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Teresa Noto - Pittrice |
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Biografia dell'artista in inglese
Teresa Noto vive in una casa-studio a Correggio Micheli di Bagnolo S. Vito (Mantova).
L'artista Teresa Noto nella sua casa-studio
Segue gli studi superiori, frequenta corsi artistici accademici d'anatomia e nell'approfondire la conoscenza storica dell'Arte è affascinata dai toni chiaroscurali di Caravaggio, che influenza la sua opera negli anni Ottanta, inserita in una espressività personale propria della Transavanguardia. Inizia a sperimentare le tecniche artistiche in maniera autonoma fin da giovanissima; dal 1978 impiega la pittura ad olio e nell’arco di dieci anni mette a punto una prima fase di lavoro, presentata nel 1986 alla personale di Casalmaggiore. Nel 1988 con il ciclo Eros tra gli angeli espone a Garda; l’anno successivo con Alle origini dell’eros inaugura una nuova mostra a S. Benedetto Po.
Partecipa anche a collettive tra Mantova e provincia e l’Emilia Romagna;
numerose altre ne seguono negli anni Novanta, a dimostrazione del consenso di
pubblico e di critica che è riconosciuto al suo lavoro. L’inizio avviene
all’insegna della figurazione, sospesa tra citazioni dichiarate della linea
dell’arte eroica e visionaria che procede da Michelangelo e giunge fino a Fussli.
Le correnti tardo romantiche tedesche e la pittura dell’inconscio
dell’espressionismo d’oltralpe sono del resto altre fonti d’ispirazione
dell’artista, per una pittura che germina dalla psiche e dalla rivisitazione del
mito. Le immagini oniriche e lo smontaggio della narrazione simbolica che le
grandi tele di Teresa Noto mettono in scena, sono state oggetto d’analisi
dettagliate in pagine critiche, fra le altre, di Erbesato,
Monteforte, Andreotti, Bartoli nei successivi percorsi di crescita e
maturazione dell’imagerie dell’artista. La sua ricerca la porterà negli anni 2000 a certo simbolismo spaziale caratterizzato da una sublimazione della materia che si rivelerà poi fonte inesauribile di ricerca sull'espressività della materia stessa. Documentano questo percorso la mostra allestita al Fashion District di Bagnolo nel 2005 con presentazione in catalogo di Vittorio Sgarbi , la successiva del 2006 "Dal mito al logos" presentata da Giorgia Cassini nei Palazzi della BAM MPS e quella del 2007 allestita nel Palazzo Ducale di Revere.
Le opere dell’artista Teresa Noto sono presenti in collezioni italiane ed estere, in diversi Musei e Civiche Gallerie.
Segnalazione evento importante: Mantova - Maggio 2006 -
“Assonanze, Enzo Nenci, sculture 1945-1971 e Teresa Noto, dipinti 1983- 2004”
http://moda.stile.it/news/index.php?nid=1043657 Le grandi tele di Teresa Noto datano dal 1983 al 2004, e comprendono il periodo figurativo degli anni '80 - '90 carico di spessori istintivi, impregnati di succhi vitali quasi selvaggi, di corpi in pose e gesti statuari.
