Sommacampagna Toni - Pittore


 

RIFLESSIONE DELL’ARTISTA TONI SOMMACAMPAGNA

 

“La mia pittura opera dentro quell’area di nessuno che esiste fra caso e progetto, fra materia e disegno.

Una pittura, dunque, di gesto e di riflessione, ansiosa e calma, ferma e veloce, razionale e irrazionale così come è la realtà che viviamo.

L’ansia di fare presto, di fare tanto e di fare tutto, ci toglie il momento del pensiero, la necessaria riflessione sul mondo. Sulla “ballata umana” attuale la mia pittura indaga, considerando l’evoluzione del linguaggio pittorico e la storia dell’arte con la quale ogni artista deve confrontarsi.”

L’artista Toni Sommacampagna 2006

2006

“... Dicono da molto tempo che la pittura sia morta.

Non lo credo, anche se purtroppo molte volte viene uccisa. La pittura trova la sua ragione nell’essere insieme idea e realizzazione, ordine e casualità, realismo e astrazione; unisce dentro a se stessa

“lilion rosso e liliacea”.

Ogni opera esiste solo attraverso lo sguardo ed è l’occhio prima e la mente dopo a dichiarare la presenza e a determinarne la vita.”

 

L’artista Toni Sommacampagna - 2002

  


 

L'artista Toni Sommacampagna

con il presidente

dell'Archivio Monografico dell'Arte Italiana Michele Maione

 

 

Alla mostra Mostra Personale “Fuga dal concetto”

Dal 6 al 21 ottobre 2007 - Este (PD) – Peschiera vecchia.

 

 

 

Sala Mostra

 

 

 

L'artista Toni Sommacampagna.

 


 

L’artista Toni Sommacampagna è inserito nel portale:

http://www.provincia.padova.it/comuni/monselice/pittori%20di%20monselice/sommacampagna.htm

 

 

Antonio Sommacampagna è nato ad Este (Pd) nel 1923. Ha lavorato presso l’U.T.I.T.A. Officine e Fonderie di Este.

Nel 1993 si è trasferito a Monselice (Pd), dove attualmente vive e lavora con studio in via Marco Polo.

Fin da ragazzo si sente attratto dal mondo dell’arte. Compie i primi passi in questo campo negli anni poco successivi alla guerra, tra il 1947 – ’48, assieme ad un gruppo di amici. Parte da un post-impressionismo volgendo particolare attenzione all’opera di Cèzanne e giunge a maturare una pittura intensa secondo T. S., come linguaggio formato da codici (spazio, linea, colore), dentro al quale egli si esprime liberamente. I codici vengono da lui sviluppati aggiungendovi sempre qualcosa di personale, ma tenendo comunque presente la tradizione.

 

Scriverà infatti, nel 1996, in occasione di una sua personale

“Fra segno e simbolo come un diario”:

 

“... Quando ho cominciato a dipingere avevo davanti due cose, la prima era il mondo, del quale riuscivo a vedere la sola apparenza e la seconda era la storia dell’Arte della quale non capivo la sostanza. Quest’ultima era come un mare di conoscenza nel quale dovevo tracciare la mia rotta. Giotto, Masaccio, Piero della Francesca, Leonardo, Cèzanne, Mondrian, Fontana, Vedova.., sono stati loro, più grandi di me, che mi insegnarono come dipingere e sono loro con le loro opere, a legittimare il mio fare.”

L'Artista Toni Sommacampagna

 

– La prima uscita ufficiale di Toni Sommacampagna è stata la partecipazione al PREMIO NAZIONALE MEDUSA – ESTE (PD) nel 1956  Vinto il 2° Premio

 

 


 

DESCRIZIONE DELLE OPERE DELL’ARTISTA

TONI SOMMACAMPAGNA

 

Com’è stato descritto anche nella parte relativa al profilo artistico, agli esordi nelle opere di Toni vi è la compresenza di elementi figurativi ed astrazione come nel quadro in cui ritrae l’anziana nonna (unica persona della famiglia che dava fiducia alle capacità del nipote e che si prestava a posare per lui). Questo quadro ricorda molto la serie di dipinti di Cézanne (in cui ritraeva la moglie), il carattere monumentale della figura e il gioco di volumi che non lasciano spazio alla sostanza emotiva. Nel quadro di Toni abbiamo in più un fondo irreale assolutamente astratto che prelude alle future predilezioni artistiche.

