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Giuseppe
Toma
nasce a
Novoli (LE) il 28 giugno 1935.
Pittore e scultore.
Vive a Padova, lavora nel suo studio a Ponte S. Agostino, Padova.

Dopo l'infanzia e la
giovinezza trascorse nel natio Salento,
Toma
si è stabilito nel 1958 a Padova. Ha seguito un percorso espressivo che si è
dipanato dalla più tenera età.
www.giuseppetoma.it
Il Presidente dell'Archivio Monografico
dell'Arte Italiana
Michele Maione con l'artista
Toma

PRESENTAZIONE CRITICA ALL'ARTISTA
GIUSEPPE TOMA
A CURA DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA
MAGGIO 2011
"Giuseppe Toma
un artista che sperimenta una realizzazione pittorica dalle caratteristiche
figurative e metafisiche, un linguaggio autonomo spogliato da ogni attributo
convenzionale.
Tutte le
opere di Toma
assumono significati profondi e misteriosi, l’artista riflette le situazioni
delle realtà moderna esplorando itinerari nuovi ed immaginabili.
Ritmi,
contrasti cromatici, segni e forme geometriche si distribuiscono sulla tela in
maniera equilibrata identificando le visioni informali di forte suggestione che
stabiliscono un contatto con la figura e tutto ciò che la circonda.
Elementi
architettonici, ritagli di luoghi e ricordi realizzati dall’artista con
costruzioni fantasiose,
Toma
ignora la realtà della natura, del mondo per approdare ad un mondo enigmatico
destinato a generare forti emozioni: basta semplicemente fermarsi ad una sua
opera ed osservarla!!!
Giuseppe Toma
anche pittore di interni e figure, qualità tecniche e disegnative si evidenziano
nei ritratti e nelle composizioni che si esprimono attraverso un’espressività
profonda, ricca di particolarità."
Archivio Monografico Dell'Arte Italiana
"Autoritratto" - 1970 - Olio su tela cm 50x50

Toma
ha costantemente praticato varie forme di arti figurative, prediligendo tuttavia
la pittura. La maggior parte delle sue opere può annoverarsi nella pittura ad
olio su tela e nella litografia. Ha tuttavia realizzato alcuni pezzi di scultura
in gesso.
Esordito nell'alveo di un
più convenzionale realismo, verso gli anni '80 la sua maturazione umana ed
artistica lo portò ad imboccare quello che lui stesso definì
"il nuovo sentiero". Si è parlato — a giusto titolo
— di una sorta di "animismo" nella rappresentazione
di paesaggi, che assumono slancio vitale in modo naturale-magico, preludendo ad
una fase ulteriore in cui l'antropomorfismo si fa più esplicito, la tendenza ad
una poetica oscillante tra metafisica e simbolismo erompe con meridiana
chiarezza. L'aspetto costante della produzione di
Toma è un'inconfondibile
ispirazione mediterranea, che rimanda alle mai dimenticate radici culturali ed
esistenziali dell'artista.
I suoi esiti espressivi
sono stati accostati a nomi quali De Chirico, Carrà, Rosai, Fiume e Sironi.
Collezione privata: "L'isola dei sogni" -
1989

