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Piero
Franceschetti
nato
nel 1910 a Villamarzana in
provincia di Rovigo,
venuto a mancare nel 1995.
Pittore, poeta, critico, animatore culturale: un personaggio multiforme e
appassionato.
Per informazioni contattare
Giovanna Franceschetti:
remonatofranco@yahoo.it
oppure rivolgersi
all'Archivio Monografico
dell'Arte Italiana
info@arteitaliana.net
PIERO FRANCESCHETTI
"60 anni di Pittura"
Chiesa di S. Giacomo, 26 agosto - 11 settembre 1995

"Il colore è vita. Ad occhi puri l'universo si svela mediante i
colori del'iride.
Il mondo è innocente. La vita è amore.
Dipingo il vero che è dentro di me. Esultando i colori della natura,
dilatandoli, esprimo emozione, tensioni, passione.
Cerco amici sconosciuti: per loro è il mio teatro con personaggi e
maschere in uno scenario fantastico.
Nella vegetazione estiva appaiono volti, visioni seducenti, moti
dell'anima, inviti e speranze.
Vi invito a svestirsi di avidità, paura, violenza, divise e
armature, come quando uscite alla luce, gustando la dolcezza del pianto, per
vivere, e basta."

L'autore
Piero Franceschetti
Frequenta la scuola di
Nudo presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, sotto la guida di
Armando Pizzinato, si accosta ai pittori
veneziani del gruppo di Burano.
"..
Piero Franceschetti
si dedica alla
pittura .. facendo di questa sua passione una ragione di vita. Voglio dire che
il suo incontro col mondo dei colori e delle forme non ha avuto nulla di
fortuito e di casuale, ma è venuto fuori da sé, lentamente, per sviluppo
naturale, determinando un «iter» niente affatto contrastante e involuto, anzi di
una linearità esemplare, seppure dentro limiti precisi. La sua formazione
artistica risale agli anni immediatamente precedenti quest'ultimo conflitto
mondiale e avviene nel clima veneziano creato da Semeghini, Gianniotti, Rigato e
Candiani per una pittura neo-impressionista, portata alla resa di atmosfere
chiare, fatta di colori trasparenti e ariosi ..."
Salvatore Maugeri
L'artista
Franceschetti
dipinge ad olio e ad
acquerello, rivelando una armoniosa fedeltà verso l’oggetto, una pittura che ha
valore di documento.
Lavora di fantasia per una pittura evocativa d'immagini-apparizioni incorporee,
fuse nel passaggio coi colori del cielo e della vegetazione, con vivezza di
accenti cromatici e di scatto gestuale, le cui ascendenze culturali rivelano le
sue simpatie per i Fauves, per gli espressionisti e per la lezione
dell'informale, guarda Pollock senza mai abbandonare reminiscenze figurali, in cui si palesava
la sua costante ispirazione naturalistica.
L'artista
Piero Franceschetti
si accosta al mondo dell'arte anche come critico, scrive per
centinaia di artisti pubblicando articoli su quotidiani e periodici.
Fonda con un gruppo di
pittori il circolo “Gli amici del Bacchiglione” organizza
mostre d'arte ma anche incontri di poesia.
Partecipa dapprima a
concorsi, a mostre locali, successivamente ha partecipato a mostre personali a
Padova, Rovigo, Ferrara.
Vive per un lungo periodo
a Trecenta (RO), nel 1955 si trasferisce a Vicenza, dove lavora come insegnante
elementare. Si dedica
all’incisione facendo parte di Associazioni: 'Incisori Veneti' e
'Incisori d'Italia'.
Si dedica
all’incisione su linoleum e su legno, sui quali riproduce i disegni fatti in
Polesine, e le xilografie.
"Le incisioni sono nate
negli intervalli di riposo e di nostalgia"

L'autore
Piero Franceschetti
Nel suo percorso formativo è stato
allievo di
Ferdinando Rossi a
Bologna – di Leone Minassian a Venezia –
e di
Armando Pizzinato a
Venezia.
"Volto ... " - 1976

Smalto su tavola - cm 50x40
PIERO FRANCESCHETTI,
PITTORE E POETA.
SEGNALIAMO LE PRINCIPALI PUBBLICAZIONI DELL'ARTISTA:

