convinti che per
aver successo occorra assolutamente accettare una serie di compromessi. Non è
sempre così però, può accadere che agendo liberamente, per una serie di
coincidenze o di fatalità il successo possa arrivare lo stesso. Archivio Monografico dell'Arte Italiana - 2006
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Pubblicazione anno 2010 "Letture Sbagliate" Edito dall’Arciconfraternità Maria SS. del Rosario di Piazza di Pandora, Montoro Inferiore (AV)“A mia madre. So di essere soltanto un concetto nel nobile cuore. Non voglio conoscere la grandezza ma il colore della sua morale.” PREMESSA: Tante volte, vorremmo sapere cosa succede dentro di noi. Cerchiamo il motivo per cui abbiamo detto una certa cosa, vorremmo conoscere la causa di una sensazione. La scienza dice, con una sincerità che mi conquista, che la mente non può studiare se stessa e quindi conoscersi. Allora, che valore ha quello che scriviamo? Le parole, come le sensazioni, non possono metterci a conoscenza della loro causa e neppure il motivo per cui esistono. Dico questo perché le considero comunque esseri viventi. Sono, per questo, come noi. Non abbiamo un perché tangibile della nostra esistenza. Dunque, tutto quello che è stato scritto è sbagliato. E' qualcosa che esiste, ma per forza di cose è erroneo. Nessuno può avere ragione. Nessuno ha parlato con Dio. I migliori ricami letterati sono stati un modo come un altro per passare alla Storia. Un bel modo per cercare di sconfiggere la morte e vivere per sempre, facendo parlare di sé il mondo dopo di loro. Neppure questi scritti vengono da Dio. Anche le pagine che seguono stampano letture sbagliate. E' qualcosa che vive per un' oscura ragione nella nostra mente, senza la pretesa di essere verità. Deve esistere il vero, perché senza di esso non saremmo stati vivi. Ma neppure lo scrivente può avere la vista abbastanza lunga per poterlo vedere e descrivere." Gerardo lacuzio
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LUGLIO 2011 - IL PENSIERO DI GERADO IACUZIO.
"Credo di avere trovato un motivo per continuare a vivere dopo la morte di mia madre, l'unica persona per la quale sacrificarmi. Pensavo seriamente al cocktail di farmaci per il mio suicidio. Ebbene, ho promesso povertà e obbedienza come un monaco francescano laico. In coerenza con quello che ho scritto e divulgato, affido le persone scorrette come me a cure religiose, oltre a quelle psichiatriche. A differenza dei frati con il saio, sono privo del voto di castità. Non è per limitare privazioni, ma, come ho detto, il sesso e' un mezzo determinate per educare il demonio. Prendo l'insegnamento da un ordine appartenente proprio alla chiesa Cattolica, istituzione da me criticata più delle altre. Questo perché Dio è padre di tutto quello che vediamo. Non esiste un altro artefice di creature sue nemiche. Il monaco francescano laico, nel mio caso privo anche della castità coniugale, sposa i valori più umani, per non privarsi della carnalità, cosa accusata da tutti i pensatori. Per cui, come ho già scritto, la strada verso Dio vive nel mezzo di tutte le cose e questo giustifica tutto quello che esiste." Gerardo Iacuzio – Luglio 2011
Riflessioni su differenti temi: - I SOLDATI DI DIO E I LORO SERVI - “LA VERITÀ' DEL CIELO E DELLA TERRA” Come convertire il demonio? Vediamo la legge dell'universo sul lavoro. - "LA MORTE" - "LE ISTITUZIONI" - "EVOLUZIONE" - "STRUTTURA DI UN COMUNE" - "LA PROVINCIA, LA REGIONE E LO STATO" - "IL RAPPORTO DI COPPIA" - "LA SOCIETÀ" - "L'EDUCAZIONE DEI FIGLI" - "IL CONTRASTO CON LA CHIESA"
I SOLDATI DI DIO E I LORO SERVI Dobbiamo dire che i Servi cercano Dio attraverso le guerre, sono i Santi delle Scritture, i discendenti di Abramo i quali furono premiati per dominare sui popoli. Sono i padroni della legge di sopraffazione. I Soldati di Dio nati nel 146, sono onesti, non conoscono il motivo della loro missione. Potrebbero portare la salvezza del mondo oppure il suo eterno castigo. Sappiamo soltanto che sono i soli a rispettare i loro servi. ...
