Nicola Iosca - Pittore


 

PENSIERO DELL'ARTISTA:

 

"La luce, a mio avviso, deve servire a rendere meglio ogni espressione del soggetto che dipingo e la mia scelta dei colori si basa su una attenta osservazione e sulla mia sensibilità"

 

L'artista Nicola Iosca

 


 

Nicola Iosca nasce a Stigliano (MT) il 18 Settembre del 1944. Vive e lavora a Vitulazio (CE).

 

Visiona il sito personale dell’artista

Nicola Iosca:

http://digilander.libero.it/nicola.iosca/ -

 

e-Mail dell’artista:

nicola.iosca@libero.it

 

Nicola Iosca

ha esposto i suoi quadri a

- NEW YORK, Valhalla (U.S.A.)

- MOUNT VERNON (U.S.A.) - Vitulazio (CE)

- Stigliano (MT) - Napoli - Roma

- Galleria PAN a Genazzano (RM)

- Manciano (GR) - ed in altre città importanti.

 


 

Settembre 2007 è stata presentata la Monografia di

Nicola Iosca

a cura di Stanislao Femiano, in occasione della manifestazione artistico-culturale del CIRCOLO SUD "In Memoria dei suoi fondatori"

 

 "Autoritratto"

cm 44,5x52 - Olio su tela 1998

 Proprietà dell'artista.

 

"Nicola Iosca si cimenta spesso  con  l'autoritratto.  Nel   suo studio ne ho visto alcuni   che  rappresentano le sue differenti età. Il capo velato allude ad una  dimensione sacra, alla preghiera. Per lo sguardo che vede  oltre lo  spazio  del  quadro,  più  che   essere omaggio  a  se  stesso,  l'opera  allude  ad  un interlocutore ideale, all'Altro,  al  Cristo  che è  oggetto  di  contemplazione.  Anche per quest'opera  ho  proposto  il  titolo  di  Preghiera." 

Stanislao Femiano

 


 

Fin dall’infanzia, Nicola Iosca mostra una spiccata attrazione per l'arte. Per motivi economici non gli è possibile però frequentare il liceo artistico. All'età di 17 anni decide quindi di emigrare negli Stati Uniti D'America dove l'attende il servizio militare e la guerra del Vietnam. Proprio grazie a tali circostanze fortuite, egli ha la possibilità di studiare arte attraverso un corso per corrispondenza. Dopo il congedo militare, si iscrive alla prestigiosa National Academy of Design di New York, dove ha la fortuna di avere per suo maestro il noto artista russo-americano  Raymond Breinin. Con lui studia disegno, anatomia e pittura.

Frequenta per altri tre anni il Westchester Comunity College di Valhalla, New York, studiando storia dell'arte, scultura e disegno.

 

L'esperienza americana dura complessivamente diciotto anni e consolida l’artista nelle sue doti di brillante ritrattista e scultore.

 

Partecipa a numerose mostre e restaura quadri; in alcune chiese fa il decoratore, nonché il pittore. Riceve richista di quadri da parti di vari committenti e dipinge anche per gallerie.

 

Le opere di Nicola Iosca vengono  richieste da privati e galleristi nel circondario di New York e anche al di fuori.

 

Ritorna in Italia dove prende parte a numerose mostre e lavora ad innumerevoli richieste di quadri su commissione.

           


 Nicola Iosca,

valido esponente dello stile classico-verista,

attualmente partecipa a mostre personali, collettive ricevendo lusinghieri ed innumerevoli riconoscimenti, affermazioni, in Campania ed in altre parti d’Italia.

 

 Hanno scritto dell'artista Nicola Iosca:

Ester Barletta - Claudio Cipriano - Maria Della Cioppa Di Resta - Femiano Stanislao - Cesare Panepuccia -  Franco Valeriani -  Archivio Monografico dell'Arte Italiana.

 

 


PRESENTAZIONE CRITICA ALL’ARTISTA

NICOLA IOSCA

A CURA DELL’ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL’ARTE ITALIANA DI MILANO

 

"L’artista Nicola Iosca raggiunge la sua perfezione artistica attraverso corrette proporzioni,  equilibrio  ed  armonia  compositiva  ed  un’ eleganza rappresentativa abbinata all’immagine. L’artista Iosca nella sua pittura privilegia soggetti mitologici, storici o eroici.

