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Maria Teresa
Martini - Pittrice
Maria Teresa Martini
Lampronti, laureata in Biologia, vive e lavora a Verona.
e_Mail dell'artista:
glampronti@tim.it
Si
è diplomata in Pittura e Belle Arti all'Accademia "Cignaroli" di
Verona. Ha frequentato in seguito vari corsi di perfezionamento.
A
partire dal 1975 le sue opere, esposte in diverse Mostre
personali e in Collettive, hanno riscosso in ogni occasione
lusinghieri apprezzamenti di critica.
Il
percorso artistico dell'artista
Maria Teresa si evolve dal figurativo-moderno, dei
primissimi anni, all'espressionismo molto personale degli anni
'80. Successivamente la sua pittura muta radicalmente verso le
forme astratte che oggi caratterizzano le opere più
significative. Un
pittore lavora con il colore o all'interno di esso. Alcuni lo
considerano parte concomitante della forma, perciò subordinato
ad essa. Per altri, invece, e in misura sempre crescente, il
colore rappresenta il più importante mezzo di espressione del
linguaggio pittorico. Qui esso raggiunge l'autonomia, nella
ricerca, in particolare, dell'effetto psichico: un'esperienza
estetica evocata dall'interazione dei cromatismi contrapposti.
Nel 1991, in particolare, l'artista
Maria Teresa Martini ha partecipato all' "Esposizione Internazionale degli Artisti
Contemporanei" nella prestigiosa sede di Firenze e, su invito,
al "Premio Suzzara" nel 1993.
Nel 1995 ha esposto le proprie opere alla
"Galerie Villa Falk"
di
Innsbruck.
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"Alla
Ricerca dell'Universo Perduto" Immagine n. 6
- olio e
tempera - 100x100
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"Voglio
conoscere come Dio
ha creato
l'Universo.
Voglio
conoscere i suoi pensieri.
Tutto il resto
è dettaglio"
Albert Einstein
(1879-1955)
Hanno parlato di
Maria Teresa Martini i critici:
Alessandro Mozzambani - Giorgio Trevisan
- Italo Lucani
- Vera Meneguzzo. Ed altri.
Il suo nome e sue opere appaiono in
Cataloghi ed annuari d'arte ed in volumi di didattica
propedeutica:
Archivio - Arte -
Arte In - Arte Leader - Arte &
Arte –
Brescia Oggi -
Flash Art – Il Mattino - Il Nuovo Veronese -
Il Resto del
Carlino –
L’Adige -
L'Arena
- La Gazzetta di
Mantova - La Nazione - La Voce di
Ferrara
– La Voce del Friuli
-
Verona Sette.
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"Alla Ricerca dell'Universo Perduto" Immagine n. 5
- olio e
tempera - 70x80
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"La filosofia è
scritta in questo grande libro che sempre ci sta aperto davanti
agli occhi, io dico l'Universo, Egli è scritto in lingua
matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi e altre figure
geometriche"
Galileo Galilei
(1564-1642)
ANTOLOGIA CRITICA
"Nella produzione più recente la
Martini
ha ulteriormente ra-zionalizzato il proprio astrattismo
istintivo nella sintesi di figurazioni dotate di stupefacente
concettualismo coloristico."
Italo Lucani
"Ecco
altresì la logica - magari ancora nata dall'irrazionalità -
della cura sofisticata della
Martini,
ma non alla forma, casomai alla non-forma e dove il colore
viaggia in andata e ritorno con la sua meteora: ora non più
sublime ma dell'intelligenza espressiva. Sono eleganze inedite,
ricche avvenenze cromatiche, intuizioni pittoriche calde e
fermentanti. Tutto ciò non vuoi dire eleganza di superficie,
senza motivazione oltre l'immediata sensibilità del tocco.
Perché resta determinante la scoperta del colore con i suoi
infiniti incontri ed abboccamenti. La pittura vede il suo
stanarsi fisico nella altrimenti dirompente novità, notizia dell'immaginazione che accompagna il dipingere".
Alessandro
Mozzambani
“Matematica,
geometria, poesia, filosofia; la quadratura del cerchio, la
legge dei grandi numeri, la formula della pietra filosofale
diventano turbine che scompone regole. E dal turbine il
procedere pittorico tenta di ricostruire la tecnica
dell'equilibrio delle cose. Da questo, un senso costante di
tensione, di attesa, di provvisorio, di non-finito: il segno
pare sempre sul punto di diventare "altro" dalla sua
espressione.
