Franco Carlo Lorenzetto

Poeta


 

"La  poesia mi ha sempre affascinato.

Fin da giovanissimo scrivevo parole per canzoni ...  ... poi ho provato professionalmente ,  dagli anni '90 decisi, per le difficoltà trovate, di appendere, come si suol dire la penna al chiodo.

Di recente la passione per la poesia mi è tornata ...  chissà perchè a quest'età?

Mi sono messo quindi nuovamente a "studiare" e sono poi entrato a far parte del club "Poeti dialettali del Legnaghese"; eccomi ora a presentare questa mia   prima    raccolta   di    versi,   intitolata  appunto

             "Dalla canzone alla poesia".

Spero che qualcuno apprezzi questi miei pensieri, scritti con devozione e umiltà."

 

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 

 


Poesie di

Franco Carlo Lorenzetto

 "Dalla Canzone alla Poesia"

F.lli Corradin Editore

Copertina del libro   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Retro del libro

 

Costo del libro al pubblico:  

Prezzo promozionale Euro 9,00.

 

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di Franco Carlo Lorenzetto

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COMMENTO SULLA POESIA DI

FRANCO CARLO LORENZETTO

A CURA DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA

 

L’obiettivo del poeta Franco Carlo Lorenzetto è esprimere e conoscere le strutture e le pulsioni profonde del suo inconscio elaborate a seconda della situazione sociale che vuole rappresentare.

Grazie a strumenti di conoscenza diversi, il poeta, interpreta la realtà secondo una concezione, da una parte, romantica e dall’altra, intende individuare problemi sociali e ambientali per trasformare la società tramite le energie inconsce dell’individuo. La consapevolezza è la rivincita nella nostra vita.

Una poetica quella di Lorenzetto che sottolinea l’autonomia della creatività individuale che dà origine ad una sorta di complicità tra scrittore e lettore per la capacità di stimolo che il poeta ha nel sollecitare nuove o diverse soluzioni.

Il suo scrivere diventa il luogo di confronto e di incontro con la natura, l’uomo e la società.

Lorenzetto utilizza una stilistica descrittiva ed interpretativa che dà luogo a differenti tipi di componimenti poetici, quali canzoni e poesie.

L’intento di Lorenzetto è di accompagnare il suo lavoro artistico ad un concreto sviluppo che si avvale dei caratteri più profondi che l’uomo vive nella società di oggi corrispondendo ad esso un dato emotivo-spirituale che ricerca le sfumature più sottili per stabilire un nesso tra autore, poesia e lettore. 

Franco Carlo Lorenzetto, considera il pensiero come il simbolo perfetto dell’imagìsmo, nelle sue poesie colloca il valore estetico di un suo pensiero nella nitidezza dell’immagine poetica. Le immagini e i dettagli presenti nelle sue poesie hanno quindi un carattere funzionale.

Il poeta concepisce la vita come poesia, come una melodia armoniosa che trasporta le immagini dell’esistenza umana.

Archivio Monografico dell'Arte Italiana - Dicembre 2007

 

 


COMMENTO SULLA POESIA DI

FRANCO CARLO LORENZETTO

A CURA DI PIERO DAL PRA'

 

"Tenacemente difende Carlo la sua "forte" cultura di uomo di campagna e orgogliosamente ne rispetta le radici.

Talvolta rifiutando le malizie che nella composizione potrebbero renderne più docile la lettura e non avendo ancora (per sua fortuna) lo stimolo alla ricerca di quegli ermetismi che per molti, chiamiamoli pure... poeti, divengono veri e propri, comodi "passe-partout", il nostro amico Carlo riesce comunque a mettere insieme periodi con la naturale scansione del sentimento: il sentimento sincero, quello che fluisce spontaneo dall'osservazione rapita della natura, dai "sentori", dalla conoscenza fisica delle vicissitudini, del patire per amore e per ... vecchiaia.

Non è un difetto essere... " naif " anzi, il volerlo essere è coerenza.