Iosca attraverso un forte contrasto di luci e ombre rappresenta la drammaticità, l’immediatezza di una realtà mitologica d’ispirazione classica con preludio  ad una sensibilità quasi barocca. La sua pittura porta ad un’immaginazione di luoghi, spazi architettonici, sculture antiche, figure ritratte nella loro fisiologia e nella loro naturalezza espressiva che persuadono l’osservatore verso la veridicità delle sue immagini.

Lo spazio pittorico, così come le azioni rappresentate, diventano reali, Iosca nella sua pittura introduce ricerche coloristiche e spaziali che sottolineano effetti di moto e di espressione atmosferica; una grande libertà compositiva esaltata dal piacere della visione confluisce nella sua creazione come elemento poetico. Nei paesaggi l’artista sfocia in una rappresentazione idealizzata della natura, la perfezione di una bellezza naturale si congiunge all’occhio di Iosca aspirando ad una visione meravigliosa provocando la sistemazione di un linguaggio figurativo dove diventano elementi fondamentali per la lettura dell’opera le luci, le ombre e il cromatismo. La meditazione sull’arte antica, sulla mitologia, sviluppa nello spirito di Iosca una poetica classicista che trova stimolo in una selezione ideale concentrata sul dato naturale.

L’artista Nicola Iosca introduce l’analisi di un mondo concepito attraverso un atteggiamento emozionale ".

 

Archivio Monografico dell'Arte Italiana - Luglio 2007

 


ANTOLOGIA CRITICA

 

 

"L'arte di Nicola losca, oltre ad aderire al nostro ricco patrimonio iconografico religioso, esprime una forte inquietudine e sensibilità romantica. L'ansia di evasione dai confini della realtà quotidiana spinge Nicola losca ad interrogarsi sulle possibili dimensioni immateriali che l'arte riesce ad intuire e scandagliare. Per il nostro Maestro, l'arte è farmaco per lenire l'animo dalla condizione di finitezza della vita umana. In molte opere specie quelle che attingono alla mitologia classica e ai racconti del Vecchio Testamento, Nicola losca rappresenta una esaltazione della vita e dell'uomo cui conferisce grandezza eroica. La dimensione umana della vita quotidiana ispira visioni di tenerezza romantica, come ad esempio le opere che narrano il mondo contadino. Il passato, la memoria, il ricordo dei cari parlano del mondo contadino di un tempo, con i suoi valori semplici e solidi. L'affetto, l'amicizia, l'anelito alla libertà sono soggetti ricorrenti nella sensibilità e nelle visioni del Nostro. Dal punto di vista strettamente tecnico, Nicola losca si avvale di sofisticati mezzi pittorici. Per l'artista, il quadro è visione nuova ed inedita del mondo umano e del mondo divino.

Per dare visibilità all'invisibile, Nicola losca trova soluzioni pittoriche ed iconografiche personali ed originali. Il centro geometrico del dipinto e il punto in cui le masse si bilanciano conferiscono simmetria ed equilibrio al dipinto. Le opere del Maestro ti attraggono per il senso di ordine e chiarezza che solo le immagini meditate possono ispirare. Molte opere mostrano il personaggio ritratto in primo piano su uno sfondo scuro, secondo l'antica tradizione caravaggesca. Molte opere mettono al centro della rappresentazione la figura umana che diventa paradigma detta condizione di tutti gli umani davanti alla storia e davanti a Dio.

La lezione millenaria della nostra lunga tradizione figurativa è esibita con sincero orgoglio. Il linguaggio pittorico di losca si basa sull'uso sapiente di luce, colore, ombra, chiaroscuro. Nella natura morta gli oggetti si fanno più veri del vero.

L'esperienza della luce nelle opere di losca è più intensa che nella realtà; assume una concretezza pesante, una densità filamentosa che lo spettatore avverte coi sensi della vista e del tatto. La patina trasparente rende i frutti più freschi che non nella visione dei frutti reali. In questo consiste la grandezza delle opere d'arte. Rendere i mondi dell'essere: mondo divino, mondo naturale, mondo umano e mondo della fantasia e della sensibilità umana più vero del vero.

È mediante la forza dell'esistenza come esperienza viva, che l'arte sottrae le immagini al travaglio del tempo e della materia e le fissa i una dimensione immutabile di eterna sospensione."