Cliccare sulla foto dell'artista per visualizzare tutto il suo scritto: L'Autore Gerardo Iacuzio
PREMESSA DELL'AUTORE: 'La Legge vive nel mezzo di tutte le cose ... Questo giustifica tutto quello che esiste.' Fra la Costituzione Italiana e la Bibbia, il mio progetto di riforma è stato letto da qualcuno. La donna offre all'uomo una scelta. Il suo spirito la conduce a Dio; la sua Materia al demonio. Nel mezzo, l'uomo. Anche un cuore innamorato è di carne, come le labbra che scandiscono poesie. Gli occhi per vedere sono anch'essi materia. Uno strizza, quello dello spirito. Le bocche si cercano a distanza per farli strizzare entrambi, quelli della donna. Le bocche si accarezzano senza muovere la lingua, l'esternazione del serpente. Contemporaneamente, i petti si toccano nudi. Questo procede l'atto che va compiuto con modi carezzevoli, come vuole Dio. Mette al mondo Cristo e la sua Madonna. Queste cose che scrivo sono soltanto l'esternazione di speranze vissute. Si dicono cose che nessuno scrive, neppure chi le pensa o le vede, perché vengono vissute da altri come scienza esatta, e nessuno ha il castigante pretesto di elevarsi a guida naturale, per non voler commettere un grave peccato nei confronti del suo Creatore accusandolo di avere commesso preferenze nei suoi figli. Queste sono la vera storia del mondo, la realtà dei fatti. Le parole che rimangono fra due persone generano un vento vivente. Esso accarezza tutte le stagioni, spegne le fiamme dell'Inferno e costruisce il Regno di Dio, tutto sulla terra. Questo perché tutti ci liberiamo di quello che ci disturba e, per la gelosia che ci accomuna a Dio, conserviamo nel ricordo quelle piacevoli. Ci aiutano a superare momenti di sofferenza anche acuta e ci procurano la pace necessaria per consegnare al mondo una persona componente di una coppia di sani valori. Come tutti i maschi della Terra, vivo il suo Purgatorio nel vivere quotidiano necessario ad accumulare le parole per le necessarie sensazioni, di pace o di sofferenza, da propone ad una donna anche lei venuta dalla stessa esperienza. Vivo anch'io, come limitato, il continuo misurarmi con gli altri. Neppure io posseggo la forza di costruire il Cristo che vorrebbe la donna. Si deve accontentare di quello prodotto dalla mia fantasia e da quella di altri. Se condivide i miei sogni di chi vuole vivere con un poco di illusioni, deve accettarmi nel suo privato con quel poco che le posso offrire. Le prometto di cercare di fare, ogni giorno, l'uomo e l'artista, un pagliaccio da spogliare dai suoi titoli usurpati per condurlo alla vita eterna sulla Terra nel modo che le ho chiesto. Nel modo che adesso credo di vedere bene. Gli occhi della donna si devono socchiudere per indicarmi il centro, lo Spirito. Sarà questo ad indicare gli altri passi che saranno richiesti dalle sillabe di entrambi. Per la volontà di Dio. Il serpente non può essere stato un intruso ma il seme del mondo benedetto. Vennero prima gli animali, come noi possessori della parola, e l'uomo e la donna ai due lati. Ho idea del compito della donna. E' lei padrona della forza. Io soltanto possessore di limiti. Nient'affatto un problema di coscienza. Il serpente è in mezzo all'animale e all'uomo. Con la sua voce, lo Spirito di Dio, li unisce. Tutti gli esseri viventi hanno sempre posseduto la voce. Io dico che il sistema solare è la realtà. L'universo un'illusione. Al centro, il Cielo, la sensazione della vita. Il pianeta Sedna la speranza che esiste. L'uomo cerca la pace, nella presunta giustizia e nella speranza che sia accolta dalla donna. L'eterno