Olio su tela - cm 80x90
DEDICA DI
TOMA
PER L'OPERA "L'ISOLA DEI SOGNI"
«Un
lembo di "madre" terra immerso in un mare appena increspato che ospita nel
grembo una copia in amore. La sintesi metafisica di un'isola "costruita" dove la
terra è donna simbolo di fertilità. La dimora l'unione uomo-donna. Un luogo e un
atto d'incanto solare con nuvole in amplesso veloce che sembrano svanire. Senso
di solidità nel sogno. Leggerezza nelle nuvole. È in noi il desiderio di
realizzare il grande amore "ideale" lasciando svanire l'amore "fugace". »
Giuseppe
Toma,
-
Descrizione verbale de L'isola dei sogni [1]
L'artista Toma
ha tenuto numerose esposizioni personali in diverse città:
Padova, Ravenna, Lecce,
Bassano del Grappa, Bibione, Piove di Sacco, Thiene, Monselice, Ferrara,
Brescia, Parigi, Como, La Spezia, Treviso, Este, Vicenza, Selva di Val Gardena,
in un arco temporale intercorrente dal 1971 ai nostri giorni.
Hanno scritto di lui:
Mario Rizzoli - Silvana
Weiller Romanin Jacur - Pier Luigi La Gloria - Gianfranco Munari - Cornelia Mora
Taboga - Lorenzo Papi - Piero Franceschetti - Salvatore Maugeri - Laura Sesler -
Franco Fabbri - Antonio Caggiano - Paolo Rizzi - Maurizio Boccafogli - Vittoria
Conti - Renato Civello - Tullio Motterle - Giorgio Pilla - Giorgio Tellan -
Michele Urso - Raffaella Tisi - Carla D'Aquino - Maria Palladino.
-
Dicembre 2002
Toma
ha
pubblicato la monografia "Itinerario di Toma - Dal realismo alle nuove forme
1958-2002" Presentazione di Paolo Rizzi Stampato a Padova Tipografia
Eurograf - Fotolito - Fotoscann. Primo volume a carattere antologico che Toma
presenta al pubblico.
Giuseppe Toma
su Wikipedia , l’enciclopedia libera
http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Toma
"Sguardo d'intesa" - 2001

Olio su tela - cm 80x100
Opere di Toma
esposte in Chiese
Chiesa S. Tomaso Becket di Padova
"S. Antonio incontra S. Francesco"

Olio su tela - cm 90x250
"S. Tomaso Becket"

Olio su tela - cm 90x150
Pala d'Altare presso la Chiesa San Nicola, Nociglia
(Lecce)
"Il Battesimo di Cristo" - 1995

Olio su tela - cm 1,40x2,20
ANTOLOGIA CRITICA
"Difficoltà d'amore" - 2001

Olio su tela - cm 80x80
"... Oggi si potrebbero identificare le matrici
stilistiche in artisti come De Chirico, Carrà, Rosai, Fiume, Sironi; ma allora
Toma ben poco per nulla li conosceva. Egli dipingeva quasi "in trance":
raffigurava quel che aveva dentro, o meglio cercava di far uscire le spinte
interne del suo sentire. Già tra il 1975-76 si può parlare di antropomorfismo
per i suoi dipinti: e non era qualcosa di consapevole. Toma si lasciava
"guidare" dalla sua immaginazione. La nostalgia di una vita più umanizzata si
infilava tra le pietre delle case, tra le architetture un po' vere e un po'
inventate, tra i paesaggi che "respiravano". Finché, in un viaggio per lui
memorabile nel Centro America, la scoperta di una ingenuità primitiva gli diede
una scossa. … All'inizio erano quasi dei racconti: delle scene in cui la
trasformazione subdola tra reale e immaginario lasciava trasparire momenti
favolosi … È veramente straordinario questo passaggio. Esso richiede - è
evidente - una partecipazione attiva da parte dello spettatore. Toma non
rappresenta: allude. Le sue simbologie possono anche essere complesse, come
d'altronde è complesso il mondo dei nostri sentimenti. … Egli è per me un ‘maieuta’,
cioè colui che ci aiuta a partorire le immagini che abbiamo dentro di noi e che
rimangono così spesso racchiuse nei gangli della nostra psiche.”
Paolo
Rizzi
"Castelli riflessi" - 2000

Olio su
tela cm 80x60
“… Architetture a mezz’aria tra memoria e fantasia, tra proposta archeologica e
suggestione metafisica sembrano colloquiare tra loro con gli ignudi paramenti,
quasi timbrici, che si vestono di sortilegio;e l’allegoria dei contenuti – I
bambini ci guardano, La luce viene dalle donne, L’inizio della vita – sconvolge
ogni tentazione dialettica e traduce in fiamma di coscienza. Sarebbe facile
chiamare in causa le opere spiazzanti ma colme di fascino dei visionari e dei
surrealisti; da quelle del magico simbolista inglese Paul Nash ai misteriosi
abissi di Tanguy, ai silenzi stregati di Magritte. Ma
Giuseppe Toma,
a ben riflettere, non ha referenti, per quanto illustri. Il mondo generato da
una sorta di sognante intellettualità non è omologabile con l’esterno: gli
appartiene in misura totale.”
Renato
Civello - Roma 2000
"Tre donne" - 2000