Stanislao Femiano - 2007

 

NICOLA IOSCA,

 IL PITTORE DELLE LUCI E DELLE OMBRE 

 

 

“... Disegnatore elegante, ritrattista sensibile, profondo nella sua pittura, maestosa e viva al tempo  stesso..

Claudio Cipriano

 

 

“… Oltre ai soggetti ben rappresentati, si nota il trionfo del colore delle luci e delle ombre che danno all’opera una suggestiva e violenta sensazione di stupore ed ammirazione … Nicola Iosca va considerato un pittore classico-verista che si rifà all'arte di uno fra i grandi della pittura, il suo prediletto, Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio. E come Caravaggio anche Egli è da considerarsi il pittore delle luci e delle ombre. Nei suoi quadri, oltre al soggetto ben rappresentato, si nota il trionfo del colore, delle luci e delle ombre che danno all'opera una suggestiva e violenta sensazione di stupore e ammirazione.”

Franco Valeriani

 

 

“… Traduce il tutto in pittura con un entusiasmo che dimostra tutta la sua maturità… I suoi ritratti di abilissima fattura rivelano un’intima sensibilità dovuta, forse, ad un’indagine psicologica. …"

Ester Barletta

 

 

“… Le sue composizioni si avvalgono di tocchi immediati; le opere si distinguono per una non comune perizia espressiva e le tonalità cromatiche sono armoniose ed aderenti ai soggetti…

Maria Della Cioppa Di Resta

                                    

 

"Nicola losca nelle sue più recenti opere pittoriche affronta con grande abilità tecnica e compositiva i temi mitologici e religiosi, oltre ai ritratti di personaggi sempre carichi di autentico vigore espressivo.

Descrizione dell'opera di Nicola Iosca

 

"Prometeo"

Nel “ Prometeo ” ( ossia colui che prevede ) la ricchezza dei particolari ben illustra i tormenti inflittigli da Zeus, il quale tratto da lui in inganno a favore degli uomini, tolto loro il fuoco, volle punire lo stesso Prometeo che rifornì di scintille rubate nell'alto Olimpo, il genere umano.

losca ritrae il sofferente Titano, incatenato nelle asperità del monte Caucaso, sottomesso a subire l'eterno tormento dell'aquila che ridivora quotidianamente il suo fegato rigeneratosi ogni notte per essere lui immortale.

Le ombreggiature della roccia, illuminate dalle scintille di fuoco che fuoriescono dal cavo della canna di finocchio, si contrappongono all'albeggiare del cielo luminoso solcato da cumuli di nuvole sovrastanti lontane catene montuose. Prometeo sembra ormai rassegnato al supplizio giornaliero cagionato dall'essere stato benefattore dell'umanità, che ammaestrò nell'architettura ed in molte arti tra cui quella di lavorare i metalli.

I muscoli in ogni parte delle membra sono tesi, mentre l'aquila inizia ad affondare il becco e gli artigli nelle carni sanguinanti. Il ventre verrà lacerato e il fegato roso, fin quando egli, presagendo il destino e rivelando a Zeus che una sua unione con Teti genererebbe un figlio capace di spodestarlo, verrà graziato per il segreto svelato.

Una pittura di Gran Maniera quella di losca che trova spunti e pretesti nei miti greci o nei ritratti ove i simboli o gli attributi concorrono tutti in una sapiente disposizione compositiva.

Nei ritratti, appunto, le paste coloriche si fondono o si stagliano per dare corpo e volumetria agli elementi e ai personaggi, facendoli emergere, con un singolare processo inverso, dal cupo fondo all'esterno luminoso.

Colori stratificati quindi, evidenziati nelle lumeggiature per permettere la fuoriuscita dei primi piani.

losca rivolge l'attenzione nei particolari minuti senza però perdere il controllo di una composizione totalizzante.

Al di là dei tratti fisionomici eseguiti con autentica maestria, l'artista riesce a trasmettere inoltre con forza espressiva, gli stati d'animo e le emozioni interiori dei personaggi raffigurati.”

Arch. Cesare Panepuccia

 


 Settembre 2007:

MONOGRAFIA DELL'ARTISTA

NICOLA IOSCA

a cura di Stanislao Femiano

Alcune opere presenti nel catalogo:

 

"Prima della Libertà"

cm 70x100 - Olio su Tela - 2007 - Proprietà dell'artista

Il  ragazzo  col  cardello   è    colto nella  serena   contemplazione    del piccolo    amico,      cui       sta      per concedere  l'anelito  più  grande,  la libertà.   In opere come questa, che riprendono         scene          di    vita quotidiana,            Nicola  Iosca rappresenta    i        grandi        ideali dell'uomo.     La   libertà   è   narrata attraverso   la   tenera  immagine di una   creatura   del   cielo,  fatta per muoversi,   come   gli    umani,    nei grandi spazi del mondo e delle fantasia.