presunto volere di Dio. La realtà dell’erezione dell'uomo, quindi, sta anch'essa nel mezzo. Fra Dio e la sua creatura voluta, a donna, l'uomo. Dio incarnò in lui il serpente, come fra Lui ed Adamo. Questa creatura usò la parola per illustrare alla donna i bisogni della Materia, ingannandola. Cristo è ogni uomo che deve convenirsi indagando fino in fondo nello Spirito della sua Origine, divinizzando la Materia, insieme alla donna come intermediario e portavoce della sua Volontà. La coppia divinizzata regala un elemento alla necessità di costruire una società. Nel mondo odierno, l'inevitabile lotta fra padrone e operaio ottiene giustizia nella scalata del dipendente al lavoro autonomo, artigiano o bottegaio. La necessità di socializzare ed ambire ad obiettivi comuni produce la nascita delle cooperative. In queste, il più giovane beneficia dell'esperienza degli altri e prende le decisioni. Il mondo gli appartiene per eredità. Inoltre, se l'allievo non supera il maestro, il mondo non va avanti. L'apprendista non sarebbe promosso al corso. Il denaro non deve essere un fine. Sarebbe sopraffazione. Se esso è un mezzo, diventa forza circolante e regola giusta. In questo contesto, l'uomo, creatura divina, può permettersi di abolire l'oro stesso. Sarebbe inutile il lavoro del mercante. Le pene non sono giustificate. I limiti provocati da difficoltà non vanno forzati, per evitare una reazione violenta che impedirebbe il recupero della forza necessaria alla buona condotta. Per cui, la persona sorpresa al reato va sottoposta a cure religiose o psichiatriche. In caso fatale, l'omicidio, è necessaria la reclusione a vita naturale per evitare la ripetizione del reato. Non sono necessari legislatori, ma tutori dei diritti reclamati dalla comunità. Se l'uomo, per sua natura, rispetta quelli degli altri, rende superflue le stesse istituzioni. Le divergenze saranno risolte di giudici eletti dal popolo. Essi si troveranno alla gestione a non alla guida di comuni, regioni e sati, dell'intero mondo. E’ realtà dei fatti che Cristo fu crocifisso per volontà' popolare. ... E' altrettanto vero che era la prima volta che i romani rispettarono l'usanza degli ebrei di liberare un condannato a Pasqua. Da allora, i padroni del mondo conosciuto fecero eleggere i loro senatori dal popolo, insieme a tutti i potenti della Terra, fino ad oggi. Per cui, Cristo, questo malfattore per gli ebrei, presunto Dio per i per i timorosi romani, profeta per i musulmani e Messia per i cristiani. ha portato nel mondo l'imposizione della volontà del popolo. Egli ha divulgato l’usanza degli ebrei. Per questo anche il loro Signore. Per la Costituzione italiana, che tiene conto totalmente della volontà popolare, a cui tutte le chiese devono attenersi. il divorzio deve essere consentito anche dalla Chiesa., perché voluto dai cittadini. Le leggi e le stesse sacre scritture sono modificabili dal popolo, cos’ come ha imposto Cristo in persona. Ne scaturisce une visione della realtà che vede soltanto due ideologie. La prima crede nella divulgazione e nel rispetto della Costituzione italiana rendendo l'uomo meritevole del governo di Cristo in terra; la seconda nella distruzione del nostro pianeta da una guerra nucleare con relativo trasferimento nell'aldilà. Decide la volontà popolare." L'Autore Gerardo Iacuzio
______________________________________________________ Luglio 2009 pubblicato il libro di Gerardo Iacuzio “Pause della storia” – Pensieri e Aneddoti - Edito da "Associazione Sedna"
In Copertina opera dell'artista Eliana Petrizzi: "il libero pensatore" - Olio e matita su carta
