Franco Raffin - Pittore-Grafico


Franco Raffin vive a Padova, nato a Pordenone il 4 agosto 1959. Di professione grafico illustratore e stilista.

Frequenta per tre anni l’Istituto statale d’arte a Venezia. 

Franco Raffin per qualche anno si è dedicato alla fotografia, per poi passare alla realizzazione definitiva di opere artistiche usando tele, telai, olio, acrilici e pennelli.

Nel febbraio 1982 pubblica assieme a Marco Pandin e Marco Broll, il trimestre di musica Rockgarage, di cui è tuttora responsabile grafico.

e_Mail:

francoraffin@tele2.it

 

- L'artista Raffin cura la parte artistica di una rivista indipendente di musica, fumetti e altro "Fanzine" - Fin dalla giovinezza è grafico per aziende di moda: un'attività "freelance".

- Espone le sue opere presso la Fondazione 'Bevilacqua La Masa'.

 

Trimestre musicale 'Rockgarage':

http://stampamusicale.altervista.org/Le_fanzine/Rockgarage/index.htm

 

Lavori in corso di Franco Raffin

 

 

Raffin scrive:

"Questi passi che sembrano prendersi una vita

quando gli occhi appena si girano e si fissano

il giorno comincia.

Crollando senza preavviso tu svanisci dalla mia vista.

Al centro della città dove tutte le strade si incontrano

Aspettando te nelle profondità dell'oceano dove ogni speranza affonda

Andavo attraverso il silenzio senza muovermi.

In una stanza con una finestra, nell'angolo trovai la verità.

Ho stuzzicato la fantasia di molti altri ancora alla ricerca del sentiero, sepolto da anni di foreste morte e giungle e città in fiamme, non posso far uscire o rimediare; prendi la mia mano e ti mostrerò che ciò che era-sarà.”

 L'autore Franco Raffin

 


 

"This is not your voice, this is not you" - 2007

 

Olio su tela - cm 140x160

 

Commento di Franco Raffin per la  mostra 'Società Liquida' tenutasi nel 2007

“Società Liquida" con i suoi continui dissolvimenti e metamorfosi ... Per l’essere umano esistere significa cambiare, benché se ne accorga  raramente ... Le idee hanno bisogno di esseri umani che si impegnino per la loro diffusione, che le aiutino a imporsi, che addirittura coordinino di nuovo fra loro, la loro efficacia. Nell’uomo muore solo tutto ciò che è legato ai nostri cinque sensi: quel che sta oltre è probabilmente enorme, inimmaginabile, sublime e sopravvive.
... Bisognava pure, che finalmente venisse in testa a qualcuno che niente di difettoso esiste nel mondo che non debba attribuirsi alla volontà dell'uomo. Per anni sociologi, filosofi, tecnoscienziati ci avevano assicurato che la nostra società si stava dirigendo verso un mondo fatto dì identità e cangianti.  Ci ritroviamo in un più simile a quello in cui lo schiavo che cercava di fuggire,  veniva marchiato a fuoco per essere riconosciuto da chiunque. Tutto andrà come prima, solo un pò peggio.
L'uomo si abitua a qualsiasi orrore, se somministrato in dosi omeopatiche. Ciò che ferisce cura, il veleno possiede nel suo nucleo l'antidoto che lo sconfigge... Occorre incendiare noi stessi per risorgere dalle proprie ceneri. Perché chi non abbia mai pensato almeno una volta a dar fuoco a casa sua e a tutto quello
che c'è dentro... Non può essere fino in fondo una persona decente. L'uomo che non fa errori di solito non fa niente ... Diamo quindi agli altri, molta libertà, se vogliamo averne.

Introduzione mai letta, alla mostra "liquid society”

- aprile 2007 presso cafè au livre/Padova, di Franco Raffin.

 

 

"Already yours ..." - 2005/2006

Olio su tela - cm 90x30

 

 


 PERCORSO BIOGRAFICO-ARTISTICO DI

FRANCO RAFFIN

 

