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Lo
scultore Aurelio Nordera
(foto di Vito Magnanini)
"Carnac"
(Bretagna)
" Mi trovai al calar del
sole in uno scenario di grosse pietre conficcaste
nel terreno per lunghe e svariate file: ero a Carnac.
Più il tempo passava e più l'emozione
si faceva forte: le ombre si allungavano, il
buio saliva dal terreno e il cielo dell'Atlantico basso e luminoso
mandava gli ultimi bagliori. Sdraiato al
suolo un senso
di sgomento mi pervase: questi fantasmi radicati al
buio della TERRA si
ergevano come giganti verso la luce del CIELO capaci di
evocare il profondo senso del mistero. "
L'artista
Aurelio Nordera
- 1989
Aurelio Nordera
nasce a Cazzano di Tramigna (Vr) il 1° febbraio 1933.
Risiede
e lavora a Mantova.
Aurelio Nordera
si dedica all'insegnamento,
in parallelo con l'esercizio dell'attività plastica, prediligendo fra i
materiali la terracotta e il marmo. Negli anni Sessanta, mentre prosegue
una ricerca che ha tra gli altri referenti Manzù, Greco, Moore ... l'artista si
dedica anche all'arte funeraria e sacra, con committenze pubbliche e private.
Agli anni Settanta risale un'interrogazione della materia volta più ai problemi
della forma che alla trasmissione dei contenuti; negli anni Ottanta
Nordera
comincia a sperimentare categorie inconsuete della scultura, il movimento e
la leggerezza, sfidando anche la statica compattezza del marmo. Su
questa ricerca di volumi dinamici e di piani diversamente mossi dalla luce,
egli insiste negli anni Novanta, accentuando il processo di "trasfigurazione"
della materia; "in questi anni la fantasia dell'ala
- scrive Bartoli si tramuta in quella del vento, come se un soffio 'divino',"
(Nordera
si abbandona alla fascinazione del mito, alla suggestione delle Muse)
infondesse uno slancio vitale al corpo sottratto alla figurazione e
rimaterializzato nelle forme cave dei panneggi, delle Vesti scompigliate,
con la forza dell'illusione e la perizia dell'artefice. Anche i piccoli
bronzi Contro vento dicono l'eleganza di un movimento cui si abbandonano,
come a un abbraccio, le figure femminili velate che paiono la metafora stessa
della scultura. Nel marmo, la purezza della linea e della forma plastica
rivela consonanze brancusiane, accanto agli espliciti rimandi ad Arturo
Martini, attraverso il recupero di Wiligelmo e Niccolò che consentono
all'artista di risalire al purismo primitivista dei temi arcaici, recuperati
anche attraverso la scultura del secondo dopoguerra e che gli permettono di
dare espressione a una visione del mondo insieme pagana e religiosa. La
produzione plastica è accompagnata da disegni, che non sono mai semplici
esercizi preparatori o appunti bozzettistici, ma studio della forma, studio
di figure e di epifanie che rivelano "la cura del
comporre" (E Bartoli), pur nella rapidità essenziale del segno.
Hanno scritto dello scultore
Aurelio Nordera:
Umberto Artioli - Francesco Bartoli -
Mario Cattafesta
- Renata Casarin - Claudio Cerritelli - Gian
Maria Erbesato - Giannino Giovannoni - Benvenuto Guerra - Francesco Martani -
Annarita Morselli - Noberto Novetti - Franco Piavoli
- Alessandro Righetti - Maurizio Rossi -
Giorgio Segato
- Stefano Siliberti - Noris Zuccoli.
PRESENTAZIONE CRITICA ALLO SCULTORE
AURELIO NORDERA
A CURA DI CLAUDIO CERRITELLI
Il
mestiere dello scultore, la disciplina dell'invenzione
"Dalla
coscienza della morte come evento non ultimativo
Nordera
risale verso il piacere inesauribile
della
vita che cela un mondo sconfinato di sapienza, di verità e di
illuminazione, zone inesplorate dell'essere che nessuna scienza è in grado di conoscere.