Olio su tela - cm 50x50
“… La
pittura di Toma è un’opera totalmente inedita che appassiona e induce a
riflettere. … Paesaggi meditteranei .. composizioni fatte di spirali, di linee
che apparentemente sono puri segni; concentrando lo sguardo .. si riesce a
vedere improvvisamente un’immagine nascosta che l’autore non ha voluto
raffigurare in modo diretto. Il Maestro si diverte a trarre in inganno con la
sua meravigliosa e accattivante pittura metafisica, dove il tempo sembra essersi
congelato, i colori vengono catturati in modo magico e come tali vengono
offerti. .. Il pittore Toma maschera figure umane o avvenimenti sociali
attraverso una sua paesaggistica, un’edilizia portata allo stato umano. …”
Giorgio
Pilla – 1999
"Omaggio a Picasso" (dal periodo blu) - 1999
Olio su tela - cm 50x60

“Limpida e trasparente al
primo impatto, la pittura di Giuseppe Toma rivela una tessitura complessa e
ricca di riferimenti, sorprendente all’esame più attento. … Un mondo intero
fiorisce sulla tela, un mondo antichissimo pronto ad ospitare il sogno, nella
purezza nell’irrealtà”
Silvana Weiller - 1991
"Strani amori" - 1997

Olio su tela - cm 80x80
“… Un senso di mistero
promana da questi dipinti i quali … si rivelano ottenuti dalla giustapposizione
di figure umane stilizzate in blocchi, definiti da piani colorati, limitati da
linee rette e curve. …Un pittura fondata sullo studio dei sentimenti umani e
delle situazioni esistenziali, un paesaggio metafisico … di uomini e non di
pietre.”
Laura Selser – 1991
"Il castello dell'amore" - 1985

Olio su tela - cm 60x50
Collezione privata "La sigaretta" - 1974

Olio su tela - cm 60x70
OPERE SACRE DELL'ARTISTA
TOMA
Collezione privata U.M. e T.R.
"Bozzetto per il "Battesimo di Gesù" - 1995

Matita - cm 20x30
"In Croce con le nostre mani" - 1994

Olio su tela - cm 80x100
L'artista
Toma
anche scultore
"Il
castello dell'amore"
"Il castello dell'amore"

"El Giza 2000"
"Sud"
"Est"