Raffin nasce vive e lavora in Veneto. Da bambino ha respirato l'aria campestre della periferia della città natale, Pordenone. Negli anni della prima adolescenza a causa dell'attività del padre ha subito molti traslochi, sempre nel territorio Veneto. Ciò non gli permette amicizie durature con i suoi amici d'avventura. Tale stato lo porta ad apprezzare sempre più i suoi momenti di solitudine ai quali si dedica con sempre più assiduità con la passione del disegno. Disegna, disegna, disegna. Nel frattempo vive un'altra periferia, che è quella di Mestre, con la grigia e fumosa Marghera, con la tangenziale rumorosa: sono gli anni settanta. Pochi amici, molta musica, trasmette le sere in una radio locale,le prime radio libere. Tutto ciò e a causa di ciò frequenterà l'istituto d'arte statale di Venezia. Finalmente la sua introversione, la sua ricerca del nuovo, le sue avversioni per la politica, il suo senso estetico, trovano tra le calli ed i campi di Venezia la loro spinta artistica. Ma non si fa impressionare dagli incantevoli panorami che questa città affollata e cosmopolita gli offre: lui la considera vecchia e stantia come l'acqua dei suoi canali, ma tra le aule della scuola d'arte incomincia veramente la sua sfida a ciò che è antico, obsoleto... . E' in competizione con il mondo: osserva, osserva, osserva. E cominciano nuove strade di ricerca. Non completa gli studi nel senso classico del termine, li finisce dopo da autodidatta. Ha amici, ma ciò che gli preme di più e la sperimentazione artistica, l'osservazione dell'umanità tutta, la ricerca musicale ... Musicalmente non compone, registra .. "rumori", artisticamente disegna "rovesci", graficamente cura la parte artistica di una "fanzine" (rivista indipendente di musica, fumetti e altro). Vive proiettato in futuro che lui anticipa sui tempi. E spesso si contrappone al luogo comune della quotidianità. Viene selezionato tra i giovani artisti ed espone per ben due volte in un anno presso la Fondazione Bevilacqua La Masa.  In quel periodo il territorio urbano propone collettive, cinefonim, concerti ad opera di gruppi di giovani intenzionati a smuovere un po' le fondamenta di una periferia industriale come quella di Mestre e dare un volto culturale più internazionale a Venezia: Tutto ciò si allarga a macchia d'olio, anche se avviene parallelo, diremo "underground" alla solita vita. A Raffin tutto ciò sta bene, vi partecipa, ma la sua ricerca va oltre. Sarà che a soli 22 anni incomincia un'attività "freelance" come grafico per aziende di moda, (la sua prima collaborazione gli viene aggiudicata,dopo la realizzazione con le sole matite colorate di una illustrazione iperrealista ironica e divertente), ma finalmente riesce a proporre anche nella moda le sue idee, le sue diverse interpretazioni grafiche. E' un successo, sono gli anni ottanta e vanno per la maggiore le t-shirt. Proprio per questa sua attività lo sguardo artistico di Raffin è sempre più rivolto alla grafica americana, agli illustratori degli State. La sua ricerca spazia dagli antenati anni'50 (ama l'illustratore dell'epoca Norman Rockwell ). Ma capisce anche una cosa alle nuove sperimentazioni grafiche che arrivano in tempo reale da Sacramento (California) con la rivista "Emigre" concepita, stampata e distribuita, autoprodotta da un gruppo di creativi e intellettuali giovani artisti. Raffin è in vera e pura sintonia con tutto ciò. Il rapporto con tale gruppo è solo epistolare, ma c'è una virtuale trasmissione d'imput.

Sia nell'attività grafica, che nella sua produzione artistica produce con metodologia, che qualcuno definisce didattica. E' perfezionista, soprattutto perché crede nella diligenza e autodisciplina di materia come la carta e di strumenti come matita, chine, fotocopie, convinto com'è in questo periodo che la ricerca ad oli o tempere o acrilico sporchi il contenuto dell'idea, lo renda più incerto e volgare.

 

"Vacanza" - 1988

Pennarello su carta - cm 100x61,5

 

Non sempre si dedica a progetti artistici, ci sono periodi di silenzio, dovuti ad un nuovo interesse: la fotografia. Usa l'obbiettivo come le sue "fotocopie". Foto mosse, sfocate o troppo a fuoco e si proibisce di usare strumenti di filtro. Niente artifici, solo sperimentazione nuda e cruda. Sono foto di oggetti, ammassi di oggetti, file di libri, sassi bulloni o viti ed altro ancora. Sono persone in movimento, che camminano, attraversano, superano. Umanità indaffarata e indifferente una all'altra. Diremo che nella sua ricerca Raffin ha uno sguardo anaffettivo verso gli oggetti della sua ricerca. Realtà nuda e cruda, senza emozioni. Tutta questa fase viene anche inframmezzata dal lavoro grafico con Mac: i primi programmi di grafica proposti a chi esigeva da sé stesso di più sempre di più. La casa americana Apple ha quello che ci vuole. Raffin ci si butta a capofitto considerando che non erano ancora gli anni novanta, non c'era ancora il web e internet. Capisce con dolore che è tutto troppo anticipato.

La realtà italiana non è ancora pronta, passano pochi anni ancora e Raffin abbandona tutto, attività, computer .. Riprenderà a dipingere, userà tele e telai, olio e acrilici e pennelli, vincendo la sua repulsione verso l'idea di imbrattamento che gli ha sempre suggerito tale tecnica.

 

"Restless" - 2007

Olio su tela - cm 50x50x4,5

 

Usa con molta diligenza e abilità olii e colori, sfuma delicatamente, come fossero appunto pastelli. Ai suoi lavori ad olio cede con amore, ed anche i suoi soggetti sono un po' più appassionati di un tempo. Riesce a dare narcisisticamente un senso a questa nuova pittura. Usa la mano, la sua sinistra, è mancino, con maestria.