La ricerca della scultura
non deve dunque essere solo formale ma soprattutto esistenziale, farsi
linguaggio di una sensibilità che trae dal mondo circostante,
e soprattutto da se stesso, la forza per raccontare i piccoli e
grandi poemi dell'uomo, la tensione cosmica
dello spirito, il fermento della natura
come energia latente, in una continua interrogazione intorno all'origine
e al destino dell'arte.
L’artista desidera sorvegliare ogni movimento della forma, seguire le fasi del
suo sviluppo, ma soprattutto
ama immaginarla sospesa tra l'atto di rivelarsi
e di mantenere il segreto del proprio farsi immagine.
Egli inoltre considera il lavoro come un lente
approssimarsi alla forma, un
prolungato calcolo delle proporzioni che consente di trasgredire i canoni,
di forzare l'equilibrio delle linee, di intraprendere un cammino verso nuove
dimensioni simboliche del corpo. E il corpo è - prima di tutto - la
materia stessa, la quantità di lavoro che essa richiede, la qualità del
suo peso immaginativo, la leggerezza del sogno poetico che si impadronisce della
realtà plastici delle forme.
.... Si tratta di un
atteggiamento che risponde a principi morali
simili a quelli che un maestro della
scultura contemporanea amato da
Nordera,
Adolfo Wildt,
solleciti nella coscienza dei giovani
scultori, come un monito che non va trasgredito:
"Dedizione della miglior
parte di te all'opera tua; piena umiltà profonda dinanzi agli insegnamenti della
natura... sincerità e lealtà assolute ... ardire nell'affidarti alle tue
ispirazioni: volontà paziente e indefessa al
lavoro.”
… La capacità di far
sentire la materia come corpo vivente, in grado
trasformare la figura in una visione che
rinnova in modo sempre diverso il rapporto con il soggetto, il
modello, il vincolo iconografico.
Ancor più necessario è superare la meccanicità della manualità,
assecondare le qualità intrinseche della materia come
naturale colloquio con la sua identità, far prevalere
le energie dell'immaginazione sulle regole
dell'esecuzione, che pur
sono importanti per realizzare l'idea nella verità del marmo.
Opera dello scultore Aurelio Nordera:
"Orfeo" - Marmo di Carrara - 2000

…. L’immagine è generata dal
respiro equilibrato del marmo che avvolge
ogni soluzione formale, la superficie
levigata non è mai gelida e
asettica ma costantemente pervasa da una sensualità che fa pensare
alle vibrazioni dell'epidermide, agli spasimi
inavvertiti della carne. …
La scultura si erge nello spazio per poter
esser osservata da ogni punto, suscita relazioni con l'ambiente
circostante
e con la luce che l'avvolge durante le ore della giornata. … Nordera
tratta il corpo della donna come forma
ovoidale, si comprende che la scelta risponde all'esigenza di sentire la figura
come luogo dell'origine, elemento di germinazione
fisica e spirituale, nucleo
simbolico che trasforma la rappresentazione della genesi nell'attimo sospeso in cui
l'immagine viene alla luce. ….
Affidare alla luce la possibilità di captare la
fluida corporeità dell'immagine sacra è una
delle sfide più alte che
Nordera ha saputo condurre in
rapporto al suo pellegrinaggio di figure alla ricerca della propria origine,
sempre in tensione con il riconoscimento del
visibile. … Lo scultore mette in dubbio la visione retinica del
reale come garanzia della forma, supera il
concetto di figurazione
per tentare l'esperienza del figurabile,
vale a dire la condizione precaria ed
effimera di ciò che può essere visto, là dove tutto è incerto, transitorio,
prigioniero del proprio divenire: tranne la
fiducia assoluta nel valore dell'opera
come rivelazione. In questa opera fondamentale del percorso di
Nordera, l'artista porta il concetto di scultura a dialogare
con la superficie come dimensione allusiva,
evento senza fine, infinita attesa
percettiva dell'immagine
sacra, itinerario verso l'altra parte del visibile,
dove il volto del Cristo si rivela attraverso l'esperienza rivelatrice della
luce.
