Guerrino Sartori - Pittore


"Quello che mi muove,

è l'amore

per le cose che vedo".

 

L'artista

Guerrino Sartori

 

 

 

Guerrino Sartori nasce il 1 Marzo 1941. Vive a Bressanvido (VI).

Dal 1969 al 1973 frequenta la scuola d'Arte e Mestieri di Vicenza, apprende le tecniche dell'incisione, del disegno, della litografia ed esegue le prime esperienze di modellatura con l'argilla.

Nel '72 riceve dalla scuola un premio vacanza di sette giorni da trascorrere nella città di Firenze.

 


 

Guerrino Sartori

è iscritto nel periodo 1969-1983 al Circolo di pittura "La Soffitta", diretta dal Prof. Otello De Maria, partecipa a tutte le mostre collettive organizzate dal gruppo. Dal 1998 ad oggi partecipa a tutte le mostre collettive allestite dal circolo "La Soffitta".

 

Nel decennio 1971-1980 partecipa a diverse manifestazioni pittoriche estemporanee ottenendo numerosi premi ed attestati di riconoscimento fra i quali

- un secondo premio "Città di Vicenza", con mostra personale alla Galleria "Il Bacchiglione";

- un primo, un secondo, ed un terzo premio a Gallio (VI);

- un primo premio a Montegalda (VI) medaglia d'oro;

- un secondo, un terzo ed un quarto premio a Piovene Rocchette; oltre a numerose altre medaglie e targhe di riconoscimento nelle città di:

Cervarese Santa Croce (PD), Monteforte d'Alpone (VR), Breganze (VI), Arsiero (VI), Monticello Conte Otto (VI), Santorso (VI), Villaverla (VI) e Chiampo (VI).

 

In campo nazionale è protagonista con medaglia d'oro alla Galleria d'Arte "Keramos" di Genova, medaglia d'argento al Centro Studi "L. Muratori" di Modena, segnalato a "Teleuropa, Palazzo dell'EUR a Roma.

 

Hanno scritto dell’artista:

Gerardo Cossio - Maria Luigi Ferraguti - Giuseppe Magnabosco – Salvatore Maugeri - Neri Pozza - Paolo Piscazzi - Libreria EMME ARTE Vicenza

 

"Vasi e Putto"

 

Olio su tela - cm b. 40x30

 

PENSIERO CRITICO DELL'ARTISTA

GUERRINO SARTORI

A CURA DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA DI

MILANO

Guerrino Sartori pittore dalle qualità artistiche ben definite, dotato di rara padronanza tecnica e disegnativa predilige intonazioni limpide ma smorzate ricercando il clima poetico di un paesaggio.

Con note liberty e colori ben marcati Guerrino diventa padrone dello spazio e della composizione, una visione nitida ed oggettiva circonda le sue opere di atmosfere poetiche, romantiche, malinconiche, mai drammatiche. Diverse gamme cromatiche illuminate da luci neoimpressioniste interpretano il mondo interiore dell’artista, una pittura vitale che dona allo sguardo dell’osservatore un panorama ampio e minuzioso. L’osservazione della natura implica una partecipazione umana e sociale che filtra attraverso stimoli simbolici e fantasiosi, verso l’habitat favorito dall’artista.

Guerrino Sartori approfondisce e ricerca un linguaggio artistico in continua crescita di significati e di qualità estetiche che abbina ad una propria conoscenza culturale. L’artista si esprime con una sicura libertà di linguaggio, una tavolozza densa di materie ricche e corpose plasmate con abilità conferiscono alle sue opere una precisa espressione stilistica nell’ambito di una tradizione figurativa.  