 

Opera dell'artista Toni Sommacampagna

"Senza Titolo"

Questo dipinto è “senza titolo”, ma se si volesse riassumere il suo significato si potrebbero usare le parole: Istinto + Razionalità. Due parole che sono una il contrario dell’altra ma che nel quadro non sono poste in antitesi ma convivono, così come convivono nella mente del pittore. La cosa che più salta all’occhio è la differenza tra la parte inferiore e quella superiore della tela. Nella parte più in basso vi è una situazione geometrica che rappresenta un momento razionale proponendo una serie di prospettive diverse: le linee del quadrato si prolungano in varie direzioni creando una falsa prospettiva. La razionalità e la ragione simboleggiate da queste bianche figure geometriche sono accostate a pennellate veloci, vibranti, istintive  prima larghe e scure poi man mano che si scende sempre più sottili e tenui. Sembra quasi che qui il colore sia in fuga, spinto da un vento irrazionale che le porta ad incontrarsi con la razionalità delle linee.

 

 

Opera dell'artista Toni Sommacampagna

"Scala di Giacobbe"

"Il titolo di questa opera è “Scala di Giacobbe” ed è una sorta di richiamo biblico. Ciò che vuole esprimere il pittore però non è conforme alla visione religiosa. Se secondo la Bibbia la scala è un ponte gettato tra cielo e terra, simbolo della vita contemplativa, secondo l’artista essa è carica di significati. Essa è rappresentazione di movimento, vitalità, congiunzione e desiderio di ascesa, capace di condurre sempre in qualche luogo, tensione verso gli altri spazi e altre dimensioni come si può capire anche osservando le pennellata che porta lo sguardo verso l’alto verso un continuo divenire. I colori che utilizza sono quelli primari e gli accostamenti, come ci dice l’artista non sono frutto di studi approfonditi, ma nascono dall’istinto. Un istinto ormai maturo, autonomo, che può essere seguito con sicurezza senza più il bisogno di temere il giudizio dell’osservatore e che governa la sua mano e la sua mente durante la realizzazione delle tele."

 

 

Opera dell'artista Toni Sommacampagna

"Senza Titolo"

Questa è una delle tele presentate alla sua ultima mostra allestita a Monselice nella Chiesa di S. Tommaso. Essa è un binomio di pittura e materia infatti l’autore per realizzare tale opera utilizza oltre ai colori anche frammenti di carta. Questa non è la prima volta che nelle sue tele si avvale di materiali particolari, in passato sperimenta tale tecnica utilizzando in grande quantità i più disparati materiali quali nylon, ceelophan e stoffa. Perché come lui stesso ammette per maturare bisogna sperimentare e soprattutto “consumare”. Quest’insieme di linee e colori rappresentano una sorta di finestra impossibile da attraversare per la presenza di inferriate, un ostacolo che si pone tra l’uomo e il mondo. Il mondo esterno rappresentato dal colore azzurro posto al centro della tela, e l’uomo (il pittore) dall’ocra imprigionato tra le sbarre della finestra.

Nel 2001 Toni realizza le tele per la Chiesa del S. Redentore in occasione del Giubileo.

Queste tele riproducono i quattro evangelisti e l’Apocalisse. Esse sono collocate in un luogo in cui generalmente non vi sono spettatori abituati a rappresentazioni astratte di difficile comprensione, quindi per raffigurarli il pittore utilizza l’iconografia tradizionale. Quindi S. Marco è il Leone, S. Matteo l’aquila, S. Luca il bue e S. Giovanni l’uomo. All’interno della raffigurazione troviamo anche altri simboli: le fasce annodate ai corpi delle creature sono l’allegoria dei quattro cavalieri dell’apocalisse; gli occhi presenti nello sfondo, riprendendo quanto dice Giovanni nel suo libro dell’Apocalisse, sono espressione dell’onniscienza provvidente, cioè della pienezza dei doni dello Spirito Santo.