Le figure del vento, i corpi dell'assenza
Opera dello scultore
Aurelio
Nordera
-
"Sfera 1"
terracotta e
ossidi - cm 33x33x33 - 2004

Parallelamente
alla stagione dei marmi la ricerca di
Nordera
attraversa l'esperienza delle terrecotte
(1989-2004) che trasformano la figura in un evento mutevole,
in un fluire di movimenti che si espandono e si contraggono con la forza del
corpo che si lascia avvolgere e sconvolgere dal dinamismo dei veli e delle
pieghe. Alla modellazione fluente delle
figure l'artista fa seguire un ciclo di sfere, nuclei di terracotta
interi o
sezionati, che mostrano un
ulteriore interesse per il valore primordiale
della materia, in funzione di
una dimensione cosmica dove il dialogo tra gli elementi primari
si impone con tutta la carica delle
contaminazioni fisiche e immaginative.
Opera dello scultore
Aurelio
Nordera
-
"Sfera 4"
terracotta e ossidi - cm 40x33x33 - 2004

…
Le sculture si muovono sul peso
della leggerezza, le tensioni si alternano tra terra e cielo alla
ricerca
di equilibri sempre diversi, in bilico tra
il gravitare
della materia e il desiderio di liberarsene, fino a fermare
il movimento in un punto estremo del suo divenire.
La profonda passione di
Nordera per la terracotta risponde all'esigenza
di un contatto immediato con la
materia come processo manuale che unisce le ragioni
del progetto all'emozione dell'esecuzione. La duttilità
della terra permette all'artista di lavorare sul ritmo dell'espansione,
sull'energia pulsante delle forme che assumono un ruolo coinvolgente
nella definizione dello spazio occupato. …
Modellare la terra diventa, dunque, una similitudine
del gesto creativo isolato da ogni contingenza, atto generativo della visione
che si congiunge con l'immagine della veste che vela e rivela il fondamento
vitale del visibile.
… Nella serie di sfere
plasmate e contaminate da ossidi e schegge ferrose
l’artista
prosegue il suo colloquio con la natura attraverso la conoscenza dei processi di
trasformazione della materia.
Opera dello scultore
Aurelio
Nordera
-
"Sfera 2"
terracotta e ossidi - cm 40x33x33 - 2004
La terracotta non serve
più a realizzare tecnicamente le figure trascinate dal vento o adagiate nel
silenzio della meditazione ma è materia attiva che si modifica attraverso il
divenire del suo organismo concreto. Sollecitando l’azione delle forze
naturali, lo
scultore-alchimista assume la temperatura della
terra come condizione della sua possibile
invenzione, per questo
favorisce la propagazione dell'energia in tutte le direzioni.
Anche l'idea del fuoco entra in gioco,
come riferimento simbolico ma soprattutto come strumento che agisce
all'interno delle strutture dinamiche della terra, elemento che
fa evolvere la sua immagine nella
molteplicità delle forme possibili.
Il fuoco è calore, luce
bruciante, traccia del fuoco stesso, alterazione della materia,
fiamma che modifica l'epidermide del corpo
annerendola per combustione."
ANTOLOGIA CRITICA
Opera dello scultore
Aurelio Nordera
"Sindone" marmo di Lasa - cm
55x55x4

"La sacra Sindone
è senz'altro la più ieratica delle sue sculture. Quello del Cristo è uno dei
volti più intensi ed enigmatici mai scolpiti da Nordera. È un accecamento
l'orma di quel volto assoluto che par
sorgere
da ere remote, come germogliare direttamente dal marmo per una energia
intrinseca, indomabile. È una 'musica d'angeli', scriverebbe il poeta, l'eco
immaginaria dell'attrito dei ferri da lavoro, che nel candore della materia, con
irruenza dolcissima sono andati a cercare la
forma, a precisarla proprio nel suo continuo svanire".
Gian Maria
Erbesato
" ...
Nella
Sindone di
Nordera
la luce non si limita a modificare l'immagine combinandosi variamente con le
tante possibili prospettive di lettura.