Archivio Monografico dell'Arte Italiana - Agosto 2009

 


ANTOLOGIA CRITICA

 

“… Guerrino Sartori segna .. il momento riflessivo di contemplazione e di concentrazione del pensiero sulle forme e sui fenomeni di natura. La lezione remota è venuta in lui dagli esiti del post-impressionismo, che nel Veneto ebbero i maestri nei pittori di “Ca Pesaro” e nei loro continuatori, da Carlo Della Zorza a Seibezzi, a Pigato a Juti Ravenna. A Sartori quindi interessa la resa dei silenzi della campagna veneta, gli umori e i sapori dei filari di alberi e piante, dei sentieri, dei rari casolari, dei solchi, delle colline e dei cieli fermi sulle parvenze del reale e inclini a interpretare l’afflato. …”

Salvatore Maugeri

 

 

"... Sartori pensa che un linguaggio gli deve sorgere dentro, come intima esigenza propulsiva - nascergli, crescere, svilupparsi nell'esercizio concreto di un lavoro orientato in un senso fecondo. Il linguaggio è per lui connaturale alle opere che va compiendo. È qualcosa come la forza dello sguardo, che mantiene davanti a sé il contenuto che elegge, come espressione del suo impegno.

... Ora Sartori pensa il suo vedere in un ambito evocativo post-impressionista, che gli consente di raggiungere col suo lavoro dei risultati certi, ottimi, privi d'avventurosi rischi. Sartori ci appare, prima di tutto, come un gran paesista. Egli ha ritrovato dentro di sé la sua terra nativa, carica di vita alacre, industriosa ed elegiaca. Il suo sguardo corre senza tregua per i vicoli ed i prati dei borghi del Veneto.

Si ferma, affettuoso, sui muri delle case, sulle curve delle strade, sugli alberi che punteggiano i pendii, e sulle colline verdi.

Si direbbe che in questo suo guardare, che rinasce in lui come immagine d'arte, egli trovi in sé una pace inesauribile, una serenità senza ombre, un respiro dell'anima come se si trovasse di fronte ad una viva pupilla, carica d'amore. I grigi, i bruni, ed i verdi, di cui si serve, diventano dei protagonisti della sua visione. E piace sovente a Sartori "innervosire", come egli dice, la sua visione per togliere ad essa quell'irresistibile propensione al descrittivismo illustrativo che un vedere evocativo reca inevitabilmente con sé. Benché Sartori non abbia indotto ad avventure spericolate il pensare che sta nel suo vedere, egli si sa e si sente moderno. Non si adagia in un piacevole discorso narrativo tutto eguale a se stesso. Le cose dette con forza assumono uno spicco improvviso.

L'immagine pittorica acquisisce tutta una sua nuova drammaticità dal seguito concertato di larghe stesure coloristiche, violente e decise.

 

"Alberi in controluce"

 

 Olio su tavola - cm 55x46

 

Una sberla di biacca fa vibrare il muro di una casa, caricandolo di una nuova luce, così come il verde fosco di una collina erbosa irrompe con potenza improvvisa nella trama figurale, che sta acquistando tutto un suo movimento, per merito dell'accento nuovo dell'artista. Vi è quindi una intima dialettica nei paesaggi veneti di Sartori dal vedere sereno, contemplativo idilliaco iniziale, sino agli esagerati timbri di qualche sua intensa veduta... Egli non si lascia comunque murare vivo nella sua opera, così come oggi ci appare. Filtrano, infatti, soprattutto nei suoi paesaggi, delle oscure inquietudini che paiono come dei presentimenti di nuovi interessi poetici. Vi è in Sartori una calma e decisa sicurezza compositiva, che è poi una consapevolezza tipicamente contadina. Nel mestiere che si possiede, ma vicino ad esse vi sono pure una disponibilità, una capacità di muoversi che finiranno certamente col recarsi delle sorprese. Non è una impresa di critico d'arte quella di scommettere sul futuro di un'opera. Ma crederemmo di mancare al nostro compito di analisi di lavoro di un artista, se non ci fosse in noi la volontà di cogliere l'anelito vivo che lo muove.

Sartori è l'artista di presenze vive, anche se mute e chiuse, che accompagnano e sorreggono il nostro vivere. In complicità con esse, il suo guardare tesse continue trame di musiche visive che possono variare di tono e d'accento, e conoscere anche delle nuove dimensioni. Egli si affida all'intensità del suo sguardo, come ad un messaggero alato, capace di portare in luoghi lontani delle promesse di riscatto. Tutto il vedere infatti si riscatta nello sguardo che trasmuta in immagine d'arte tutto quello che reca. In esso, il mondo umano si spiritualizza e genera in se stesso continue possibilità di nuove germinazioni creative. Il lavoro attuale di Sartori, carico di suggestiva poesia, è la testimonianza del cammino ch'egli ha dovuto percorrere per entrare in contatto con quella viva forza che genera in lui una continua esigenza di creare".