I dipinti
della
Martini,
come un susseguirsi di preludi, concerti e sinfonie, compongono
l'interminabile saga di una "Ricerca
dell'Universo", della sua originalità segreta e della sua
inneffabile armonia. L'artista si cimenta in un singolare
astrattismo: mistico, poetico e “romantico”. Che fissa per
territorio di escursione l'Infinito dove il colore-forma è anche
pretesto per una ricerca ontologica. … L'artista
esplora lo spazio alla ricerca di un segno che sia la "chiave"
dell'Insoluto, senza che mai questa ricerca rischi di apparire
come uno sforzo angosciante e ossessivo: luce e colore lo
sostengono in un "caos" cui la pittrice conferisce
personalissime regole.
“In
principio era il caos", appunto: una realtà non ancora
decifrata. Quella che la pittrice cerca di aggregare dentro i
confini della tela, per selezionarla, scrutarla, passarla
all'analisi più puntigliosa. Ma sempre con stupore e
smarrimento.
Un
“malessere" che imprime un moto, una energia cinetica, impulso
di creatività; una vibratilità cromatica che segue il tragitto
di metaforiche linee curve e misteriosi segmenti.
Il dominio
dell'Insondabile aggalla da un blu-azzurro che non appare né
acqua né cielo, ma sostanza indefinita, ancora incerta tra il
librarsi nell'atmosfera, oppure scorrere a riempire le cavità
della Terra. Il magma
trabocca nel giallo rovente della colata vulcanica appena
scaturita dall'ombelico del Pianeta. O si stipa nell'aggrumarsi
di forme antropomorfe che non sanno ancora se avranno pelle di
serpente o corpo piumato. Mentre gira
la ruota che non conosce ancora la cadenza del tempo.”
Vera
Meneguzzo
“La
suggestione della sfida cromatica nella pittura di
Maria
Teresa Martini.
La prima
sensazione è quella di ma pittura energica, oserei dire
«mascolina», anche per l'impatto materico, le sciabolate di
luce, la gestualità, i colori timbrici.
È pittura
timbrica e non tonale e noi siamo abituati a coniugare al
maschile o al femminile la forza cromatica risultante da
un'opera pittorica. Colpisce la
forza e l'immediatezza dell'esecuzione, entrambe capaci di
assecondare la freschezza dell'ispirazione. La
spontaneità e l'urgenza esecutiva sembrano negare ogni rovello
progettuale o, quanto meno, nascondere il travaglio del
concepimento e la sofferenza della costruzione. Tutte le opere
sono sostenute dal colore, le composizioni non nascono da un
disegno preparatorio e tuttavia in esse si avverte quel telaio
strutturale che porta la pittrice intuitivamente verso
obbiettivi di equilibrio complessivo, generale. Alberi,
paesaggi, nature morte: strutturazioni di vaga rimembranza
cubista, dove le forme sono analizzate nelle loro linee di
forza, ma non squadernate o lacerate fino all'estremo limite di
riconoscibilità.
La figura
sta entrando in punta di piedi nelle opere di questa pittrice.
Si affaccia timida tra le composizioni già più salde e più
sicure, ma annuncia la voglia di accamparsi a pieno titolo
attraverso un processo di sofferta maturazione. L’ultima
riflessione ci viene quasi strappata da quei sorprendenti
accordi cromatici, liberi e acrobatici, tali da mettere i
brividi ad ogni morbida tavolozza tonale. Bisogna pure
aggiungere che l'accordo tonale giocato su poche note scelte tra
i colorì della stessa famiglia è cosa relativamente facile.
Mettere in campo la forza timbrica di tutti i colori
disponibili, muoversi su tutta la tastiera cromatica, senza
selezionare e senza scartare una sola voce dell'intera gamma, è
un problema più difficile: è necessario l'artista. Sorprendente
è quindi la capacità cromatica della
Martini
nel destreggiarsi a tutto campo, uscendo vittoriosa da ogni
spericolato duello coloristico: affrontato peraltro non per il
piacere di misurarsi con un difficile impegno, ma essenzialmente
perché la sensibilità pittorica dell'artista fa leva proprio
sull'assoluta personale necessità di esprimersi con tutti i
mezzi cromatici che, ben accordati, raggiungono un ammirevole
livello artistico in ogni opera. …”
Gianfranco
Caffi
“Il tema
affrontato dalla pittrice è quello di una "ricerca
dell'Universo", compiuta attraverso l'approfondimento
conoscitivo dei mezzi espressivi, l'uso spontaneo ma controllato
del colore, del segno e delle forme. … L'idea di
trasferire la grandezza dell'universo nelle piccole dimensioni
del quadro non appare certamente un compito facile tuttavia,
sorretta da una ricca quanto feconda fantasia, l'artista sembra
riuscire nell'intento di ridurre, quanto meno, le distanze
immense che dividono la Terra dal Cielo. …
In
Maria
Teresa Martini Lampronti
la pittura si sospende nei giardini colorati dell'astrazione,
confondendosi in una estesa gamma cromatica che sembra
direttamente provenire dalle accensioni e dalle ombre
dell'Universo. Molti suoi
quadri ricreano una immaginazione che si lascia trasportare nel
mondo delle vertigini cromatiche e dell'irregolarità del segno,
presentandosi come tessere di colore che si intrecciano, si
scontrano e si coagulano sulla superficie dell'opera come se
fossero il solo mezzo espressivo capace di dare vita e respiro
atta visionaria e ricca immaginazione della loro Autrice.”