 

 


ANTOLOGIA CRITICA

 

"Vita/morte, gioia/dolore, natura/artificio, tenerezza/violenza, urlo e canto sono da sempre i temi di riferimento della pittura di Toni Sommacampagna:   una  pittura tutta incentrata sull'uomo - e

prevalentemente focalizzata sulla testa - come luogo di pre­cipitazione/contemplazione delle contraddizioni, delle ambiguità, della poliedrica identità-disidentità dell'umano e dell'estrema varietà del suo statuto esistenziale. Il gesto pittorico e la tavolozza di Sommacampagna sono ormai inconfondibili: egli ha sviluppato una sua originale maniera espressiva di forte impatto visivo, ora con più attenta e curata definizione plastica ora con esasperata indifferenza per la compostezza e compiutezza formale in funzione di una ancor più libera potenzialità espressiva attraverso stesure cromatiche rapide, per sciabolate vibranti di luce impregnata su campiture scure di assorbimento luminoso. L'uso dell'acrilico e la scelta di non elaborare le tonalità cromatiche, cercando nei valori timbrici i riferimenti più adeguati alle tensioni emotive, esalta ancor più la qualità energetico-espressiva della pittura di questo autore che, genuinamente autodidatta, ha scoperto la pittura come esercizio conoscitivo privilegiato e prediletto della riflessione su se stesso e, superato il pozzo buio e fondo dell'esperienza personale, di una possibile congiunzione con l'umano universale.

Sono    visioni    oniriche,    apparizioni    inquiete    ed     inquietanti,

personaggi di un teatro mentale che elabora forti esperienze, lacerazioni profonde, emozioni, atteggiamenti, gesti, memorie, abitudini, apparenze, mescolando alla realtà del vissuto i vagheggiamenti di una fantasia fervida e provocata.

La pittura per Toni Sommacampagna ha significato, infatti,

da una parte il realizzarsi di un'aspirazione emersa fin dall'a­dolescenza, e dall'altra la scoperta del mezzo più efficace per l'attraversamento del tunnel oscuro dell'esperienza del campo di concentramento, così da riuscire a 'comunicare', a ritornare alla luce senza cancellazioni e mutilazioni psicologiche; e, anzi, cercando di capire, di 'svelare', di penetrare il mistero dell'uomo, della sofferenza, della crudeltà: mistero di un'identità sempre sfuggente, proteiforme, causa di patimenti e di ferocia a limiti estremi eppure sempre più spinti.

Sommacampagna ha, in solitudine, maturato una competenza e una professionalità certamente di livello qualitativo eccellente, sia come piena padronanza del ductus pittorico, sia in quanto a contenuti, appassionandosi allo studio dei 'Maestri', ma soprattutto lavorando con caparbio impegno sulla misura del gesto, sull'efficienza enunciativa e provocatoria del colore e delle relazioni segniche e cromatiche.
… Sommacampagna non dichiara semplicemente il disagio esistenziale e la denuncia delle carie sociali e delle paure, ma collega direttamente la memoria e l'esperienza con l'immaginario presente e futuro, dando al segno-colore, e al gesto liberatorio che li guida, una valenza di racconto emblematico totalizzante, coinvolgente, assorbente, di spazio di risonanza del sentimento della vita, dei suoi turbamenti e dell'ironia sempre più indispensabile a sopravvivere.

Giorgio Segato - Padova febbraio 1996

 

 

TONI SOMMACAMPAGNA E I SUOI FANTASMI REALI

 

“… Toni Sommacampagna lavora nei recessi dell'inconscio e non solamente in chi ha avuto la sventura di viverlo nel pro­prio corpoL'arte nasce dentro le materie sensibili e dentro la vita del corpo e da qui trae i suoi prodotti più genuini e più validi ...

...Toni è un solitario, un solitario autentico e pieno di intime ragioni, non di cupe misantropie o di risentimenti lividi. E il solitario autentico - è stato detto -porta dentro la meditazione di un destino. Quale sia la natura e la figura di questa meditazione si può capire e cogliere se si guarda con penetrazione la lunga teoria di personaggi e di forme che da anni Toni impasta instancabilmente sulla carta e sulla tela con uno sforzo tematico interamente originale e personale, dando luogo - semplicemente con sottili variazioni sul tema (e sulla figura del personaggio) - ad una folla sopravanzante (tanto che queste figure andrebbero viste tutte assieme, una a fianco all'altra come un solo blocco di denunzia e di protesta) di una monumentale umanità ferita e massificata, con immensi corpi neri spaccati da sciabolate verticali in pieno petto e microscopiche teste come deboli fiammelle sopra le spalle ricurve...