- Nel 1953 ha illustrato
con sei acquerelli il libro «Alle falde dell'Etna»
edito da Minerva Magistrale.
- Nel 1960 ha pubblicato
la raccolta di prose liriche
«Le stagioni del salice» illustrata da
20
incisioni originali.
L'artista descrive così i salici eletti a simbolo del Polesine:
“… Negli orti, intorno alle case, nel mio Polesine, i salici si
alzano al cielo in lunghe teorie, con i rami snelli flessuosi, il fogliame
minuto, che fa una chioma vaporosa, d’un verde grigio argenteo simile a quello
degli ulivi. …”

L’autore
Piero Franceschetti
- Nel 1968 è uscito il
primo opuscolo «La canapa» illustrato da 20
riproduzioni presentato a Rovigo..
- Nel 1975 ha presentato
la sua mostra retrospettiva a Trecenta nel volumetto «Trecenta
1935-45» corredato da 30 riproduzioni.
- Nel ’77
pubblica “Colloqui con mia madre”;
- Nel 1978 con una mostra
e una rimpatriata nel suo paese natio ha presentato il volume
«Villamarzana Piccola Patria» con 40
illustrazioni.
- Il 15 novembre 1980
nella generosa accoglienza di Badia Polesine, ha presentato il poemetto in prosa
«Epopea Della Cariola» ornato di 13 xilografie
originali.
Hanno scritto
di
Piero Franceschetti:
Ervardo Fioravanti - Luigi
Pagan - Dino Bonardi - Silvio Branzi - Salvatore Maugeri - Leone Minassian -
Gino Nogara - Gino Barioli - Carlo Segala - Paolo Rizzi - Ivo Prandin -
Guglielmo Gigli - Enrico Buda - Manlio Alzetta - Mario Monteverdi - Pino Lucano
- Mario Rizzoli - Giuseppe Brugnoli - Sandro Zanotto - Gian Luigi Verzellesi -
Luciano Spiazzi - Fernando Bandini - Gerardo Cossio - Silvana Weiller - Ilario
Rossi - Arnaldo Bellini - Tullio Motterle - Elisanna Chiesa - Mario Corato -
Luciano Caramel - Miro Penzo - Lauro Bergamo - Ornello Albanese - Paolo Zani -
Gino Severini - Henry Miller - Cristina Crestani.
Bibliografia: Catalogo Bolaffi d’Arte Moderna, 1966, 1970 - Primi espositori di Ca’
Pesaro, Venezia, 1958 - Pittori e Pittura Contemporanea, Ed. Il Quadrato, 1969,
1970 - Borsa d’Arte, Torino, 1968 - L’Arte Italiana nel Mondo, Torino, 1970 -
Pittura Italiana nelle Collezioni Private, Firenze, 1970 - Catalogo Illustrato
d’Arte Moderna, Milano, 1971 - Il Mercato Artistico Italiano, Torino, 1972 -
l’Arte Contemporanea in Italia, Roma, 1970.
Testimonianze: Gemma Bellotto -
Marco Spoladore - Ruggero Narzatico - Lia Pinelli Pontello -
Lorena Busellato - Italo con Jole Zappata - Denise Chiomento -
Aldo Allegranzi - Lucia Miotti - Tullia Rossetti - Giovanna
Strano - Maria Penello - Fabbri Rado - Nino Semisa - Mariano
Arcaro - Rinaldo Lecce - Ines Scarparolo -
Una parte dell'attività
editoriale di
Piero
Franceschetti
è consultabile on-line:
http://www.flickr.com/photos/mitrovich/collections/72157616435379166/
http://www.l-officina.it/piero_franceschetti/
L'ARTE E LA POESIA E DI
PIERO FRANCESCHETTI
"Basso Polesine" - 1991
Acrilici - cm 100x70

"Quanto ti ho amato, Polesine, paesaggio di severa dolcezza come il
volto di mia madre, dove mi sentivo animale terrestre, vivente d'aria, d'erba e
di zolla, mentre accordavo l'ingenuo pensiero al vento palese nel respiro dei
salici.
Siamo cambiati entrambi, ma serbiamo un cuore antico."

L'autore
Piero Franceschetti
"Man mano"
"L’arte
astratta è la sublimazione dell'esistenza in una zona di superiore armonia, al
di sopra delle passioni e delle miserie umane.
In questa mia recente stagione creativa sono giunto a inserire un
frammento di realtà in un contesto astratto, per esprimere l'eterno contrasto
fra il sogno e la realtà, fra una aspirazione di ascesi e la resistenza opposta
dalla vita quotidiana e dall'azione deviante di
istinti e passioni. Infine ancora una volta intendo soltanto fare
pittura, per definire stati d'animo e situazioni umane, per mezzo di colori bene
orchestrati, con qualche sorpresa."