Giorgio
Trevisan
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"Alla
Ricerca dell'Universo Perduto" Immagine n. 7
- olio e
tempera - 100x100
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"La Galassia in
realtà non è altro che una congerie di innumerevoli stelle
raggruppate in enormi grappoli"
Galileo Galilei
ATTIVITA’ ARTISTICA
Alcune Esposizioni personali e Collettive
1990 -
"Dogana Veneta" di Lazise (Verona).
1991 -
"Esposizione Internazionale degli Artisti Contemporanei",
Firenze.
1993 -
"Premio Suzzara" (Mantova).
1995 - "Galerie
Villa Falk", Innsbruck (Austria).
1996 -"Heim
+Verkaufsstellung",Monaco (Germania).
1997 -"Galene
Holzner",Rosenhein (Germania).
1998
-"Galleria Gnaccarini",Bologna.
1999 -°Art
Expo", Barcellona (Spagna).
2000 -
"Lineari Gent", Belgio.
2001 - "Rathaus
Galerie", Waindhofen/Ybbs (Austria) - Galleria dell' Arsenale di
Verona - "Lineari Gent (Belgio).
2002 -
Galleria "Arte ex-Macello",Verona.
2003, 2004,
2005, 2006 - Galerie "Bertrand Kass", Innsbruck (Austria).
2007 –
Società “Belle Arti”, Palazzo della Gran Guardia, Verona.
Mostre personali e collettive
1979 -
Esposizione all'Accademia «Cignaroli», Verona
1980 -
Esposizione ali Accademia «Cignaroli», Verona
1981 -
Galleria «La Loggia», Udine
1982 -
Concorso Nazionale di Pittura «Premio S. Abbondio», San
Bonifacio (Verona)
1983 -
Concorso Nazionale di Pittura «Premio San Valentino» di
Bussolengo (VR)
- Concorso
Nazionale di Pittura, Croce Bianca (Verona)
1984 -
Biennale Nazionale d'Arte «A. Cesari», Castel d'Azzano (VR)
1985 - «Sala
Morone» al Chiostro di San Bernardino, Verona
-
Esposizione Opere dei Maestri d'Arte veronesi, Palazzo Gran
Guardia, Verona
1987 -
Galleria «II Tarlo», Verona
1988 -
Galleria d'Arte «Benaco», Bardolino (Verona)
- Centro
Culturale di Peschiera (Verona)
- Concorso
Nazionale di Pittura, scultura e grafica, Vigenza (Padova)
- Centro
Artistico Ferrarese, Ferrara
1989 -
Galleria d'Arte Contemporanea, Malcesine (Verona)
- Galleria
S. Giorgetto, Verona
- Concorso
Nazionale di Pittura «Premio San Valentino» di Bussolengo
(Verona)
1990 -
Piccola Galleria «UCAI», Brescia
-
Castelvecchio «Circolo Ufficiali», Verona
- Sala
Dogana Veneta, Lazise (Verona)
- Sala
Mostre «Comprensorio Val di Fiemme», Cavalese (Trento)
- Heritage
Two Thousand Gallery, Austin-Texas (U.S.A.).
La carriera
artistica di
Maria Teresa
Martini
è costellata di
numerose onorificenze, un ricco curriculum espositivo che
coinvolge diverse città italiane e straniere.
La sua arte
trova consensi e lusinghieri apprezzamenti dalla critica
qualificata, dal pubblico e dalla stampa.
Partecipa
attivamente a mostre personali, collettive, concorsi ed
esposizioni importanti.
Le opere di
Maria Teresa
Martini
sono pubblicate in cataloghi ed importanti annuari d'arte
specializzata.
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