Premessa dell'autore: Da quando è nato il mondo, accadono eventi che modificano la vita dell'uomo comune. Sono guerre, radicali cambiamenti politici ed importanti invenzioni. Questi fatti si succedono con rarissima frequenza. Perciò, la vita umana è quotidianamente uguale per lunghissimi periodi. Questo libro descrive cose di tutti i giorni che non condizionano la vita del mondo, ma che hanno una loro storia. Quando si va in pensione, la vita diventa un dono del Signore. Non è più un problema da risolvere. Ci si può permettere di occuparsi soltanto delle cose che piacciono. Io preferisco passeggiare e fumare, di giorno e di notte. Mi diverto anche a fare, nel mio piccolo, la cultura a Montoro. Sempre per divertimento, ho voluto vivere un'esperienza nei circuiti qualificati del nord. Ho investito una manciata di denaro ed ho avuto fortuna: mi ha chiamato una casa editrice prestigiosa, un gigante sul mercato. L'ha fatto per tre volte senza mai avere una mia risposta. Non l'ho fatto perché all'ultimo momento ho deciso di non cambiare vita. Non mi vedevo proprio a seguire le regole che avrebbe imposto l'ambiente che mi apriva le porte. La giacca e la cravatta, la cura quotidiana della mia persona, gli occhiali da intellettuale e la macchina elegante sono lontani dal mio modo di concepire la libertà e la vita stessa. Inoltre, avrei dovuto rinunciare al volantinaggio e alle pubblicazioni locali. Non avrei più potuto fare il pazzo, insomma. La prospettiva di tutto questo mi ha procurato la stessa terribile sensazione di quando mi rinchiusero in manicomio. I miei libri sono lì, allineati sullo scaffale. Se valgono veramente qualcosa, li vendessero dopo la mia morte. Finché sono in vita, voglio passeggiare fumando fino alla biblioteca, e qui scrivere una poesia da far leggere a tutti prima di decidere se ricopiarla in bella copia o strapparla, a seconda che sia riuscito o meno a descrivere chiaramente quello che ho cercato di dire quindi il lettore non si aspetti niente di eccezionale; soltanto modesta narrazione ed umili pensieri. L'Autore Gerardo Icauzio
Alcuni pensieri e aneddoti di Gerardo Iacuzio pubblicati
1 - “Gli artisti sbagliano
quando accusano la nostra società di ignorare la loro esistenza. Gli artisti locali si pongono con tutte le loro forze. Le cose che fanno sono quasi sempre modeste, ma per il pubblico potrebbe essere l'inizio della conoscenza dell'arte, alla pari del tossicodipendente che comincia con l'innocua marijuana per giungere alle sostanze che producono schiavitù. Anche lontani traguardi sul percorso verso le cose belle comportano dipendenza. Per cui credo che il paragone meriti di essere perdonato.” L'Autore Gerardo Icauzio
2 - "La distanza che mi
separa da te è lunga come una notte insonne che divide la vita di due giorni
felici. E non posso nemmeno sognarti. Solo soffrire. L'Autore Gerardo Icauzio
3 - "Una mia amica che stimo da anni ha sgobbato parecchio per organizzare un premio dì giornalismo. Il tema degli elaborati è stato il bullismo. Ho sofferto la tentazione di prendere la parola ma, per non compromettere la riuscita del convegno, ho preferito non contraddire le teorie dei relatori con un grave contrasto. Per cui, approfitto di questo foglio bianco per esternare la mia opinione sul già citato bullismo a scuola. Ebbene, la causa del fenomeno sono i genitori, entrambi. Dico- questo perché dietro le ipocrisie e le apparenze, un ragazzo che maltratta i compagni viene premiato in famiglia. Quelli che dovrebbero essere il suo buon esempio, i genitori, vedono