Corpi solitari come piramidi nel deserto, o corpi muti fianco a fianco come per dialoghi insensati di una beckettiana "fine di partita". ... Questa pittura di Sommacampagna è indubbiamente tanto lontana dall'astrazione quanto lo è dai banali o ingenui naturalismi. Poiché ha come oggetto e fine quello di esprimere un autentico mondo interiore nella carne più sincera e potente della pittura: un mondo di simboli e di immagini figurali, dove "figurale" non vuoi affatto significare qualche genere di "figurativo" pittorico, poiché significa precisamente - come per primo ci ha insegnato Lyotard - un mondo di reale immaginazione presente e oggettuale attraversato dalle potenze intuitive e dal vissuto umano non traducibile o descrivibile in linguaggio discorsivo o comunque in figure di racconto. … dipinti intorno al quadro vero e proprio (ora quadro nel quadro) con funzione prospettica ... La pittura di Toni Sommacampagna ci da la monumentale testimonianza di un mondo ancora raggrumato di dolente realtà e forse anche niente affatto vaneggiante nel farsi profetico, in forza di vissuti del passato, di alcuni imminenti orizzonti di oscuramento dell'uomo.”

Dino Formaggio, 1991 

 

"Le figure del pittore estense appartengono a una iconografia che rasenta spesso la surrealtà o la bizzarria, in un superamento allusivo degli aspetti più ovvi o più quotidiani del vivere. Forse Sommacampagna subisce l'influsso dell'ambiente o, per essere più esatti, della soffitta dove medita e dipinge. (Stavo per dire: sogna, ma il verbo può sembrare oggidì troppo romantico). ... Una serie di volti senza volto, d'immagini di cose disfatte, di gatti rampanti che hanno perduto la testa...

... Ma tutto il suo lavoro porta il segno di una passione che travalica ogni limite autocritico: che si esprime nell'impulso spontaneo del gesto, concretandosi nel ritmo della libera pennellata. Lo spazio così si dilata, s'irradia dalle figure che lo determinano, al di là di ogni costruzione prospettica, in una specie di atmosfera biaccosa che avvolge e scolora. C'è sempre qualcosa da scoprire nelle soffitte dei paesi di provincia: basta salire qualche rampa di scale."

Giuseppe Marchiori -1970

 

 

"... L'arte di Sommacampagna, ... oscilla di continuo tra autentiche rivelazioni e semplici descrizioni del da quotidiano.

Notevole la somiglianza tra l'artista estense e i pittori polacchi: simile è infatti l'ansia di dare espressione adeguata alle proprie idee ed emozioni. Per questi artisti il disegno, il quadro, assumono il significato di tracce che fissano un momento irripetibile. È mia opinione che l'opera di Antonio Sommacampagna sarà accolta con simpatia e interesse dai pittori di Cracovia. Uguale interesse spero possano incontrare i nostri pittori, quando avranno la possibilità di esporre le loro opere in Italia."

Jacek Buszynski – 1970

 

 

"... Dissacrazione e mistero si sovrappongono nelle immagini che Sommacampagna propone a se stesso, come misure irreali di una esistenza segreta e che soltanto nel ritmo ossessivo sembrano comporsi in fuggitive e fluttuanti parvenze formali. Ed è il ritmo che, molto spesso, allontana queste immagini dal raggio visivo di una inerte contemplazione. La precarietà dell'attimo si sostituisce dunque agli inganni ottici, in una corsa verso l'ignoto, che lascia dietro a sé lacerati e frammenti di una esperienza vissuta in una solitudine triste e piena d'ombre."

Giuseppe Marchiori – 1972

 

 

"... Un artista di forza e di sostanza insieme, che per dare corpo alle figurazioni usa il pennello alla maniera di un kurbasci fustigante fino all'ossessione la tela. È un uomo tutto racchiuso nel suo pensiero e nel suo affanno, ci si dice, Sommacampagna, e il mistero della sua anima solitaria è nelle opere che produce, in cui ritrovi la sua essenza segreta, fatta di aspirazioni, di aneliti, di sogni e di memorie in riddico cumularsi affannoso, allucinato.