E quando Carlo scrive, scrive direttamente senza filtri e senza la paura di doversi commuovere, non come tanta Accademia suggerisce di fare per non esporre troppo al pubblico ludibrio lacrime e debolezze. Le parole sincere, il gusto del vocabolo scoperto più nuovo, più eloquente, più esplicativo il voler comunicare più volte il tono d'un colore o di una passione, danno ai componimenti di Carlo un sapore vivo, genuino e ti lasciano in bocca il retrogusto di un buon vino fruttato di campagna, oppure, in taluni passi, il sapore e la consistenza di torta margherita con grani di sale e di zucchero che scrocchiano ogni tanto sotto i denti. Ed è un continuo, costante peregrinare quello di Carlo, fra rispettatissimi libri di poesia e, camminando in punta dei piedi, fra attori e scene, per imparare musica e arte della parola. La musica ... la parola, carrozze d'oro che portano i sentimenti ... Con umiltà, naturalmente, sì, con la coscienza delle proprie suddette radici, ma con la segreta voglia di volare un poco più in alto."

 

Piero Dal Pra '

 


 

POESIA INSERITA NEL LIBRO

"Dalla Canzone alla Poesia"

di  CARLO FRANCO LORENZETTO

 

 

"NELL' INDIFFERENZA" 

Due gocce di rugiada dentro gli occhi

un sorriso da clown le nasconde,

coraggio e speranza tra le mani,

sofferenza e fame tatuate sulla fronte

nel color del cioccolato.

 

Se il mondo ricco infiorasse

di compassione un poco il cuore,

la povertà

sognerebbe su pietre di velluto

cosparse di petali di rosa.

 

L'avidità figlia dell'avarizia

vive negli anfratti dell'occulto,

dove l'anima è più facile nasconderla.

 

Non appena rischiara a levante

l'egoismo cambia faccia.

Razzismo bontà e perbenismo

fumano il calumet con l'altruismo

per coprire l'evidenza,

recitando una preghiera stanca

per far finta di lavarsi la coscienza...

nell ' indifferenza.

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 


POESIE DEL POETA

FRANCO CARLO LORENZETTO

 

 

"IN MORTE DEL MARITO POETA"

Nel sanguinar del cuore è l'anima ferita

e si rifugia tra le sue poesie:

raggi di luce inebrianti

che c'incastravano in diademi

tempestati di sentimenti.

 

Non sono lontani

i cieli addolciti

dagli occhi dell'amore

e costringono la mente

a respirare dal viola dei tramonti, ricordi.

 

La notte vestiva le cime più alte,

ma erano i desideri ad accendere le stelle

nell'ora che s'alza il canto dei grilli

e le lucciole s'incendiano sull'erba nei prati

e i vecchi quassù, dove il cielo è più azzurro,

seduti davanti ai loro monti

a raccontarsi in storie d'altri tempi.

Noi sotto quella pioggia di profumi

nella pasqua della sera

col natale dentro gli occhi:

epifanie nei silenzi, complici

nell'inventare altre notti e altri giorni

da riporre nello scrigno dei sogni,

ma laddove soffoca il giorno

ingorda fu la morte anzitempo.

 

Ora non piovono più profumi.

La speranza come foglie nell'inverno

ha lasciato rami spogli con solitudini

che pencolano dai giorni

e più forte s'appiccicano ai ricordi.

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 

"ADESSO"

Si ascoltavano le voci del Fratta*(1)

accarezzando la sera.

Giochi di luce di stelle sull'acqua,

dopo l'ultimo filo di sole,

mettevano ali al cuore

e noi libellule lungo gli argini.

L'aria si inzuppava nel profumo

di orchidee assiepate lungo le rive

e nell'ebbrezza flavescente della luna

si scioglievano i canti eterni dell'amore

e i nostri corpi affondavano

nel buio della notte.

 

Trasudano ora dal tappeto d'erba echi

a mettere un battito frenetico al cuore

e all'ombra dei ricordi la goccia

si trasforma in bottiglia d'ansia nell'anima.

 

Circe fu la libertà.

Giornate gravide di futuro

ora accatastate nel vuoto sanno di muffa

e come foglie sospinte dal vento,

(forse per stessa forza dell'amor o forse per pagarne pegno,)

lacrime volano luccicando

negli ultimi raggi la dove il sole

è ostensorio nell'incendio del tramonto.

Adesso che sfilacci di cachemire*(2)

sono striati dal nero dei capelli,

adesso che non c'è più l'ardire...