un futuro roseo per il figlio che esce vincitore dai raffronti, perché dimostra di avere i mezzi per imporsi nella società. A volte viene osannato orgogliosamente come una giovane promessa della malavita, fenomeno più rispettato che temuto. Ditemi se non sono questi i valori che regolano un ambiente come il nostro. Io dico che il contesto in cui viviamo non è cresciuto affatto, e sono d'accordo con chi dice che la mentalità dell'uomo è stata sempre la stessa da quando è nato il mondo, nonostante la venuta del Cristo. Ora, concludendo questo passo, mi viene in mente il rapporto familiare del malato psichico. Egli è la vergogna della sua famiglia, per essere delitto incapace a raggiungere lo stesso risultato dei bulli. Soltanto una volta ho conosciuto una madre contenta di avere un figlio che sarebbe rimasto bambino per sempre, bisognoso di lei." L'Autore Gerardo Iacuzio
______________________________________________________ Giugno 2008 - Libro di Gerardo Iacuzio "50 volte narrasia" In Copertina opera dell'artista Eliana Petrizzi
"L'Inverno" Olio - Matita - Porcellana su cara.
Premessa dell'autore: "La malattia non comporta solo sofferenza, ma anche e soprattutto tempo e stato d'animo per dedicarsi a modeste composizioni letterarie. A volte penso che il male mi ha impedito una vita normale, ma nei momenti di maggiore sconforto guardo i miei libri sullo scaffale e li ritengo un degno riparo a quello che ho subìto. Dopo cinque romanzi e quattro raccolte di poesia, ho sentito il bisogno di sperimentare un incrocio fra questi due linguaggi." Gerardo Iacuzio
Alcune poesie: "L'astrattismo della musica mi accende la fantasia. Abbasso lo sguardo e corro con i pensieri. Costruisco mondi, universi. Ci abito da solo; non esistono per gli altri. Sono l'unico padrone." Autore Gerardo Iacuzio
"Il quadro è banale, ma gli occhi che lo guardano disegnano una sensazione felice. E' stato dipinto in fretta per essere venduto subito, ma la pennellata fissa egualmente sulla tela l'emozione di un momento di idillio. E' Arte viva che parla." Autore Gerardo Iacuzio
"Io vedo che tutto avviene secondo un disegno del Cielo. Siamo tutti personaggi inconsapevoli in una commedia scritta da Lui. Perché abbiamo paura del domani se non ne hai ideato la fine? La vita è un Suo dono, non un problema da risolvere." Autore Gerardo Iacuzio
"La prima passeggiata del giorno, al sorgere del sole, è la più rilassante. Non sento il bisogno di fumare e vorrei che la strada non finisse mai. Mi fermo al caffè, dove un barista assonnato mi serve dopo una debole risposta al mio saluto. Mi disturba la maleducazione dei primi lenti. Chiedo una penna e scrivo per spendere in qualche modo le mie ore. Vorrei mettere su carta qualcosa che potesse cambiare la vita di qualcuno. Non vi è riuscito neppure chi ha scritto i Testi Sacri. La parola di Dio è stata utilizzata per acquistare potere e denaro. La moltitudine legge gli Insegnamenti e percorre strade diverse, opposte." Autore Gerardo Iacuzio
"Il primo giorno di primavera il sole è ancora timido, nonostante i prepotenti germogli che ravvivano i giardini. Sono stanco dell'inverno che si allunga. Scrivo in una poesia che lucenti raggi riscaldano il giorno. Non è vero, ma leggendo provo la gioia della bella stagione." Autore Gerardo Iacuzio
______________________________________________________ 2007: Gerardo Iacuzio
pubblica "Pensieri di Provincia"
Poesie
In copertina "Io e Me", l'opera di Eliana Petrizzi - olio su tela - 2007
POESIE:
"Il cemento comprime la gente. Le macchine, veloci ed incuranti, dividono la vita in due. Non ho spazio. Entro in un locale e lascio che il televisore si appropri del mio sguardo. Non voglio vedere la sera imminente che addormenta il creato" Autore Gerardo Iacuzio
"Se ho qualcosa ho paura di perderla. Per questo, se trovo una ricchezza, la butto via per liberarmi dalla sgradevole sensazione. Un giorno incontrai la vita ed ebbi subito paura della morte. Poi, mi guardai intorno ed avvertii la Sua presenza. Fissai il cielo, e la sensazione dell'Eterno fece scomparire ogni timore." Autore Gerardo Iacuzio
"Non ho il denaro per vivere. Mi fanno del male e l'odio mi acceca la ragione. Vedo nemici dappertutto. Divento cattivo. Questo mi chiude in gabbia. Allora, guardo in alto e scrivo un pensiero per uscire dalla mia fredda prigione." Autore Gerardo Iacuzio
"La mia prima ruga mi riporta al cuore le sensazioni di fanciullo. L'inizio dell'esistenza è come la prima comparsa della saggezza. In ciascuno dei due momenti comincia un ciclo della vita. E un periodo è un'avventura che l'uomo vuole vivere all'inizio, in quiete." Autore Gerardo Iacuzio
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Romanzo di Iacuzio Gerardo,
Capitolo I
"MARA"
______________________________________________________ PRESENTAZIONE CRITICA ALL'ARTISTA GERARDO IACUZIO A CURA DI CLAUDIA LO BLUNDO GIARLETTA
"RAGGI DI SOLE SULLA MIA SOLITUDINE" "POESIE D’AMORE " di GERARDO IACUZIO Relatrice Claudia Lo Blundo Giarletta 08.06.2006 La nuova opera di Gerardo Iacuzio si snoda su due linee, su due binari che sono emblematici dei versi del nostro Poeta. Questi due binari sono: il titolo ‘Raggi di sole sulla mia solitudine’ ed il sottotitolo, che mi piace immaginarlo come un ulteriore titolo ‘POESIE D’Amore’. Due titoli che guardati nella loro unicità non dicono nulla ma nel momento in cui si passa alla lettura delle singole poesie ci si rende conto non solo che i titoli sono pertinenti ma, addirittura tra loro sono interscambiabili, Questa raccolta si sarebbe potuta benissimo intitolare POESIE D’AMORE e, sottotitolo, RAGGI DORATI SULLA MIA SOLITUDINE. Le belle poesie di Gerardo hanno in comune la solitudine e l’amore. Sembrerebbe un paradosso: chi è solo, chi è solitario, chi vive in solitudine cosa ha in comune con l’Amore? Nel modo corrente di parlare e di pensare siamo indotti ad immaginare colui che vive in solitudine come una persona asociale, chiuso agli altri e chiuso, raggomitolato in se stesso, avvoltolato in se stesso come un bozzolo dal quale non sa uscire perché al contrario del bruco che bucherà il bozzolo per diventare farfalla, l’individuo raggomitolato in se stesso non ha alcuna intenzione di provare a bucare il proprio bozzolo, non tenta di trovare una via d’uscita. Comunemente si pensa al solitario come a colui che non vuole trovare punti in comune con gli altri, lo si immagina non in grado di ridere e, nemmeno, di piangere. Oddio che quadro! Ma cosa c’è tra questo che ho detto e la SOLITUDINE del nostro Autore? C’è qualcosa in comune? Se ascoltiamo questa poesia(poesia a pag, 9 il mondo corre...) Possiamo dire che non c’é Nulla, proprio nulla, perché il poeta sente il peso negativo della propria solitudine e cerca una compagnia ma poiché vuole bene all’altra e non vuole coinvolgerla nel suo male, questa è la solitudine per Gerardo, ed allora il poeta fa un salto di qualità vuole diventare una creatura vivente . Noi tutti siamo qui perché conosciamo Gerardo Iacuzio e sappiamo che lui non è nulla di quello che ho detto. Ed allora, mi si potrà obiettare cosa è questa Solitudine? È una SOLITUDINE COSTRUTTIVA