PRESENTAZIONE CRITICA ALL’ARTISTA TERESA NOTO A CURA DI VITTORIO SGARBI
“LA MATERIA COME FONTE PRIMARIA” “… Una pittrice che, in linea con un’altra epoca, ha varcato decisamente il limite … facendo della non figurazione, quando non dell’astrazione, l’esclusivo campo d’azione della sua ricerca espressiva. Nella Noto il passato da considerare può essere solo l’Avanguardia storica. Il problema espressivo, nella Noto, viene affrontato in termini meno serrati e concentrati attorno all’unicità di un motivo, allargati a dimensioni mentali che superano i confini fisici delle opere, con il colore che gioca un ruolo fondamentale nel connotare queste dimensioni. L’arte della Noto, un modo di intendere la materia come fonte primaria di qualunque espressione artistica. Tutto parte dalla materia, dalle potenzialità che essa contiene; non esiste l’artista-demiurgo, l’inventore dal nulla, esiste invece l’artista maieuta, che asseconda la materia, la legge, la interpreta, stabilisce un rapporto vitale con essa, senza mai dimenticarsi di considerarla come “grande madre”. La materia è l’essenza della natura, e porsi in rapporto con essa vuol dire instaurare un rito simbolico attraverso il quale l’uomo ricerca classicamente il proprio equilibrio con la natura, il senso della propria esistenza e della propria dignità di essere pensante all’interno di un qualcosa di così straordinariamente vasto e apparentemente imperscrutabile. La Noto si specchia nella materia anche quando sembra stravolgerla, modificarla in modo arbitrario, troppo personale. In realtà qualunque manipolazione è lecita se diventa materia e se la materia diventa a sua volta espressione. La comprensione del mondo non è qualcosa che può ricadere solo nella fredda razionalità, è un sentimento che genera la poesia delle cose, derivato dalla convinzione che il significato primo possa essere quello non del calcolo matematico, ma dell’intuizione lirica. E’ questo il contributo che l’artista Teresa Noto può dare alla nostra vita.” Vittorio Sgarbi
"LO STUDIO MAGICO DI TERESA NOTO" Emerge dallo studio di Teresa Noto sul corso della sua carriera artistica un'opera che è così unica quanto multiforme, che spazia, in una prima fase, da un figurativo etereo ad una astratta rappresentazione materica e in una successiva fase, al recupero della figura. In un processo che ricorda la ricerca degli antichi alchimisti medievali del lapis philosophorum, la Noto opera una trasmutazione dei materiali – e per lei la materia è ogni volta materia- in strutture senza tempo dai molteplici significati, esteticamente affascinanti ed intellettualmente stimolanti. Impiegando i tradizionali materiali del mestiere come l'olio e l'acrilico come catalizzatore in questa trasformazione, inizia con una varietà di diverse ed eclettiche basi materiali - dal ferro, bronzo e oro al cemento, argilla e ossidi - modella e da forma a masse informi di materia su tela, ma anche su tavola e plexiglas, compie una delicata trascendenza dell'inorganico ad un tutto organico. Negli anni il suo metodo di lavoro è rimasto costante così come il suo obbiettivo: rivelare la segreta sostanza dei materiali che usa, per dare voce al loro anelito di essere forma e scopo, e, in un assoluto senso Aristotelico, per dare alla loro ghianda nutrimento affinchè possa diventare quercia. Il filo dell'ispirazione che comunicano i lavori della Noto corre da Michelangelo e Caravaggio a Mirò e Kandinski, e i soggetti rappresentati in questi sono tracciati da una moltitudine di apparentemente inconciliabili origini: fisico e metafisico, storia e mito, teologia e psicologia. Ma il linguaggio che parlano è unico e nel quale ogni conflitto è risolto e ogni dialettica dissolta: è un misterioso e mistico idioma, una lingua franca di silenziosa quiete. E' questa madre lingua di ogni significato, questa poesia visiva, che è sempre stata l'aspirazione della ricerca spirituale della Noto, ed ella l'ha portato a termine attraverso la transustanziazione, la sublimazione dei suoi strumenti. Ed è la sua determinazione al conseguimento dell'Opus. Kim Robertson, Ph.D. Literary Critic
"DAL MITO AL LOGOS" "Teresa Noto è una delle personalità più interessanti della scena contemporanea: nessun dogma è valido per la sua pittura. Crea opere che oscillano tra il figurativo e l’astratto e dove mai esprime significazioni assiomatiche in favore o contro la rappresentazione in pittura: il figurativo recupera la pittura del passato per snodarsi sul filo dell’astrazione in una composizione che aggiorna con naturalezza l’antico al moderno facendo coesistere naturalismo e aformalità. L’esposizione “dal Mito al Logos” è dedicata ai dipinti più recenti: tele e cicli nei quali l’artista mantovana propone un’alta qualità pittorica ed uno stile, impressionante in termini di energia creativa, messo a punto nell’ultimo periodo. I lavori sono organicamente disposti per consonanze cromatiche, scansioni e contrapposizioni. Primaria, nel suo lavoro, è la riflessione sul materiale. Porta avanti una ricerca