... Una certa luce ed una certa prospettiva, ..., creano
l'immagine, la fanno essere. Con la sola luce possiamo riprodurre
all'infinito lo stesso meccanismo di creazione dell'opera. Il lento lavoro
dell'artista, che trasforma la materia in immagine, si realizza infinite
volte, in un istante, con un semplice moto di rotazione. ... E' come se
lo scultore, defilandosi, consegnasse lo scalpello alla luce, la sola
ultimamente capace di trasfigurare la pietra in volo. ... Un aspetto di
originalità che fa della sindone di
Nordera qualcosa di unico: il volto che compare è manifestamente quello di Cristo, immagine di ciò che non ha immagine, come la trascendenza di Dio, nascosto,
ma visibile, lontanissimo, ma presente, mysterium tremendum et fascinans.
Lasciare intravedere il volo di Dio nella pietra è chiamare l'uomo a prendere
posizione;
è chiedergli di vederlo nel volto del fratello; è innescare un meccanismo
estetico, etico e teologico insieme."
Maurizio Rossi - Da un testo inedito - 2004
" ...
La
conoscenza è il dettato della scultura di
Aurelio Nordera, coscienza dell'essere e del fare quali soli termini di legittimazione
operativa dell'artista. Prima che la coscienza irrompa può insorgere
l'apparire, la sorpresa.
...
Fonde pensiero dell'antico e sentimento del moderno perchè tutto va esplorato,
colto, trascritto in simbolo: ciò che resta è il corpo, leggero, della
scultura."
Renata Casarin - 1996
"Lo
spirito cercante di
Nordera, sembra
attingere vertici di
sintesi
estreme, di brancusiana essenzialità e spiritualità. ...
Nordera
nel realizzare il suo mondo di terrecotte, di bronzi e anche di pietre
s'era nutrito dei valori più autentici della scultura italiana da Wiligelmo
fino ad Arturo Martini e Manzù, rivisitandoli con viva originalità e
sensibilità moderna, in questi ultimi marmi sembra attingere vertici di
sintesi estreme, di brancusiana essenzialità e spiritualità."
Alessandro Righetti - 1995
" ...
L'artista è colui che ascolta le voci interrate e raccoglie il muto messaggio
dei sassi che considera imbevuti di segni. Scolpire significa
destare tensioni di vita e trasferirle nel chiaro cavandole dalla stessa
morfologia della pietra; e vuol dire anche , avendo a che fare con
materie malleabili, imprimervi motivi di origine spirituale. Dal basso
all'alto e viceversa. Esattamente quel che fa
Nordera
nella
doppia serie dei marmi e delle terrecotte (da cui derivano i bronzi),
da un lato levigando ( dando luce) e togliendo, da un lato conservando
l'aspra potenza dei vuoti pregni d'ombra e dei nudi spaccati di roccia. ... Il
trasfigurare di
Nordera ha carattere positivo e anche nelle punte
più estreme salva la memoria del modo. ... Terrestre o divino, cieca forza
elementare ma anche epifania angelica, il "vento" declina stazioni esistenziali
e trasalimenti interiori, storie di corpi e di anime.
... Un'avventura del corpo in frammenti in un frantumato, intimo e
antimonumentale racconto di resistenze e di elevazioni, che la potenza
simbolica del "vento" ritesse come mistero."
Francesco Bartoli - 1993
"
... La scultura di
Nordera
è percorsa da una tensione
(da un
anelito di perfezione non soltanto formale) che anima spiritualmente la
materia e ne riscatta la greve opacità. Per questo l'opera
dell'artista mantovano abita il tempo della storia e insieme lo trascende,
soffre l'attimo presente mentre adombra l'oltre e l'altrove; apre
nella "notte" della materia un trepido varco per l'aurora dello spirito.
Allo scultore è familiare il gesto più antico: dar con "soffio" vita alla
creta."
Benvenuto Guerra - 1991
Poesia di Alberto Cappi per
Aurelio Nordera
"Sindone"
"La pagina del cielo
graffiata dal lampo.
Senza vele
la nudità del Dio.
Tu sei il nome. Il segno
non ha scampo."
Opera dello scultore
Aurelio Nordera
"Contro vento 4"
1992 - Bronzo - cm 40x10x28

"Contovento"
Vedrai,
settembre brucerà le vesti.
Colui che viene sosta alle
fonti ove ardono i volti.
Esci,
il visitatore è muto,
sparso il tempo
dal ventaglio delle notti.