 

*(1)Fratta: piccolo fiume che nasce dalle alpi vicentine e si tuffa nell'Adriatico fiancheggiando l'Adige.

*(2) Cachemire (kasmiir) tipo di lana a pelo molto lungo, il colore va dal bianco al rossiccio ricavata dal vello di capre del kasmir ( regione dell'India.)

 

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

“NELL'ATTESA”

Nubi trafitte da schegge di sole

si sfrangiano

lasciando striato l'azzurro

nella luce incerta del tramonto.

Sulla vecchia torre, in fuori orario,

fa senso l'attonito gufo

appollaiato sul tetto,

ma non stona nel contesto.

Come ozia l'attesa seduta sul suo tempo...

Il cuore sparge ceneri nell'aria

e non è assente lo scoramento.

 

-Ma dove vai così agghindata fantasia

se gli occhi seminano amarezze ovunque

nel continuo scavare della mente

nell'immediato.-

... Fuggire dal pensiero?...

Resterebbe il pungiglione conficcato,

ne la sete si sazierebbe mai nel vento;

da se stessi non si può fuggire!

 

Come l'ombra che rimbalza da muro a muro

nella luce flavescente della luna

in questa sera dai futuri assenti

il presente mi cammina accanto,

ma lo stoppino ancora non si è spento

nell'attesa.

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 

 

 

“QUEI FIORI AL TRAMONTO”

Quel grido squarciò le nubi.

Come stille novembrine caddero lacrime

sulle pietre ocra bruno di quel muro

e nel colore come vinoso d'ogni macchia.

 

Un fazzoletto di terra bastò.

In un ( bossolo )*(1) di bazzooka (2)

asparagi selvatici

margherite e papaveri

come bandiera sventolavano

sopra quella tomba;

ed era notte eterna.

 

Amara la certezza di quel giorno

s'insinuò nel cuore.

Di quel grido l'eco nella mente

come chiocciola lasciò traccia

appiccicata all'anima.

 

Ora sale in ciclo il pensiero

fra malinconiche fragranze di quei fiori

come colti appena ieri.

Erano fiori poveri mamma, lo so,

ma dentro c'era un cuore

che non dimentica.

 

(1) Bozzolo: cartuccia di armi da guerra

(2) Bazzooka ( si pronuncia bazzuca) : arma da guerra

 

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 

 

“... E LA VITA CI TRASCINA ... "

Lo sguardo puntato per terra

nasconde vergogna:

non resta nient'altro da dire...

Sa di sale la cena immangiata,

  io mastico il tacito inganno,

complice la coscienza:

  idrovora che assorbe.

Diventa chiodo fisso poi

il pensiero partorito dal pentimento,

tutto pare inutile, anche il vino per stordirti;

il silenzio è imbarazzante, comunque.

La notte ci ubriaca di luci,

dall'asfalto odori di gomma e catrame

e i motori urlano inutilmente per rubare attimi all'eternità.

E la vita ci trascina

legati all'abitudine di sogni in esilio;

  il cordone non si spezza.. .mai.

Dentro il bar la gente di sempre,

qualcuno da per scontato il destino

e si beffa della vita

senza sapere

che l'incognita sta dietro l'angolo.

... E la vita ci trascina ...

Grondano pensieri di cose non fatte,

il traguardo si fa sempre più lontano

e quando l'alba si colora di tramonto

dall'anima sale sapore di assenzio.

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 

 

“MATTINATA PAESANA

(A M-E-R-L-A-R-A)”

Danzano le campane

nel suono argentino

orchestrate da sapiente mano,

pause magistrali ricompongono il silenzio.

Al risveglio della natura

il giorno appare giovane

e un timido sole malizioso

ad ogni pausa da una sbirciata

entrando di soppiatto nella torre antica.

 

La luna ancora sospesa fra cielo e terra

porta con se i segreti della notte.

Ormai l'autunno è tardo 

grondano foglie come lacrime

dal vecchio albero piangente della villa

ormai calvo. Imbrattato dal guano dei colombi

è il dipinto sul muro

con il vecchio seduto sulla panca

e la polvere del tempo sulle spalle,

imbavagliato dalla sciarpa di cotone grigio

regala ricordi a bimbi malvestiti

dallo sguardo meravigliato

in quel fastello di colori moribondi.