 

 

 

"Sacra Famiglia"

cm 110x135 - Olio su tela - 2001 - Proprietà dell'artista

Tra  i  soggetti   religiosi   preferiti    di   Nicola Iosca,   sono la maternità   della   Santa   Vergine e La Sacra Famiglia. Sono anche i soggetti  più  richiesti   dai  committenti.   Il  dato registra non un semplice   numero  statistico;  piuttosto la sensibilità dell'artista e del  pubblico   verso   un  tema oggi molto sensibile, in una società che tende  a  smarrire  i  grandi ideali, la famiglia resta un punto di riferimento   importante   nella   crisi   generale   dei   nostri tempi, a causa della attenuazione dei legami sociali tra gli individui.

 

 

"Il Maestro"

cm 40x50 - Olio su tela - 1997- Proprietà dell'artista

Lo    sguardo    di    Gesù   non è rivolto   allo  spettatore.   Non    è ancora   il Cristo della gloria della resurrezione.   E'   il   Gesù uomo, non   ancora   privato    della  sua veste    rossa,       contesa       dai centurioni    sul   Golgota.    E'  un uomo   turbato  che    medita   sul destino di sofferenza che il Padre gli   ha  riservato   come   Agnello sacrificale,    come       vittima sostitutiva      per      redimere l'umanità tutta.

 

 

"NICOLA IOSCA IDEA DI BELLEZZA E DIMENSIONE SACRA"

"Nicola Iosca è tra i maggiori artisti figurativi della Campania.

Le sue opere sono collocate in molte chiese e spazi sacri d'Italia.

La sua arte aderisce con sincera convinzione alla iconografia ed ai canoni estetici tradizionali dell'arte sacra. Committenti religiosi e laici vedono nella sua idea di Bellezza e nella serena dimensione sacra delle sue rappresentazioni una delle espressioni più delicate del panorama artistico nazionale.

I temi che il maestro maggiormente preferisce, anche sotto la spinta dei committenti, sono le narrazioni bibliche ed evangeliche. Per la sua fama adesione al genere figurativo, Nicola losca mostra una dichiarata distanza dalle correnti più alla moda dell'arte contemporanea.

Le facili improvvisazioni del Minimal, dell'Arte Povera, delle Installazioni, che si producono anche con pochi mezzi tecnici e che vengono spacciate da una Critica interessata come manifestazioni di nuova poetica, sono assolutamente estranee al carattere ed alla sensibilità artistica di Nicola losca e dei suoi committenti.

Per il Maestro, l'arte è una attività seria, che richiede solido possesso di tecniche pittoriche e ricchezza di patrimonio iconografico. Tuttavia, non pensi il cortese lettore e spettatore che le opere di Nicola losca siano ripresa acritica dell'iconografia tradizionale. Chi si avvicina alle sue opere, coglie subito la delicatezza dei tratti ed il gradevole senso dello spazio e del movimento che anima la superficie pittorica.

Particolare tenerezza esprimono le iconografie del Salvatore. L'uso del paziente calligrafismo dei tratti del Volto nella “Veronica”, imprime una tale forza plastica alla figura, che quasi si è indotti a raccogliere tra le mani la pietosa immagine del Cristo.

La sua arte resta ancorata ad un patrimonio di idee solido; forma, spazio, movimento, ritmo, plasticismo sono elementi fondanti la costruzione dell'opera d'arte. In questo senso e per meglio giustificare la scelta del titolo, è il caso di sottolineare che l'arte figurativa di ascendenza classica e rinascimentale è specifica della cultura cattolica.

Dobbiamo al Concilio Ecumenico di Nicea, del 787, se le nostre chiese sono ricche di opere d'arte; a differenza delle chiese protestanti, che per lo strisciante odio iconoclasta delle immagini restano squallidamente vuote di ogni rappresentazione del Cristo. Escludono poi ogni utilità della rappresentazione della Madre di Dio e dei santi, in quanto li hanno esclusi dal pantheon di una religione che considera centrale ed irrappresentabile solo il Cristo.