Si accendono i semi del mattino,
i paesi remano nel vento.
Poesia di Alberto Cappi
ATTIVITA' ARTISTICA
Aurelio Nordera
ha modellato per la Chiesa parrocchiale di Marengo (AL) quattro monumenti della
vita di Maria "Annunciazione" - "Maternità" - "Discesa dello Spirito Santo" -
"Assunzione".

"Maternità" 1962 - bronzo
- cm 30x13x12

"Maternità" 1962 - bronzo
- cm 20x37x37
Mostre personali e collettive
1996
Mostra Collettiva. "Intercity
Mantova - Zagreb: tre scultori virgiliani",
Zagabria, Croazia.
Mostra
Collettiva. L'arte in un palmo di mano", Mantova,
Atelier Arti Visive Ducale.
Mostra Collettiva. "Mostra Comunità Cimbra", Erbezzo (Verona)
Mostra
Collettiva. "Premio Italia per le Arti Visive
1996", Borgoforte (Mantova).
Mostra
Personale. "Scultura e musica", San Martino
dell'Argine (Mantova)
1997
Mostra Collettiva. "VI Biennale de la Falence", Nevers, Francia.
- Mostra
Personale. "Opere recenti", Firenze, Ken's Art
Gallery.
- Mostra Personale. "Scultura", Bozzolo (Mantova), Pro
Loco
- Mostra Collettiva. "L'idea del sacro nell'arte contemporanea", Modena, Galleria Punto Arte
Mostra Collettiva. "Premio Italia per le Arti
Visive 1997", Certaldo (Firenze), Palazzo
Pretorio
-
Mostra
Collettiva. "Terrecotte", Mantova, Casa di Rigoletto.
- Mostra
Collettiva. "Libri da appendere", Mantova,
Atelier Arti Visive Ducale.
- Mostra
Collettiva. "Premio Italia per le Arti Visive
1997", Borgoforte (Mantova).
- Mostra
Collettiva. "Motivi di scultura mantovana del
Novecento", Mantova, Palazzo Te
-
Mostra Collettiva.
"XXXVII
Premio
Suzzara", Suzzara
(Mantova)
- Mostra Collettiva. "Mostra del Presepe", Tenno (Trento), Casa degli Artisti.
- Mostra
Collettiva. "Il segno inciso - L'incisione mantovana del Novecento", Quistello
(Mantova), Pinacoteca.
1998 Mostra Collettiva.
"L'Apocalisse di Giovanni", Mantova, Palazzo Ducale.
- Mostra Personale. "VI mostra internazionale del manifesto
oncologico", Mantova, Palazzo Ducale
-
Mostra Personale. "Sculture recenti in marmo", Mantova, Galleria
Einaudi.
- Mostra
Personale. "Scultura", Cazzano di Tramigna
(Verona).
- Mostra Collettiva. "Arte Fiera '98", Bologna.
-
Mostra Personale.
"I edizione Rassegna di scultura - I
maestri del '900 mantovano", Mantova, Palazzo Ducale.
1999 Mostra Personale. "Sculture", Firenze,
Ken's Art Gallery.
- Mostra
Personale. "... e il corpo è assente", Mantova,
Università della Terza Età.
-
Mostra Collettiva. "Narciso", Mantova, Atelier Arti Visive
Ducale.
- Mostra Collettiva. "Viaggio nel collezionismo mantovano -
L'arte del disegno", Mantova, Atelier Arti Visive
Ducale.
- Mostra
Collettiva. "60 artisti mantovani per Missione
Arcobaleno", Mantova, Centro Baratta.
-
Mostra Collettiva. "Internazionale d'arte contemporanea e
d'avanguardia", Venezia, Porto di Marittima.
2000
-
Mostra
Collettiva. "Lo sguardo sul volto", Reggiolo
(Reggio Emilia)
- Mostra Collettiva "Il disegno a Mantova
1950-2000" Quistello (Mantova) Pinacoteca.
- Mostra Collettiva. "Arte a Mantova
1950-1999", Mantova, Museo Diocesano Francesco Gonzaga.