Mario Rizzoli – 1974

 

 

"... Questi cavalieri di Sommacampagna sembrano appena calati da uno degli alti torrioni delle mura merlate, che attorniano ciò che è rimasto del vecchio castello estense, pronti ad un'ultima battaglia contro una realtà, quella d'oggi così diversa e disarticolata, ignota perfino a noi che ne siamo protagonisti quotidiani. Non ci resta altro forse che il rifugio nel passato o la tensione verso l'avvenire lontano: le misteriose figure del pittore suggeriscono, emblematicamente, l'una e l'altra scelta."

Roberto Valandro – 1975

 

 

"Uno degli aspetti che più distingue la pittura di Sommacampagna è il suo fare in grande, il suo bisogno di larghi spazi e di solenni figure che può anche realizzarsi in quadri di piccole dimensioni, ma che non a caso sembra prediligere, anche materialmente, le grandi tele. Questa scelta di misure corrisponde ad una sua vocazione epica, ad un suo bisogno di definizioni sicure e definitive: è una pittura senza compromessi, in cui si esprime una volontà senza esitazioni.

Si tratta quindi di un artista che non dipinge per edonismo, che non persegue ricerche intellettuali, ma che è proteso a interrogare se stesso e le forme più essenziali che l'universo sembra rivelarci. Arte come messaggio, quindi, del nostro destino, rivelazione di una condizione umana. Per questo la pittura di Sommacampagna indugia su alcuni motivi che sono come gli archetipi di questa rivelazione, la sigla che si rinnova sull'onda delle nostre esperienze."

Camillo Semenzato - 1975

 

 

"Un orizzonte drammatico e disperato, pieno di fantasmi aggressivi, quello evocato da Toni Sommacampagna preoccupato soltanto di trasmettere un messaggio impellente, da gridare, non da suggerire al mondo poiché il mondo stesso è mutato e deve scuotersi sotto la minaccia incombente, armata di violenza, priva di volto, che lo sovrasta. Sono disegni taglienti, dove il segno si ritorce sulla forma cruda, sono dipinti senza remora, aggressivi e paurosi, carichi di rabbia e di una certa grandezza: l'equilibrio della ragione pittorica verrà più tardi, per ora il discorso è coraggioso.

Silvana Weiller – 1976

 

 

"L'arte non è consolazione. L'arte non è neppure qualcosa di necessariamente piacevole. Compito dell'artista è di afferrare, al di là delle apparenze una realtà spirituale nutrita di esperienza. Sia come sia. La sottile passione che come brace sotto la cenere consuma il solitario artista d'Este è tutta rivolta a dipanare l'intrico esistenziale in cui si torce per dare valore conoscitivo alle immagini che con implacabile ossessione va configurando. E' una gara dura. I distratti ritengono che la pittura sia un gradevole passatempo. Mai e poi mai, i distratti, arrivano a pensare che fra pennelli e barattoli di colore l'artista si gioca la vita. D'altra parte, Toni lo sa, l'arte è l'unica cosa che ci ripaga della pena di vivere."

Giorgio Ruggeri -1978


 

 


ATTIVITA’ ARTISTICA

 

 

RECENTI MOSTRE DELL'ARTISTA TONI SOMMACAMPAGNA

 

2000 – In occasione del Giubileo, l’artista realizza per la Chiesa del S.S. Redentore di Monselice (Pd) I QUATTRO EVANGELISTI e nel 2001/2002 L’ANNUNCIAZIONE, IL TRADIMENTO DI PIETRO e GESÙ NELL’ORTO DEGLI ULIVI (tele cm 200 x 190).

 

2002 – PERSONALE “DENTRO LA PITTURA” – PESCHERIA VECCHIA _ ESTE (Pd); dedicata all’amico Giorgio Ruggeri, critico e storico dell’arte. Il quadro “SENZA TITOLO” è stato richiesto dal critico d’arte Prof. Dino Formaggio per il MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DINO FORMAGGIO _ TEOLO (Pd). Autopresentazione dell'artista Toni Sommacampagna.