tecnico-pittorica con medium differenti elaborata su tavola, tela e plexiglass; ne sviluppa le correlazioni raggiungendo alti livelli di “poesia visiva”. La pittura materica della Noto discende da una tecnica appassionata, minuziosa, ricca di invenzioni ed effettismo. Sono lavori in cui la ricerca di un linguaggio visuale è esplicitata nella presenza fisica della materia negoziata con accumulazioni e procedimenti sino a trascendere l’oggetto da cui originano; diventano una situazione in cui l’osservatore compartecipa in intima relazione con l’artista. Opere materiche, intense e introspettive, ove il colore si impregna degli umori dell’esistenza, della storia e della tradizione per dar vita a splendide evocazioni, epifanie di un simbolo cosmico in senso di termini lirici che toccano in modo sinestetico la sensibilità dell’osservatore. Nella Noto la passione per la pittura, per la rappresentazione, per il linguaggio delle parole e dei segni acuisce la capacità di vedere. Adotta l’uso di una percezione visiva estesa: guarda al di là dell’inganno dei sensi, delle inesorabili leggi del tempo e dello spazio. Segue una logica rigorosa, in cui la visione ha dimensione intermedia, situata tra chi guarda e la realtà fisica. Sorta di microscopio col quale altera parametri, adotta filtri particolari, che catturano e mostrano sempre qualcosa che non è né la realtà né quello che della realtà possono percepire i nostri sensi. La visione è un arbitrio che deliziosamente incanta. Se certe tele appaiono a prima vista astratte, ad un esame più approfondito si rivelano ricche di reconditi significati, sorprendenti rivelazioni di una realtà ritrovata nella totalità delle sue molteplici sfaccettature in un susseguirsi di atmosfere intrecciate tra loro, di rimandi e citazioni, di collegamenti e analogie. A guidare la mano della Noto è una filosofia ben precisa. ..." Giorgia Cassini ( Museologa e storica dell'Arte) San Remo, agosto 2006
ATTIVITA’ ARTISTICA
Le opere di Teresa Noto sono presenti in collezioni italiane ed estere, in diversi Musei e Civiche Gallerie tra le quali: - Museo d’Arte moderna Alto Mantovano, Gazoldo degli Ippoliti (Mantova). - Pinacoteca” G.Cattabriga”, Bondeno di Ferrara. - Museo d’Arte moderna “A. Bonzagni”, Cento (Ferrara). - Museum, Bagheria (Palermo). - Pinacoteca Centro Culturale “ L. Russo- Museo dei Bozzetti, Pietrasanta (Lucca) - Museo delle generazioni italiane del ‘900 “ G. Bargellini”, Pieve di Cento (Bologna).
Esposizioni degli ultimi anni: - 2007, Palazzo Ducale di Revere (MN), Assonanze, presentazione in catalogo di Vittorio Sgarbi. - 2006, Fondazione BAM-Mps e Palazzo Strozzi, Mantova, Invito a Palazzo,presentazione in catalogo di Giorgia Cassini. - 2005, Fashion District Mantova Outlet, Bagnolo San Vito, “Assonanze”- Teresa Noto, dipinti 2000- 2004, presentazione in catalogo di Vittorio Sgarbi. Opere dell'artista Teresa Noto inserite nel catalogo "Assonanze"
"Notturno" 2004 - tecnica mista su tavola cm 104x120
"Spazio Inorganico" 2004 - Tecnica mista su tavola - cm 104x132
PERCORSO ARTISTICO: Nel ciclo “Mitologie”, presentate da Bartoli nella personale di Palazzo Ducale nel 1991, Teresa Noto lavora con impasti brucianti e ori neoklimtiani all’individuazione del principio femminino, in un processo d’autoidentificazione che ricorre al mito e a una trascrizione surreale, per denunciare che l’immagine scaturisce solo da un processo di illuminazione interiore. La pittura sempre più lirica e insieme ossessiva di Teresa Noto ha bisogno in questa fase di guardare alle correnti contemporanee e più precisamente alle declinazioni figurative inquietanti dei protagonisti della transavanguardia italiana, da Chia a Cucchi a Paladino. Nel 1994 Teresa Noto documenta il percorso del suo lavoro in una personale allestita a Sondrio, dopo le precedenti del 1992 e 1993 a Follonica di Grosseto e a Manerbio. Da questo momento si assiste a una rarefazione della materia e della figurazione, a favore di una geometria e di una scansione spaziale, con esiti che sono storia recente dell’attività dell’artista. Con il ciclo delle “Cattedrali” del 1996-1999, presentato nel Palazzo Ducale di Mantova nella mostra “Le geometrie dello spirito” curato da Mauro Corradini, la luce che delineava le figure diventa protagonista dell'intero tessuto pittorico. Un corso che confluisce dall'inizio del nuovo millennio ad un'arte tesa alla rappresentazione delle forze e dei simboli spirituali della vita, alla ricerca dell'energia cosmica. La spazialità cosmica di Teresa torna così a caricarsi di sempre nuovi echi simbolici, anche quando, grazie all'uso di ossidi, il colore riacquista qualcosa dell'originaria informalità e dell'iniziale, tormentato cromatismo. Teresa Noto rende conto di una conquista del cielo con una pittura tessuta nella luce. Le sue grandi croci, costruite dentro un fitto reticolo di maglie romboidali, emergono dalla soglia dell’immaginario, che trova nell’astrazione e nel rinvio a tensioni teosofiche kandinschiane il suo momentaneo approdo.