L'artista
Giuseppe Toma
intervistato da Laura Lazzarin
http://padovacultura.padovanet.it/rubriche/archivio/000699.html
Qual
è la sua fonte di ispirazione?
Alla base c’è un viaggio
nell’America Centrale. Qui ho scoperto la semplicità. In questi posti avevano
una grande solidarietà tra di loro: uno pescava, e pescava per tutto il
villaggio. Era una cosa molto bella. Pescava, ma lasciava
andare il pesciolino e prendeva il pesce più grosso: “Eh, il pesciolino
crescerà, dopo”. Mi ha insegnato molto: nella nostra società consumistica
noi mangiamo il pesciolino appena nato, ce ne approfittiamo.
Quando sono tornato ho visto che noi europei, e anche gli
americani, siamo inseriti in un contesto quasi militare: siamo inquadrati in
fila verso il consumismo, come militari assoldati per consumare. Dentro
di noi però c’è ancora l’amore, la voglia di fratellanza, di amicizia, di
dialogo. Questa cosa è in noi, nonostante il fatto che siamo irreggimentati. E
allora ho cominciato a disegnare l’individuo, e lo facevo rigido, lo squadravo
con linee rette. Poi ricavavo dalle parti anatomiche gli archi.
L’arco è il pensiero positivo, la voglia d’amare.
Quindi nel corpo umano ricavavo queste aperture, quasi ad invitare me stesso e
gli altri a riscoprirle. Ho visto che attraverso questo
segno potevo raccontare tutto dell’uomo. Dalla religione alla letteratura… posso
parlare di qualsiasi cosa attraverso un bel paesaggio, un castello. Ma
all’interno, oltre alla visione architettonica, il quadro contiene la voce
dell’autore che cerca di dialogare con il pubblico. Mi sembra che questo sia
percepito, specie dalle persone sensibili. Tutti i miei quadri sono un intreccio
di sogno e realtà. Per esempio, il quadro delle “Gemelle” l’ho fatto prima
dell’11 settembre. Ho detto: faccio queste due ragazze di schiena, e gioco sulla
gonna, sui porticati. Quando l’ho fatto non pensavo alle torri gemelle. Dopo ho
riscoperto questo disegno ed è venuto fuori un altro messaggio, attuale, che dà
il senso della pace ma anche del panico. Si può pensare che le due ragazze
stiano giocando, correndo o scappando: rimane questo dubbio. In primo piano ci
sono dei piedi, che sembrano quasi recisi: non hanno le basi e forse cadranno.
Sullo sfondo ci sono due gabbiani, ma noi sappiamo che sono stati due aerei..
insomma è un intreccio di sogno e realtà. Quando io metto una donna china su un
individuo che è steso per terra, e la chiamo “Solidarietà”, essa rappresenta la
religione ed è un invito al dialogo. L’uomo deve
riscoprire il dialogo, deve stare con l’Altro. Io sono qui di fronte a Lei: devo
apprendere da Lei il meglio che ha Lei. E Lei deve apprendere da me il meglio
che ho. È dall’incontro che c’è arricchimento ed evoluzione. Questo è il mio
concetto della vita, e tento di metterlo in risalto attraverso i colori, le
forme. Da quello che mi sembra, qualcosa ho raggiunto.
L'artista
Toma
NOTO BIBLIOGRAFICHE A CURA
DELL'ARTISTA
TOMA
Sono nato ed ho vissuto i
miei primi vent'anni in un bianco paese del Salento immerso nel venie degli
ulivi, tra muri in pietra che delimitano una terra rossa come bruciata dal sole,
ma rigogliosa e fertile.
Lo scorrere di forme e colori mutevoli con le stagioni, in un paesaggio popolato
da volti scolpiti dal duro lavoro dei campi, ha destato in me l'impulso di
ritrarre figure ed ambienti fissandoli sulla tela ad di là del tempo e dello
spazio.
Nei primi anni di scuola la mia passione per il disegno fu spronata anche
dall'incombenza di dover riprodurre sulla lavagna i disegni proposti dalla mia
maestra inferma su una sedia a rotelle.
Per soddisfare questo mio incessante desiderio di disegnare, mia madre scambiò,
negli anni quaranta, un taglio dei suoi lunghi capelli neri per una scatola di
sei pastelli di cui conservo un vivo ricordo. Si perde nel tempo dei miei dieci
anni il giorno in cui, con un lapis disegnai su una pagina di quaderno una
farfalla le cui ali, più volte riproposte in posizioni diverse sullo stesso
corpo affusolato dell'insetto, davano l'impressione del movimento. Ero convinto
di aver trovato un modo nuovo di rappresentare le cose e corsi ad informarne mia
madre che tentava di capirmi senza riuscirci.
Erano i tempi della guerra, il cartone animato o la TV non c'erano ancora ed io
credevo di aver scoperto 'il movimento'.
Grande fu in seguito la mia delusione nello scoprire ventenne nella mia città
d'adozione Padova, il Futurismo di Depero.
Il mio primo vero approccio pittorico risale alla adolescenza, quando su una
tela utilizzando ocre argillose realizzai un'effigie del Cristo e il gesto
pietoso della Maddalena che ne detergeva il volto.
Negli anni ho cercato di rinnovare motivazioni ed espressioni della mia pittura
col desiderio dì destare emozioni e riflessioni.
Quando alla fine sono approdato alla sintesi estrema del corpo umano,
trasformandolo in elementi architettonici, ho sentito finalmente di aver
trovato, e questa volta per davvero, il mondo pittorico che mi personalizza ed
in cui mi riconosco.
A cura
dell'autore
Toma
Il primo vero approccio pittorico dell’artista risale alla sua adolescenza,
quando realizzò su tela un’effigie del Cristo e il gesto pietoso della
Maddalena, che ne deterge il volto, utilizzando ocre argillose.
EVOLUZIONE DELLA PITTURA
NELLE OPERE DELL'ARTISTA
TOMA
Proprietà dell'autore: "Ritratto di Franca" 1958