 

2006 – L’ASSOCIAZIONE CULTURALE “SATURA”_ Palazzo Stella _ GENOVA, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Genova, propone una MOSTRA PERSONALE di Toni Sommacampagna. Autopresentazione dell’artista.

 

2006 – PERSONALE “ANTICO E MODERNO A SAN TOMIO” – Monselice (Pd). Col benestare dell’Assessore alla Cultura Sig. G. Belluco, per l’allestimento della mostra nella Chiesa di San Tommaso, l’artista ha realizzato un suo vivo desiderio di poter esporre le sue tele tra gli affreschi del XIII secolo e nell’ampia spazialità delle proporzioni volumetriche di alta architettura.

Accanto alle opere, in una riflessione di Sommacampagna, si leggeva: “La mia pittura opera dentro quell’area di nessuno che esiste fra caso e progetto, fra materia e disegno. Una pittura, dunque, di gesto e di riflessione, ansiosa e calma, ferma e veloce, razionale e irrazionale così come è la realtà che viviamo. L’ansia di fare presto, di fare tanto e di fare tutto, ci toglie il momento del pensiero, la necessaria riflessione sul mondo. Sulla “ballata umana” attuale la mia pittura indaga, considerando l’evoluzione del linguaggio pittorico e la storia dell’arte con la quale ogni artista deve confrontarsi.”

 

2007 – Mostra Personale “Fuga dal concetto” Dal 6 al 21 ottobre Este – Peschiera vecchia.

 

Si segnalano le mostre principali dell'artista Toni

1971 – Il critico d’arte il Prof. Giuseppe Marchiori visita il suo studio.

Sempre in quell’anno, in uno scambio culturale fra il CIRCOLO CULTURALE ESTENSE e la GALLERIA D’ARTE PRYZMAT – KAKOW (POLONIA) viene proposta una PERSONALE di TONI presentato dal Prof. Giuseppe Marchiori e dal critico d’arte JACEK BUSZYNSKI.

1972 – La mostra, di cui sopra, fu spostata, per il successo ricevuto a Cracovia nella GALLERIA D’ARTE KATOWICE PSP- ZPAP-KATOWICE

1977 BIENNALE D’ARTE “IL MURO DIPINTO” – Toni viene invitato ad affrescare un muro a DOZZA (BO). VIA DE AMICIS.

- “ANGELI VIANDANTI” è il titolo del suo affresco (cm 300 x 200), che suggerisce il cammino dell’uomo verso un punto ignoto a tutti, ma che ognuno deve scoprire. L’affresco è documentato nella rivista settimanale “D” di Repubblica delle donne_ N° 234 del 16/01/2001 e nella rivista “BELL’ITALIA” – N° 153, gennaio 1999 con il titolo “MURI GRANDI FIRME”.

19793^ QUADRIENNALE D’ARTE CONTEMPORANEA _ ACQUASANTA (Ap) – Invitato.

1989 – PERSONALE – “SALA DI SAN ROCCO” _ ESTE (Pd)

 

Autopresentazione “LE RAGIONI DELLA PITTURA”

L'artista Toni scrive:

 “...Dipingere la realtà e non la sua apparenza significa usare parole dure, parole che non possono accettare né un segno né un colore tradizionale....E se un giorno l’umanità ritroverà, come credo il suo progetto a questo sicuramente avrà partecipato anche l’arte.”

 

 

1998 – T. S. viene invitato a realizzare il drappo per il palio di Montagnana, ricevendo in cambio la possibilità di una mostra nella SALA AUSTRIACA del Castello di San Zeno.

Nel catalogo 30^ edizione del PALIO DEI 10 COMUNI  del montagnanese si legge la recensione del Prof. G. Segato per l’artista Toni Sommacampagna.

 

 


 

L'artista Toni Sommacampagna

è in attività dal 1956 con partecipazioni a Mostre personali, collettive, biennali, ricevendo sempre lusinghieri apprezzamenti da un pubblico interessato, dalla critica qualificata e dalla stampa. Riceve continuamente inviti ad importanti mostre d'arte contemporanea in Italia ed all'estero, ottenendo premi importanti.

 


 

 

 

 

 

OPERE

 

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