2002
-
Mostra Collettiva. " Prima
mostra-concorso". La Madonna del Popolo, Verona, Cattedrale.
- Mostra Collettiva "Pensare Mantova la città
delle idee", Mantova, Palazzo della Ragione.
2003 - Mostra Collettiva
"Primavera in arte", Bogara (Verona), Maggi Art Museum.
2004
Mostra antologica. 1970-2004, Casa del Mantenga Centro d’Arte Moderna e
Contemporanea di Mantova.
2005
Mostra personale. Monastère de Saorge – Centre des Monuments Nationaux, FRANCIA.
2006
Mostra personale. Loggia dei Mercanti, Mantova.
2007
Inaugurazione fontana “San Giorgio e il drago”, Comune di San Giorgio (MN)
2008
Mostra collettiva. Scenari mantovani, Teatro Comunale, Reggiolo (RE):
Aurelio Nordera
ha partecipato alla
Rassegna d'Arte Contemporanea
Dal 2 al 16 Marzo 2008

Teatro comunale
Presenta la mostra lo storico dell'Arte
Sabrina Arosio
Comune di Reggiolo - Assessorato alla
cultura
Con il Patrocinio di: -
Provincia di Reggio Emilia - Provincia di Mantova.
1998 – 2008
“Arlecchino d’oro”. Ideazione e Realizzazione della statua in bronzo, premio
della Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo ad artisti della
scena internazionale.
Bibliografia
1997
R. Guadagno, Terracotta si fa in otto, Gazzetta di Mantova, 30 gennaio.
- (Alca), Mantova
espone a Nevers, Gazzetta di Mantova,
12 marzo, p. 25.
- L'idea del sacro nell'arte, Gazzetta di Mantova, 12
marzo, p. 25.
- Successo in Francia degli artisti mantovani, La Voce di Mantova, 17 aprile, p.
11.
- (Alca), L'arte mantovana a Nevers, Gazzetta di Mantova, 17
aprile, p. 31.
- F Andretta - G.
Zecchini, a cura di, Coquina Phantesiae, Civiltà della tavola a Mantova in Casa Mantegna, catalogo.
-
La fantasia è
in tavola, Gazzella di Mantova, 3 maggio.
-
L. Pescasio, Quel dono del Podestà targa
Ginori, La Voce di
Mantova, 5 maggio.
- G.M. Erbesato,
Motivi di scultura mantovana del '900,
catalogo, Mantova, Museo Civico, Palazzo Te
-
Il Te apre agli
artisti. In mostra la moderna e la contemporanea,
Gazzetta di Mantova, 13 maggio
-
M. Cattafesta, Scultura al Te, Gazzella
di Mantova, 17 maggio
- La vetrina degli artisti, Gazzetta di Mantova, 24 maggio
-
L. Guindani,
Terrecotte. Opere di Bergonzoni, Falchi, Iori, Nenci, Nordera, Sabbadini, Seguri, catalogo, Ass.
Cultura di Mantova.
- Come... pertinenze e indipendenze dell'arte, catalogo,
Certaldo, Palazzo Pretorio.
- Il segno inciso, L'incisione mantovana del novecento,
catalogo mostra, Quistello, Pinacoteca
Comunale, p. 30 37° Premio Suzzara,
Immagini di realtà Immagini reali, a
cura di Mario Cadalora, Giannino Giovannoni, Antonello Negri, Marco
Rosei, catalogo mostra, Suzzara, Galleria
d'Arte Contemporanea, pp. 26, 27.
-
Tutti gli artisti selezionati per il
Suzzara, Gazzella di
Mantova, 29 giugno
- S. Siliberti,
Nordera: Il volto infinito, Mantova, La Cittadella, 21 settembre.
- Un viaggio tra le
opere esposte, La Voce di Mantova, 23
ottobre.
1998
Stemma Ginori sulla Torre, copia dei Della Robbia in
P.zza Broletto, Gazzetta di Mantova, 17 marzo.
- G.M. Erbesato, Come idoli di pietra, catalogo mostra,
Mantova, Libreria Galleria Einaudi, aprile.
-
G.M. Erbesato,
Nordera al Centro Einaudi.