Olio su tela - cm 30x50
La
pittura del
Toma
non è facile da valutare se non si conoscono lo spirito e l'ambientazione che
l'hanno generata e maturata.
Il
percorso pittorico può iniziare con il "Ritratto di Franca", opera molto
giovanile, dove le forme ed i colori sono essenziali, i tratti marcati e decisi
danno alla figura un'espressività non ricercata ma che emana emozioni familiari.
..
Gli anni '60 vedono il pittore attento a cogliere figure
raccolte o angoli domestici da cui traspare la nostalgia degli affetti legati
alla famiglia e alla terra d'origine come in "Uomini in cantina"
Collezione privata:
"Uomini in cantina" 1968

Olio su tela - cm50x70
Negli
anni settanta è ancora più evidente il legame della pittura del
Toma
con la sua terra e con le figure che la popolano.
Collezione privata: "La casa bianca" 1969

Olio su tela 40x50
I paesaggi esprimono sintesi di vedute mediterranee
assolate e silenti, sono privi di presenze umane, raffigurano campi di grano o
uliveti percorsi da sentieri.
Collezione privata C.G. e T.T. : "Fichi d'India"
- 1975

Olio su tela cm 60x70
…
La
maturazione della pennellata si può intravedere anche nelle nature morte di
questo periodo come in "Fichi d'India", in cui le composizioni, divenute più
ricercate, talora sono adagiate su panni pieghettati e sembrano offrirsi allo
spettatore.
"Risvegli" - 1975

Olio su tela - cm 40x50
Negli
anni '80 l'opera di Toma subisce una profonda svolta sia per l'ambientazione che
per le tematiche. Il pittore cerca di esprimere il disagio vissuto per la crisi
dei valori tradizionali e si rifugia con i suoi quadri in un mondo geometrico ed
irreale di grandi spazi occupati da costruzioni che non sono altro che
metamorfosi di corpi colti in atti di vita quotidiana. Questa trasformazione si
può intravedere per la prima volta nel dipinto "Risvegli" in cui tronchi di
alberi sembrano assumere sembianze umane. …
Al pittore non sfugge la realtà del nostro tempo e ne
riporta sulla tela l'essenzialità rappresentata da una parte con l'opera "La
solidarietà", in cui forme e colori concorrono ad esprimere un gesto nobile del
genere umano, mentre "L'indifferenza", propria delle nostre generazioni, viene
proposta utilizzando figure sfuggenti ed apatiche, accomunate sulla tela dal
colore, che, nelle sue tonalità accese, alcune volte può esprimere valori
effimeri.
"L'indifferenza" - 1997 Olio su tela - cm 80x80

La
sintesi artistica di Toma trova risalto in "Strani amori"
dove vengono raffigurati generi pittorici e disquisizioni con cui l'autore si è
cimentato nella sua lunga carriera.
Egli si
fa cogliere su un rudere riproducente una scultura classica a sottolineare come
ancora oggi l'arte sia opera di passione e dedizione come lo è sempre quella che
traspare dai suoi quadri.
A cura
di Michele Urso e Raffaella Tisi
"Strani Amori" - 1997

Olio su tela - cm 80x80
ATTIVITA' ARTISTICA
L'ARTE
ITALIANA A POZNAN (POLONIA)
L'ARTISTA
TOMA
ESPONE LE SUE OPERE A POZNAN IN POLONIA
Galleria “Art in Gallery” – Centrum Handlowe Kupiec Poznanski. Plac Wiosny Ludow
2, Poznan - Polonia - Zapraszamy

dal 12 Settembre al 31 Dicembre 2009
Inaugurazione Sabato 12 Settembre 2009 ore 17.00
Orario: tutti i
giorni dalle ore 11.00 alle ore 19.00
http://www.kupiecpoz.pl/