L'autore
Piero Franceschetti
POESIA VISIVA DI
PIERO FRANCESCHETTI
"La vera amicizia di coloro che accolgono la felicità senza impallidire di
meraviglia ...
innalzeremo le coppe in amore .. dall'amore .. dell'amore"

"Parole
racconti e canti
scende
all'orecchio il polline
palpito
di corolle aperte tra il piacere e il sonno diafane nuvole migranti
sul
mare demente di profumo.
Desideri solitari camminano
per
marciapiedi affollati
pungenti richiami
d'occhi
e di gerani
da
finestre aperte
d'intimità golose
folate
di espansione
che
abbraccia la marea
sesso
fiori e poemi
come
rose rampicanti
in
attesa dell'alba
quando
il fiore sboccia
dolorosamente felice."

L'autore
Piero Franceschetti
PENSIERO CRITICO DELL'ARTISTA
PIERO FRANCESCHETTI
A CURA DELL'ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL'ARTE ITALIANA
"Piero Franceschetti,
Artista dotato di autentica bravura, è riuscito a stabilire un
rapporto veritiero d'amore con la pittura.
Persone, volti, oggetti,
paesaggi si vestono di luci, colori, segni tangibili e di carica emozionale che
giunge direttamente al cuore dell'osservatore.
Artista capace di cogliere in
un soggetto i valori più segreti con le tecniche più disparate, un'intensa
riproduzione tra immaginazione e il vero che racchiude in sé un legame affettivo
duraturo nel tempo.
Franceschetti
ha
sperimentato una pittura di contenuto sociale arricchita da motivi puramente
estetici subordinati a quelli umani ed emozionali.
Nelle sue opere
Franceschetti
evoca la realtà insieme al
sogno misterioso della vita accompagnato da note musicali poetiche che
indirizzano la lettura dell’opera a concezioni trascendentali."
Archivio Monografico
dell'Arte Italiana - Aprile 2010
ANTOLOGIA
CRITICA
"Ricordo Pungente" - 1986

Acrilici su tela -
cm. 50x60
"Dopo un lungo e faticato tirocinio dedicato alla rappresentazione della realtà
cosiddetta apparente, si è manifestato improvvisamente nella pittura di
Piero
Franceschetti
uno
spiccato estro di colorista, svincolato da remore. È ovvio che questa subitanea
manifestazione di libertà espressiva covava da lungo tempo, ma non era ancora
chiarita nella mente del pittore. .. Oggi dunque, il
Franceschetti
ha spezzato i limiti di un linguaggio provincialistico, impegnandosi in ricerche
più attuali."
Leone Minassian
"Davanti a questo «mondo nuovo» così pieno di contenuti, ancora difficilmente
decifrabili,
Piero
Franceschetti ha fatto dunque una sua scelta che, a prima vista, sembra
essere tutta nel colore, nella elaborazione di esso fino ad effetti che
rasentano la esasperazione per richiamare, in esso colore, luce e movimento:
colore (rosso, giallo, viola) solare, racconto da sentire più che da leggere.
Però, a pensarci bene, ci possiamo anche accorgere che in queste tavole qualcosa
si muove dal profondo e forse anche da lontano, qualcosa di molto serio e forse
anche di ironico, qualcosa che ci fa pensare, sia pure sotto altri cicli e in
altre stagioni, a quanto vedemmo in Ensor."
Gino Barigli
"Natura Morta" - 1980

Olio su cartone
-
cm. 56x46
“Dopo oltre vent'anni di lenta formazione, attento a tutti gli eventi dell'arte
contemporanea,
Piero Franceschetti
ha maturato una pittura evocativa di immagini affioranti dalla vaghezza di
ricordi e sogni, coi colori della vegetazione e delle nuvole. Nella sua pittura
protagonista è il colore, profuso con libertà gestuale a formare un tessuto
brulicante d'intrecci e fusioni, con accenti d'estrema vivezza. Le sue tele
vibrano d'armoniosa malinconia e gaiezza, sensualità e poesia.”
Paolo Zani
"Paesaggio" - 1976