 

Del dono divino or ora s'ode il canto

delle acque nel giovane mattino

e sulle sponde

le azalee si stirano dopo il sonno

al gorgheggiare del cardellino.

Così il tempo non passa mai per te

paese mio da secoli fermo li

a conservare la tua storia.

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 

 

“NEL SILENZIO IL RUMORE DELLA MIA SOLITUDINE”

L'intonaco quasi intatto

è li in soccorso ai ricordi

cari alla mia infanzia,

                    ma il chiodo della meridiana

sulla facciata della vecchia casa

ha perso la sfida con il tempo

e la catena dell'aratro

presa a morsi dalla ruggine

sulla terra ha lasciato traccia

a striscia di biscia.

Perché ricordi usate gli aghi nel cuore?

Il sole giocava con la brezza

a tremolar le ombre li, dove

il filo di terra glabro, nero-fumo,

                    nel bordello di gramigna e ortica alta

                    è testimonianza del sentiero;

                    il regno creato dal vento e dal tempo

è la vittoria dei due falchi.

Graffia la mente il pensiero:

da li passarono i padri dei padri

e le madri delle madri nei secoli..

                     Perché malinconie non migrate?

Lasciate che ascolti nel silenzio

il rumore della mia solitudine,

qui davanti al vecchio cancello

rimasto a custodire la sua torre di babele.

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 

 

“IL TEMPO NON ASPETTA”

Mi sgomenta la scena

mentre ascolto il silenzio...

 

Già mi manca l'abitudine

nell'isolarmi dai rumori

che distoglievano il vaneggiare

in quel lieve sussurrare dei passi

e del fruscio della gonna

infondo al corridoio

a regalarmi impulsi sempre vergini.

Resterà per sempre chiusa quella porta

e muto il cigolio, così l'approccio

con le paure del diniego,

ma senza un velo di certezza sarebbe stato

come il cantare prima del gallo

o raccogliere vento col cesto di vimini

senza fondo.

Il tempo non aspetta

avaro come sempre.

 

Appena ieri addolciva il giorno

con voce di miele

e anche al più grigio

sapeva mettere occhi di sole e ali

a divenire di un volare senza fine.

 

Oggi s'attarda il pensiero

sulla tela delle memorie.

Oltre la siepe

dove i ricordi hanno dimora,

l'albero dei desideri

ha foglie che sbiadiscono

ancor prima del rinverdire.

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 

“IL NOSTRO DAVIDE”

Sbocciano ricordi

per mari di frumento, boschi di frutteti

e l'infanzia dei nostri figli.

Due perle nere rare sono lì

sul tondo rosa del melagrano.

Fili di seta maron glacé scendono

sull'epicarpo mela persiana

e fra due ranette mature

fa tenerezza il fagiolino.

Ha voce muta quella foto

nell'accendersi del monitor,

ma il sorriso ha l'alba della vita

in tutto il suo glamour.*(1)

Questo è il nostro Davide.

Ogni mattina è lo sbocciar di primavera

in tutti i suoi fragori,

è luce che entra nell'anima

e filtrando dal cuore

riempie d'amore i giorni nostri.

 

(1) glamour: fascino irresistibile

 

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 

“DOMENICA DI PASQUA”

Sulla lavagna del cielo

lampi abbacinanti e brontolii fievoli

giungono dalla collina.

Unico assolo, campato in aria,

il canto della cicala, mentre il sole brucia

in un'estate fuori stagione.

Gocce dorate nell'ombra

maculano il cuscino d'erba

e la pellegrina del ciclo puntuale

torna a volteggiare nell'aria.

Nell'acqua di primavera del rio

dai colori verde-azzurro

le rane si sgolano in un festival di toni

e i biancospini che hanno occhi fioriti

in asseto di filare accarezzano il cielo.

Cala tiepida per le strade del paese

nella musica di salici

orchestrati dalla brezza, la sera.

Tutto sa di primavera, anche il buio

negli occhi delle case che si accendono

in questa domenica di pasqua.

L'autore Franco Carlo Lorenzetto

 

 

 

 

 

 

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