- Catalogo della mostra
Giuseppe Toma,
dal realismo al paesaggio antropomorfo — 1958 - 2002 (Padova, 24 settembre — 7
novembre 2004. Con il patrocinio del Comune di Padova)
Premi e riconoscimenti ottenuti negli anni passati:
- 1° premio internazionale Città di Taormina, 1979
- 1° premio internazionale Universale — Città di Firenze, 1980
- Medaglia d'oro per le belle arti Città di Salsomaggiore Terme, 1981
- Accademico benemerito delle belle arti dell'Accademia Toscana, Firenze 1981
- Accademico delle belle arti e del lavoro Salsomaggiore Terme, 1981
- Membro benemerito dell'Accademia Pontificia Tiberina, Roma.
MOSTRE PERSONALI
- Centro Culturale e Sociale, Monselice
(Padova) 1978
- Galleria "Amici dell'Arte", Ferrara 1979
- Circolo Ufficiali Presidio, Padova 1980
- Galleria "Biblioteca Comunale", Sirmione
(Brescia) 1980
- Galleria "Sala S. Rocco", Este (Padova)
1981
- Le Noveau Salon de Paris, PARIGI 1981
- Galleria "Patio" Le Padovanelle, Padova
1982
- Villa Comunale di Crevenna, Como 1982
- Civica Galleria di Levante, La Spezia
1982
- Galleria d'arte "Lo Scrigno", Treviso
1983
- Galleria "Sala S. Rocco", Este (Padova)
1983
- Galleria "Il Bacchiglione", Vicenza 1984
- Circolo Culturale - Arquà Petrarca 1985
- Studio, Galleria Ponte S. Agostino, 2,
Padova 1987
- Studio, Galleria Ponte S. Agostino, 2,
Padova 1988
- Studio, Galleria Ponte S. Agostino, 2,
Padova 1989
- Galleria "Il Rivellino", Ferrara 1990
- Arte 90, Fiera di Padova, Padova 1990
- Galleria "La Cupola", Padova 1991
- Galleria "Antares", Selva Gardena 1992
- Galleria Caffetteria "Le Rose", Ferrara
1992
- Studio, Galleria Ponte S. Agostino,
Padova 1993
- Galleria "Il Bacchiglione", Vicenza 1995
- Galleria "Il Sigillo", Università
Popolare, Padova 1995
- Galleria “Il Fiore” Bassano del Grappa (VI)
1996
- Sala S. Rocca, Este (Padova) 1997
- Gruppo Donatello, Firenze, 1997
- Galleria Art Gallery Wintleys, LONDRA
1998
- Galleria S. Vidal, Venezia, 1999
- Pontificia Accademia Tiberina (Teatro
Euclide) Roma 2000
- Sala Samonà, Bando d’Italia, Padova 2004
- Galleria del Kursaal, Abano Terme
(Padova) 2008.
- Mostra a Poznan (Polonia) Galleria “Art in Gallery” – Centrum Handlowe
Kupiec Poznanski. Plac Wiosny Ludow 2, Poznan - Polonia - Zapraszamy.
Settembre-Dicembre 2009.
BIBLIOGRAFIA
Il Gazzettino – L’Eco di
Padova – Il Resto del Carlino – Il Giorno – La Difesa del Popolo – La Gazzetta
del Mezzogiorno – Il Salento – 7 Giorni Veneto – Bolfaffi Arte – La Nazione – Il
Secolo XIX – Il Mattino di Padova – La Voce di Ferrara – Il Giornale di Vicenza
– Italia Turistica – Catalogo Nazionale d’Arte Moderna Bolaffi – International
Catalogue of Contemporary Art – Repertorio d’Arte Contemporanea – Ursini,
Annuario Comanocci – Dizionario Internazionale degli Artisti Europei
Contemporanei – The Hill – Northwest Lonara – Il Manifesto, Roma.
L'artista
Giuseppe Toma
ha un vasto
curriculum artistico, espone le sue opere dal 1971 in mostre personali in
diverse città Italiane e straniere. Numerosi critici hanno parlato di lui
apprezzando e stimando tutto il suo operato. Le sue opere fanno parte di
collezioni private.
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