Riprende i suoi temi personali dell'umanità: i suoi figurativi sono sempre scorci di essa, messe a fuoco su sguardi, sorrisi, gesta. Ritrae occhi, labbra, braccia, parti di ... gente in movimento sulla quale egli si sofferma quasi come l'obiettivo fotografico e il suo zoom. Questa volta Raffin fa intendere che tale gente, tale umanità è sempre più "liquida" come dice il filosofo-sociologo (che lui apprezza e legge) Zygmunt Barman. Una società sempre più rarefatta, virtuale di sé stessa, inconsapevolmente artificiosa e composta di pixel, come immagini grafiche, tratte da copertine patinate o scaricate da You Tube.

 

"And flood" - 2006

Olio su tela - cm 30x130

 

 

"No Joy, no love..." - 2006

Olio su tela - cm 60x70

 

 


PRESENTAZIONE CRITICA DELL'ARTISTA

FRANCO RAFFIN

A CURA DEL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA

 

Come l’eterno variare dei giorni, Raffin dolcemente racconta i suoi ricordi conservando ad esso ogni profumo. I ricordi hanno grandi capi e mai veri compagni, così Franco Raffin nella sua produzione artistica, cercando di essere in sintonia con il suo tempo e con il tempo esterno di una società che velocemente sbarca nuovi orizzonti, mantiene il sublime di un’arte poetica per evitare che anche l’arte si trasformi in un funzionamento meccanico finto e quasi morto.  Con forte rispetto l’artista descrive la società tenendo conto della progressione dell’uomo, cercando di far vivere la bellezza del susseguirsi degli eventi. Racconta circostanze, fatti, avendo l’esigenza di creare immagini che servono a noi stessi ed alla vita moderna; con sguardi interiori e miraggi mistici l’artista impara ad amare le confessioni di un’esistenza che procede con fretta.

 

"Un grido nervoso ... " - 2007

Olio su tela - cm 55x100

 

Le sue opere affascinano gli occhi sorridenti di una civiltà accomodata, occhi che si nascondono sotto terra e che risalgono osservando l’operato artistico di Raffin.  Una pittura riflessiva, ben composta nei particolari, nelle luci e nei colori che animano le immagini dipinte con maestria e con delicatezza. Un abbinamento di sembianze differenti che accomunano il soggetto ritratto ad un’interiorità profonda. L’amore, centralità delle sue opere, vive e respira, oggetti, forme, volti spensierati, malinconici e felici dialogano con l’osservatore. Con caratteristiche fantasiose l’artista porta la sua pittura verso una strada che va oltre il concreto, Raffin descrive il suo mondo contornato da emozioni, parla di cambiamenti, di errori, di scelte. Mantiene un suo rigore di linguaggio, non muta il suo repertorio ma lo adatta alle esigenze che la sua mente, il suo cuore gli suggeriscono. Recupera fasti decorativi di un suo passato combinato a fattori espressivi di adeguata percezione. La pittura di Raffin non rinnega mai un’origine naturalistica, la matrice della sua concezione artistica testimonia come la vita ha una sua totale autonomia nel prendere forma e diversi attributi. Nella sua arte mette in evidenza il contenuto ed il modo di esprimerlo con precisa veste simbolica; un pittore che si rivela per quello che è. L’eleganza dell’artista Raffin diventa stile di una rappresentazione che sprigiona la sua energia interiore ricca di umanità.

Archivio Monografico dell'Arte Italiana - Novembre 2009

 

 "Questi passi che sembrano ..." - 2006

Olio su tela - cm 30x105

 

 

"Al centro della città ..." - 2006

Olio su tela - cm 100x100x5

 

 

"Ho stuzzicato la fantasia" - 2006

Olio su tela - cm 100x100x5

 

 


ATTIVITA' ARTISTICA 

 

"Bambino" - 1988

Pennarello su carta - cm 145x58/cm 145x58

 

"Tensione" - 1987

Pennarello su carta - cm 110x58

 

- 1981 Mostra Casual/casuale Galleria Diagramma, Luciano Inga-Pin, Milano.

- 1983 Bello Stabile, Galleria Diagramma, Luciano Inga-Pin, Milano.

- 1984, 69° Collettiva Bevilacqua La Masa, Venezia.

- 1985 Bronxite, Influenze in periferia, Galleria Bevilacqua La Masa, Venezia.

- 1999 Corpi, Galleria Eclctica, Mestre.

- 2000 Collettiva, Galleria Eclctica, Mestre.

- 2005 ‘I luoghi dell’espressione’ Arte in Fiera, Longarone (BL).

- 2006 Spazio Arte, 84° Campionaria di Padova.

- ‘Il nudo nell’arte’ mostra collettiva, sala esposizioni Kursaal di Abano Terme (PD).

 

 


 

L'artista Franco Raffin

partecipa alla vita artistica esponendo le sue opere ad eventi e mostre in diverse città italiane.

La sua arte suscita l'interesse del pubblico suscitando lusinghieri apprezzamenti.

 


 

 

 

 

OPERE

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