-
Nuove
forme nel marmo, Gazzetta di Mantova,
2 aprile Aurelio Nordera e le sue sculture. Una personale alla
Einaudi, La Voce di Mantova, 3 aprile.
-
L'apocalisse di Giovanni, catalogo mostra,
Mantova, Palazzo
Ducale, pp. 78, 79.
- L'arte racconta l'Apocalisse, Gazzetta di Mantova, 12
aprile
- Poesia nel marmo. Opere di Nordera al Centro Einaudi,
Gazzetta di Mantova, 16 aprile Fra storia e profezia nella tavolozza
dell'Apocalisse, La
Voce di Mantova, 1 maggio.
- Le Sculture di Nordera, Mantova, La Reggia, maggio
-
Anna Rita Morselli, Aurelio Nordera nell'Appartamento del Tasso
in Palazzo Ducale,
V
Mostra
Internazionale
del Manifesto Oncologico, catalogo mostra, Mantova,
Palazzo Ducale, pp. 31/35 maggio.
-
Vittorio
Zambaldo, La leggerezza è di pietra, ritorno in
patria per un artista del sacro, Verona, L'Arena, 6 giugno.
1999 m.c.
(Mario Cattafesta), Nordera a Firenze, (con ili.),
Gazzetta di Mantova, 10 marzo, p. 25.
-
Nordera, Luoghi
del ricordo, La Voce di Mantova, 13
marzo, p. 20.
- W. Corni, Riscontri internazionali alla Ken's Gallery.
-
Nordera fa colpo..., La Voce di Mantova, 27
marzo Maurizio Abbati, Luoghi della memoria, Luoghi dello
spirito, periodico mensile Viva Piazza,
Firenze Premio a Dario Fo, Arlecchino d'oro. Una scultura
bronzea di Aurelio Nordera, Gazzetta di
Mantova, 9 settembre.
- Sculture di Nordera in mostra, Gazzetta di Mantova, 1
ottobre
- Rodolfo Signorini, Sculture di Aurelio Nordera... e il
corpo è assente, Periodico...
le nostre mostre, Università della Terza età, Anno accademico 1999/2000.
2000
Giorgio Segato, a cura di, Lo sguardo sul volto, catalogo
mostra, Reggiolo (Re), Teatro Comunale, febbraio-marzo, pp. 10, 38, 39
- Il
disegno a Mantova 1950-2000, catalogo mostra, Quistello,
Pinacoteca Comunale, pp. 13 (ill.), 72
-
Il
premio... la statuetta di Tristano, Gazzetta di Mantova,
11 giugno
- Arlecchino, un premio firmato Nordera, Gazzetta di
Mantova, 3 luglio.
- Il trionfo dell'Arlecchino, La Voce di Mantova,
Renata
Casarin, Profili critici degli artisti in "Arte a Mantova.
1950/1999", Claudio Cerritelli, a cura di, catalogo mostra, Mantova, Publi
Paolini ed., pp. 138/141, 509.
2002
Posata in Viale Risorgimento la stele celebrativa dell'A-VIS, Gazzetta di
Mantova, 26 settembre
Nuova
Piazza dedicata a Verdi (Roverbella), Gazzetta di
Mantova, 14 ottobre.
2003
Pradello di Villimpenta, la chiesa ha un nuovo altare, in "La Cittadella", 5
ottobre.
2004
Statuetta Arlecchino d'oro, in "La Voce di Mantova", 30
giugno.
-
A. Righetti, “Aurelio Nordera: splendore e spiritualità”, La Gazzetta di
Mantova, 31 dicembre 2004.
2005 E. Cani, “Il mistero della vita nella
scultura di Nordera”, La cittadella, 16 gennaio 2005
2006 Nordera espone in Francia al Monastero
di Saorge”, La Gazzetta di Mantova, 15 settembre 2005
- “Viaggio tra le sculture di Aurelio Nordera nella
Loggia dei Mercanti”, La Gazzetta di Mantova, 15 settembre 2006
2007 “Fontana a San Giorgio di Mantova”, La
Gazzetta di Mantova, 23 aprile 2007
2008 “Scenari contemporanei”, La Voce di
Mantova, 23 febbraio 2008.