Mostre personali 1988, Casalmaggiore (Cremona), Sala d’Arte della Proloco, in catalogo presentazioni di GianMaria Erbesato e Angelo Andreotti. 1988, Garda, Galleria Comunale “C. Anti”, Teresa Noto- Eros tra gli angeli, presentazioni di GianMaria Erbesato. 1991, Mantova, Museo di Palazzo Ducale, Sale dell’Esedra, Mitologie, in catalogo presentazione di Francesco Bartoli e Luciana Gandini. 1991, Mirandola di Modena, Galleria Comunale, Mitologie. 1992, Follonica (Grosseto), Civica Galleria dell’Ex- Casello Idraulico. 1993, Manerbio (Brescia), Galleria Civica di Palazzo Luzzago, testo di Francesco Bartoli 1994, Sondrio, Palazzo del Governo, Teresa Noto – Opere 1983-1993, presentazioni in catalogo di Franco Monteforte e Angelo Andreotti. 1994, Rapallo (Genova), Antico Castello sul Mare, Opere scelte. 1994, Bondeno di Ferrara, Rocca Possente, Opere scelte. 1995, Pietrasanta ( Lucca ), Complesso Sant’Agostino- Teresa Noto- I colori dell’anima. 1995, Spoleto (Perugia), Galleria Comunale d’Arte moderna. 1998, Chiavenna (Sondrio), Palazzo Pretorio, Opere scelte, presentazione in catalogo di Anna Caterina Bellati. 1999, Mantova, Museo di Palazzo Ducale, Cantine di Vincenzo I°, Teresa Noto - Le geometrie dello spirito,presentazione in catalogo di Mauro Corradini. 1999, Mantova, Canonica di Sant’ Egidio, Teresa Noto - Il ciclo delle “ Cattedrali”,presentazioni in catalogo di Benito Regis e don Alberto Bonandi. 2002, Suzzara (Mantova ), Galleria 2E, Ch’ien, presentazione in catalogo di Lorena Corradini. 2003, Toscolano Maderno (Brescia), Spazio Manferdini, "La spazialità simbolica di Teresa Noto", presentazione in catalogo di Franco Monteforte.