in cui si trova la possibilità di approfondire la conoscenza di se stessi per poter trovare se stessi e questo può avvenire solo attraverso la riflessione e il 'dubitare', ed il porsi continuamente domande; la solitudine di cui parlavo prima è invece quella che diventa, occasione di tormento e di autocommiserazione quindi la solitudine, in sé, non ha un valore positivo o negativo, ma dipende dall'uso che se ne fa... se per solitudine intendiamo semplicemente isolarsi e piangersi addosso... allora certo, la solitudine può recare solo danni... ma se intendiamo la solitudine come momento di autoanalisi, di introspezione, di costruzione e ricostruzione di ciò che siamo davvero, allora credo che possa condurre molto lontano... Ho letto questa frase detta da non ricordo chi:. La mia "solitudine" è la valvola di sfogo dal mondo, è la mia boccata di ossigeno in un universo dove si deve vivere in apnea... Allora siamo dinanzi ad una solitudine che riempie la mente, il cuore, le giornate, che fa vivere bene con gli altri, che avvicina ai problemi degli altri ma poi è in grado di astrarsi da questo per trovare la serenità nell’intimità con se stessi. Diceva S. Agostino: O beata Solitudo, o solitudo beata, O beata solitudine o solitudine beata! E di sicuro S. Agostino non è stato un misantropo, anzi, prima di essere illuminato dalla Grazia di Dio ha vissuto appieno la sua vita tanto da fare disperare sua madre S.Monica, e dopo la conversione ha continuato a vivere in mezzo agli uomini e per gli uomini tanto da essere annoverato tra i Padri della Chiesa, ma ha vissuto con un rimpianto: Sero te dilexi solitudo antiqua et sempre nova. Tardi ti ho conosciuto solitudine antica e sempre nuova, Qualche citazione celebre? Il grande Leonardo da Vinci ha lasciato scritto. “E se tu sarai solo, tu sarai tutto tuo. In opposizione al poeta latino Tibullo che scrisse: Nei luoghi solitari sii una folla per te stesso e ancora Nureiev:Chi vola alto è sempre solo e termino queste citazioni con uno scrittore moderno, Franz Kafka: Non occorre che tu esca di casa. Resta al tuo tavolo e ascolta. Allora la solitudine diventa un atteggiamento positivo, diventa la capacità di astrarsi non al mondo ma dai rumori del mondo, perché solo quando tutto attorno a noi è quiete, solo allora riusciamo a sentire le intime emozioni del nostro cuore, solo allora riusciamo a percepire il tric trac delle rotelline del nostro cervello che ha un solo desiderio: riuscire a manifestare idee. Io non so se con queste poche parole sono riuscita ad esprimere il mio pensiero su Gerardo, sul senso della sua solitudine, costruttiva, che si tramuta in bellissime sensazioni d’amore. Ed allora un’altra domanda. Cosa è l’AMORE per Gerardo. E’ chiaro dalla lettura delle sue poesie traspare un volto, le mani, i capelli, c’é una donna che lui aspetta, che deve arrivare, che per un qualche motivo non arriva, che arriva lievemente, che lo guarda. Una donna che non parla mai, non dice nulla eppure potremmo quasi udire le parole che lei dice, le poesie traboccano di risposte che ora sono parole d’ amore, ma talvolta sono leggeri rimproveri rivolti al poeta come in questa poesia pag. 5 Il mattino è freddo. Si potrebbe azzardare a dare un volto a questa donna o, sarebbe più ,opportuno dire: a queste donne, perché sappiamo che Gerardo sovente ha dedicato le proprie poesie ad alcune delle donne che gli sono amiche, amiche perché condividono, spontaneamente e generosamente con lui un pezzo di cammino nella vita e questo basta a Gerardo per trovare completezza in sé. Ed allora l’amore