Pubblicazioni e cataloghi:
1. E Bartoli, "Il corpo, l'ala, il vento", in
cat. mostra personale
Palazzo Ducale- Sala Novanta, Mantova,
novembre 1993.
2. Cfr. C.F. Teodoro, "Per Aurelio
Nordera", in cat. mostra personale a cura di G. Zacchè, Manifestazioni
Sordelliane, Goito, 29 giugno-16 luglio 1995. Oltre alla bottega di tradizione
accademica di Enos
Passerini e Giovanni Minuti sono menzionati
i suoi maestri indimenticati al Venturi di Modena, gli artisti
Benito Boccolari e Marino Quartieri.
3. R. Casarin, "Il pensiero dell'antico e il
sentimento moderno
nelle opere di Aurelio Nordera", in Eco d'Arte Moderna,
1996.
4. A
proposito delle filiazioni stilistiche e culturali dell'opera
di Nordera vanno ricordati i riferimenti
individuati dalla critica nei vari periodi della sua ricerca. Per esempio: Blake,
Fussli, Boccioni, Moore, Manzù (E Bartoli, 1978/1993); Wiligelmo,
A. Martini, Manzù (A. Righetti, 1995); Nicolo dell'Arca e
A. Begarelli (G. Zacchè, 1995); a questi si è aggiunto l'esempio di E.
Greco (R. Casarin, 1996) e la mia proposta di considerare anche una
sintonia con l'opera di Alberto Viani. Oltre alla citazione di singoli autori
sono state indicate altre fonti culturali come "una distaccata rivisitazione dei
miti classici e del segno scolpito del primo Rinascimento" (G. Giovannoni,
1987); "una tendenza feconda al ripensamento di tanta esperienza novecentesca e
novecentista" (N. Zuccoli, 1993); "alcune
sacre rappresentazioni quattro-cinquecentesche" (E Bartoli, 1993); "il
ritrovamento della storia dell'arte dal Romanico al primo Rinascimento fino al
Romanticismo e alla figurazione arcaica del Novecento" (A. Righetti,
1993); "reminiscenze classiche, la Nike di
Samotracia, ad esempio" (G. Zacchè, 1995); "gli egizi, la civiltà
cretese, il romanico della Val Padana" (G.M.
Erbesato, 1998).
5. A questo
proposito, è opportuno ricordare l'attività che
Nordera svolge sul piano delle committenze
di carattere pubblico, soprattutto religioso: Formelle d'altare (1978) e
Porta bronzea (1989) della Chiesa di Marengo
- Deposizione presso Cappella Lotti,
Cimitero Maggiore di Mantova (1993) -Tomba Vareschi, Castelgoffredo (1982);
Targa Ginori, Torre delle Ore del Palazzo del Podestà, Mantova (1999);
arredi liturgici della Chiesa di S. Michele Arcangelo, Villimpenta
(2000); Monumento a G. Verdi, piazza presso la periferia di
Roverbella (2002); Stele per l'Avis, via
Risorgimento, Mantova (2002); arredi liturgici della Chiesa di san
Bartolomeo, Pradello, Comune di Villimpenta
(2003).
6.
A. Righetti, "Sculture morbide come pietre", in La Voce di
Mantova,
24 giugno 1995
7. G.M.
Erbesato, "Come idoli di pietra", in cat. mostra personale
Libreria Galleria Einaudi, Mantova, aprile 1998.
8. B. Guerra,
"Nordera e il redimibile peso della materia", in cat. mostra personale, Casa del
Rigoletto, Mantova, 9-24 dicembre 1989.
9. E Bartoli, "Il corpo, l'ala, il vento", op. cit.
10.
U. Artioli, "I contrassegni della danza", in cat. mostra personale,
Casa del Rigoletto, 9-24 dicembre 1989, Mantova.
11.Bartoli, in catalogo mostra personale
Galleria Andreani, Mantova, 1978.
L'artista
Aurelio Nordera
ha preso parte a diverse mostre
personali e collettive, conseguendo premi e riconoscimenti importanti.
La sua arte riceve sempre numerosi
consensi e riconoscimenti da parte del pubblico e della critica qualificata.
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