E' la solita lotta tra mondo latino e mondo germanico. Noi attribuiamo all'arte il ruolo di consolatrice; quelli escludono l'arte dalla vita della chiesa. Per questo, come dicevo, dobbiamo molto ai Padri della Chiesa che nel Concilio di Nicea, combattendo una aspra e a tratti sanguinosa lotta contro gli iconoclasti, vollero conservare all'arte la capacità di farci intuire per immagini la bellezza della dimensione ultraterrena e metafisica in cui si muove Dio e tutto il ricco panteon cattolico.

Non meraviglia, allora, che l’arte terrena e metafisica in cui si muove Dio e tutto il ricco panteon cattolico. Non meraviglia, allora, che l'arte aniconica, astratta, informale siano nate e si siano affermate con forza negli ambienti culturali del nord Europa e nord America caratterizzati dalla stanca ed ormai esaurita cultura protestante. Talmente stanca ed esaurita, che, proprio quella cultura genera per intrinseca debolezza una miriade di sette di dubbia religiosità, quando addirittura di deliberata negazione di Dio, a favore di un animiamo di ascendenza neoprimitiva.

A noi cattolici e latini, grazie alla organizzazione della chiesa ed al ricco patrimonio di fede e di arte, viene risparmiata la mortificazione delle sette e dei movimenti religiosi che con nuovi ed incomprensibili sincretismi mischiano differenti visioni di Dio e del mondo. Dunque, da questa premessa, è facile intuire che Nicola losca e gli artisti figurativi italiani che aderiscono al patrimonio figurativo cattolico, rivestono un'importante funzione; quella di intellettuali che soddisfano il nostro bisogno di "vedere" le "Persone" cui rivolgiamo le nostre preghiere.

È tale il ruolo dell'arte figurativa nella nostra cultura artistica, che siamo disposti ad inginocchiarci ed a pregare davanti all'arte che ci spalancano la visione della dimensione divina.”

Stanislao Femiano

 

Alcune opere dell'artista

Nicola Iosca

presenti nel catalogo, descrizione delle opere a cura di Stanislao Femiano:

 

 

"La Bella Nera"

cm 51x61 - Olio su tela - 2007 - Proprietà dell'artista

L'opera    raffigura con molta tenerezza   una giovane donna di  colore.     Il     seno   appena scoperto    suggerisce      l'idea della   maternità.    Lo sguardo dolcissimo,  proiettato  oltre lo spazio   dell'opera,   allude alla presenza,   appena  suggerita, di  un bambino. Per il carattere materno        e          la       dolce corrispondenza    col  bambino sentito     come  presente dallo spettatore, l'opera meriterebbe il titolo di Madonna Nera.

 

 

 

 

"Trompe-l'oeil"

cm 57x73 - Olio su tavola - 2006 - Proprietà dell'artista   

Pittura   in    cui     la     cura    del particolare   e       il      virtuosismo prospettico    producono l'illusione della  realtà.  E' una tecnica che si adopera   per     realizzare    effetti prospettici    su pareti o volte, allo scopo  di  ampliare  illusoriamente gli interni.   Nicola Iosca applica la tecnica   del   Trompe-l'oeil  anche nella  pittura su tela, con tale cura del          dettaglio      veristico,   da realizzare,     nella   visione ad una certa   distanza,    l'illusione di uno scaffale aperto nella parete.

 

 

 

 

"Il Santo"

cm 62x76,5- Olio su tela - 1998 - Proprietà dell'artista   

L'icona  di   Padre Pio è trattata da    Nicola Iosca      con    grande rispetto   per   la    tradizione.    Il panno      candido      su      cui     è raffigurato il Santo si carica di un forte      significato    simbolico   e sacro.    Le     grandi    icone della nostra  religione,     dalla     Sacra Sindone,   alla Veronica, a Nostra Signora di  Guadalupe, si trovano su supporti  di   stoffa;  da queste immagini        viene       mutato    il    modello      artistico.

 


 

L'artista Nicola Iosca ottiene vivi consensi nel mondo dell'arte partecipando attivamente a mostre personali e collettive in diverse città Italiane, ricevendo consensi dalla critica specializzata e da un pubblico favorevole.

Le sue opere vengono richieste da numerosi galleristi Italiani e stranieri. L'artista lavora anche su commissione.

 


 

 

 

 

 

OPERE

 

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