diventa attesa, diventa omaggio, disperazione, speranza, allora l’Amore diventa … POESIA. Una poesia delicata, come quella a pag. 15 'IL CIELO VELATO' Oserei dire che l’amore per una donna in Gerardo è solo un felice pretesto per poter esprimere con libertà la carica di amorevolezza che c’è nel suo animo. Forse è azzardato dire questo perché se non vi fosse l’AMATA non ci sarebbe la poesia di Gerardo, allora bisogna dire che l’amore in Gerardo diventa idillio, che, si badi bene non è l’amore platonico ma è la liricità dell’amore è la sensazione dell’Amore che non diventa amore palpabile che soddisfa i sensi, ma rimane li sospeso in questo idillio, in questo stato spirituale in un pensiero ma già così è sufficiente a far vivere un ‘anima, poesia a pag. 14 'DALLE ULTIME NUVOLE BIANCHE' Nella poesia di Gerardo la natura entra prepotente, l’occhio del poeta non si chiude quindi in se stesso, ma spazia attorno a sé, nelle ore mattutine, serali, in primavera, quando piove. La natura è una cornice che fa da sfondo ai pensieri sull’Amata è come ascoltare una musica che fa da sfondo ad un’immagine. Ed ecco perché può scrivere “… uno spruzzo di raggi di sole soccorre la mia solitudine” Tutto è sfumato, lieve nella lirica di Gerardo, anche il suo buttare le sigarette per non disturbare l’amata tutto è etereo e questo in un mondo fatto di materia diventa un contrasto piacevole, poesia a pag15 'Ti guardo negli occhi.' Ed un ultimo accenno, prima di terminare, desidero farlo sul fatto che nessuna delle poesie di Iacuzio ha un titolo, chiederemo poi a lui il perché ma a me piace immaginare che vi sia una motivazione che si inserisce in quello che ho detto e che come in un cerchio riporta a ciò di cui ho parlato all’inizio. Perché Gerardo non mette un titolo! Perché se lo facesse delimiterebbe un proprio significato a quel che ha scritto, diventerebbe il solitario che è padrone delle proprie cose, dei propri pensieri, invece nel momento in cui lui non da un titolo lo fa per lasciare libero il lettore di farlo, ciascuno in base a ciò che la poesia gli trasfonde, questo sta ad indicare ancora una volta che la solitudine di cui parla Gerardo è una solitudine di pensiero, non è lui il solitario musone, noi tutto lo incontriamo per la strada, lui vive con gli altri, partecipa, la sua solitudine, così, finisce con l’unire lui ai suoi lettori ed i lettori a lui. E con quale poesia posso terminare queste mie poche parole se non con questa che la gentile attrice mi permetta di far leggere a me: pag. 15 ONDE Arrabbiate. Claudia Lo Blundo Giarletta – 2006 ______________________________________________________ 2006 - 'Poesie d'amore di Iacuzio Gerardo' In copertina: "Raggi dorati sulla mia solitudine" - opera di Eliana Petrizzi - Olio su carta - 2006
Poesie: "La brezza della sera tiene in vita i primi alberi della collina. Le gocce di pioggia sono le lacrime del giorno che muore. Mi corri incontro senza calpestare il prato. Ti tendo la mano senza toccarti per rispettare la luna nascente che ti ha generata." Autore Gerardo Iacuzio
"L'insistente freddo doloroso rende rigido il mio cammino.
Scrivo un solo
verso: il tuo nome. i raggi distanti della tua bontà. Il nuovo calore del mio spirito mi fa sedere sull'erba vergine ad aspettarti. Guardo il cielo improvvisamente azzurro perchè le nuvole scure si sono fatte rispettosamente da parte, per far giungere il nuovo vigore del Creato sulla tua festosa chioma. Voglio guardarti in silenzio e sfiorarti le dita." Autore Gerardo Iacuzio
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