Paolo Piscazzi - 2000

 

"Colli berici"

 

 Olio su tavola - cm b. 55x46

 

“... Guerrino Sartori sembra un uomo tranquillo, perfino un razionale, dalla mente affollata di numeri; e invece capita raramente di conoscere un tipo più trepidamente appassionato della pittura, anzi delle sue colline o delle distese di campagna.

E' un uomo d'ordine, che disegna sul vero e per il vero. Per lui la veduta si compone in una geometria di piani e di registri pittorici, scalati con rispetto della veduta reale. E quando passa alle campiture e stende con energia i toni quieti e quelli tesi, dai bianchi dei muri a quelli lustri e bruniti degli alberi, lo fa con un pungente espressivo dello spazio. Invece di patire il caos del mondo, Sartori ne tenta la ricomposizione con paziente industria sui modelli francesi dell'impressionismo , sicuro dei suoi calcoli (direi, quasi, sicuro del calcolatore elettronico con il quale è in confidenza e che dovrebbe soccorrere l'uomo nel suo affanno a razionalizzare i problemi). Sartori può perfino toccare con tutta innocenza le corde del patetico con le vedute degli alberi in fiore, come un post-impressionista, andando per colori alla cieca, in vedute aperte. Tale quella con la neve, che è forse tra le sue quella più mortificata ed espressiva tra le tele raccolte in questa esposizione.”

Neri Pozza

 

"La nevicata"

Olio su tavola - cm b. 55x46

 

“… I paesaggi di Guerrino Sartori, ottimamente impostati e risolti con una materia pittorica vibrante, ricca di toni ora caldi, ora sommessi, sono tutti permeati da una poetica atmosfera.

Le nature verte ed i fiori, risolti con pennellate rapide,vivono soprattutto per i toni caldi, accesi, per i contrasti di gialli,rossi, ocra,per il veloce tocco di qualche bruno. ..”

Giuseppe Magnabosco

– Articolo pubblicato sul Giornale " La voce dei Berici"

nel mese di marzo 1972.

 

 


ATTIVITA’ ARTISTICA

 

- Nel 1972 Esposizione permanente di Guerrino Sartori presso Simon's Gallery.

- Nel 1978 espone alla "Galleria del Ponte" di Vicenza con due colleghi della Soffitta,(Bevilacqua e Pivetti).

- Nel 1982 partecipa a Villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore, alla rassegna di "VIGENZA IMMAGINE - Sezione pittura", organizzata dalla Provincia di Vicenza.

- Nel periodo ‘83 – ‘93 per problemi di salute rinuncia alle manifestazioni e dipinge in forma privata.

- Nel 1997 partecipa alla collettiva "40 anni della Soffitta", mostra allestita nella chiesa di S. Giacomo a Vicenza.

- Nell'aprile del 2000 personale alla "Libreria Emme" di Vicenza.

- In Giugno del 2000 mostra personale alla "Galleria del Palazzo Conti S. Bonifacio" di Soave.

- Nel 2003 Sartori Guerrino riceve il Premio della critica sul tema "La Montagna" tenutosi a Cittadella.

- Nel 2004 viene segnalato al concorso nazionale "L. Bordignon" di Castelfranco Veneto.

- Nel 2004 partecipa con cinque colleghi della "Soffitta" alla mostra nella sala consigliare del Municipio di Piazzola sul Brenta.

 


 

L'artista Guerrino Sartori partecipa a mostre personali, collettive, manifestazioni artistiche importanti in diverse città italiane ricevendo numerosi premi ed attestati di riconoscimento. La sua arte è discussa e apprezzata da critici, dal pubblico e dalla stampa.

 


 

 

 

 

OPERE

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