Mostre collettive 1988, Mantova, Galleria Einaudi, "A più voci. 1988, Suzzara, Galleria 2 E, "Eva, un gesto d’Arte." 1990, Mantova, Palazzo Massarani, Orfeo - Un approccio pluridisciplinare a cura di Benvenuto Guerra. 1991, Suzzara, Galleria 2 E, 44 "Artisti e … una bottiglia di rhum". 1994, Milano, Galleria “D’Ars”, Bagaglio culturale 1996, New Orleans (Louisiana), USA, Sylvia Schmidt Gallery, Italian Influences. 1997, New Orleans (Louisiana), USA, Sylvia Schmidt Gallery, Art For Art’ Sake. 1997, Bagheria (Palermo), Museo civico “ Museum”, Opere acquisite. 1998, Mantova, Palazzo Ducale, L’Apocalisse di S.Giovanni. 1999, Chiavenna (Sondrio ), Palazzo Pretorio,.. …del Cielo a cura di Anna Caterina Bellati. 2000, Mantova, Palazzo Ducale, Arte a Mantova, 1950-1999 a cura di Claudio Cerritelli e Bruno Bandini. 2000, Milano, Spazio Santabarbara. 2000, Quistello, Pinacoteca Comunale, Disegno mantovano 1950-1999 a cura di Claudio Cerritelli. 2001, Siracusa, Casina Cuti, Arte di Mantova a Siracusa a cura di Renzo Margonari. 2002, Salerno, Biennale d’Arte mediterranea, Utopia. 2005, Chiavenna, Palazzo Pretorio, “10 ragazze per me” a cura di Anna Caterina Bellati. 2005, Bondeno, (Ferrara), Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea “G.Cattabriga” - "La nemica del cuore" , ovvero le "12 Veneri", a cura di Roberto Roda e Ferruccio Geromini. 2005, Pieve di Cento (Bologna) Museo d’Arte delle Generazioni del ‘900 “G. Bargellini”. Mostra Artisti Generazione Anni Quaranta, a cura di Giorgio Di Genova . 2005, Suzzara (Mantova), Galleria 2E Tracce d’Artista. 2006, Cento (Ferrara), Auditorium di San Lorenzo, La collezione Galleria d’Arte Moderna “Aroldo Bonzagni", a cura di Fausto Gozzi e Valeria Tassinari.
Bibliografia degli ultimi anni: 2000 Gian Maria Erbesato, Le " Cattedrali di Teresa Noto", Arteletta, anno 2°, n°4, gennaio - febbraio, 2000, pag.12. (v.m.) (Vittorio Montanari), Torna a Quistello "Il disegno a Mantova", la Voce di Mantova, 31 marzo. - Claudio Cerritelli, Argomenti per una conoscenza dell'arte mantovana dopo il 1950, in Arte a Mantova 1950 - 1999, catalogo della mostra, Palazzo Ducale di Mantova, 8 aprile-11 giugno 2000, ed. Publi-Paolini, Mantova, aprile 2000, p. 27 - Bruno Bendini, Le regioni della critica, in Arte e Mantova 1950- 1999, catalogo della mostra, op. cit, p. 53. - Renata Casarin, Profili critici degli artisti, in Arte e Mantova 1950- 1999, catalogo della mostra, op. cit. ,p. 509. - Paola Cortese, L'arte nel secondo '900-Scelte 400 opere di 110 pittori e scultori, Gazzetta di Mantova, 21 marzo. - Inserto Gazzetta di Mantova del 15 aprile, pag. I, II, III, IV. - Giorgio Nenci, Un mezzo secolo d'arte e polemica, la Voce di Mantova, 6 maggio. - Giorgio Nenci, Arte a Mantova, 1950-1999, Terzoocchio, anno XXVI n° 2, giugno, p 42, 43. 2001 catalogo della mostra Arte di Mantova a Siracusa, Casina Cuti, Siracusa, aprile, ed. Publi-Paolini, p. 40 (art) (Paola Artoni), Un viaggio a Siracusa, la Voce di Mantova, 7 aprile. 2002 Lorena Corradini, Ch'ien, depliant mostra personale , Galleria 2 E , Suzzara, marzo-aprile “I paesaggi di Teresa Noto” a Suzzara, Gazzetta di Mantova, 20 marzo. - Brunetta Ferrarini, Arte-Taccuino, La Cittadella, 31 marzo. Paolo Bertelli, "Ch'ien" ossia il "Creativo": il cosmo nella rete dell'arte, la Voce di Mantova, 7 aprile. 2003 Franco Monteforte, La spazialità simbolica di Teresa Noto, in Artisti a Mantova nei secoli XIX e XX, volume V, Archivio Sartori Editore, Arti Grafiche G. Chiribella, Bozzolo, Ottobre, p. 2160-2164. Vittorio Sgarbi, La materia come fonte primaria, in Assonanze, Enzo Nenci, Sculture - Teresa Noto, dipinti, catalogo della mostra, Fashion District Mantova Outlet, 16 aprile-15 maggio 2005, Grafiche Aurora, Verona, aprile.
L'artista Teresa Notopartecipa attivamente alla vita artistica allestendo mostre personali e collettive importanti in diverse città italiane e straniere ricevendo lusinghieri consensi dalla critica qualificata e dal pubblico interessato.
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