Smalto su tela
-
cm. 50x60
"Una personalità chiara s'intravede in quest'opera tutta vulcanica, e in quel
raccogliere — vista e non vista — la composizione in un gioco di masse
concentriche, che hanno il netto sopravvento sul tema centrale.
Da sottolineare, oltre a tutto, la grande libertà nella interpretazione del
vero, per cui un solo, semplice, isolato elemento può dare ragione all'autore
per congegnare tutta una composizione complessa e intricata. Il piacere di dar
vita a fondi bizzarri e giocosi, l'attrazione verso la irrealtà, non deformata
ma resa informale, cioè sovente priva di ogni elemento verista: ecco gli aspetti
più impositivi dell'arte di
Franceschetti,
che non conosce e non ammette limitazioni dottrinali od offerte alla esigenza
della facile immediata interpretazione."
Mario Rizzoli
"Laura" - 1973

Smalto su tela - cm 38x45
"Piero
Franceschetti
presenta una serie di opere, giocate su una trama cromatica
assai vivace, volta a movenze derivate da una conscia lettura delle resultanze
dell'espressionismo astratto e segnatamente di certe acquisizioni espressive,
che formano ormai sostanza di un discorso culturale entrato definitivamente nel
linguaggio contemporaneo. In tale scelta tuttavia il
Franceschetti
ha ritenuto di poter conservare all'oggetto esistenziale, al paesaggio, alla
visione che ha mosso la sua ispirazione, una certa consistenza, che consente la
riconoscibilità del tema da lui, di volta in volta, prediletto. Nel complesso la
produzione del
Franceschetti, che è di alto livello, va inquadrata in
quel gran tentativo di utilizzare i modi attuali per la vecchia poetica
paesistica veneta. Il risultato è senz'altro soddisfacente, sia per la
originalità, sia per la qualità intrinseca dei dipinti."
Carlo Segala
"Donna in Giardino" - 1970

Smalto su tela -
cm. 50x60
"Il
suo linguaggio appare .. a prima vista , tutto esteriorizzato, fatto di
improvvise illuminazioni e rapidissime sensazioni visive, .. ad un meditato
esame si rivela per quello che è: un tentativo, assai spesso riuscito, di
penetrare nella realtà delle cose attraverso la luce, la vibrazione coloristica,
per scoprirne e rivelarne l’intima essenza.”
Giuseppe Brugnoli
“Partito da forme impressioniste, sensibile ai richiami di una rappresentazione
lirico-nostalgica della realtà, colta in immagini serene e malinconiche,
Franceschetti
ha voluto ora penetrare quasi di forza nell'incanto stesso del paesaggio
naturale, per portarvi in definitiva gran parte di se stesso. Affiora così nelle
sue tele ciò che è rimasto di visioni lontane di malinconia o di gioia, in un
tessuto di sensazioni che vi si sono sovrapposte poi nel tempo, sfocandone i
rilievi e mischiandovi la trepidazione che nasce dallo squarciare i veli della
nostra memoria. Il colore si è fatto ed è diventato libero, sciolto, più una
lievitazione delle emozioni con quanto di sussulti e variabilità esse portano
dentro, che non un ripercorrere gli itinerari della luce sulle cose.”
Luciano Spiazzi
"Ricordo di Esperia" - 1970

Smalti profusi - cm 40x50
“Le
composizioni di
Piero
Franceschetti sono la valida testimonianza di quella urgente
ripercussione fantastica che partendo dal tema-idea principale ne moltiplica via
via gli assunti in un susseguirsi frenetico di sempre nuovi elementi, al tatto
solidamente « veri », ma dalle astratte risonanze. Nell'impeto organico delle
sue «nature alte», delle «composizioni piene», delle recentissime «profane
sindoni», non sai se più apprezzare la frenesia colorista gestuale o l'ordine
mentale vero, primigenio e ironico, in giusto equilibrio fra l'urgente pretesto
poetico e l'economia distributiva della composizione.”
Ilario Rossi

“.. La
direttrice del lavoro di
Piero Franceschetti non è la registrazione .. , ma
piuttosto la ricerca di coerenti ed organiche soluzioni formali: una ricerca che
è stata anche vivificata dal contatto con alcuni dei migliori pittori veneziani,
e da un continuo ed intelligente impegno di informazione. La preferenza
dell’artista è per la linea ondeggiante, per le superfici morbide, per un
equilibrio non eccessivamente rigido: di qui la caratteristica fluidità di molte
delle sue opere.”
Luciano Caramel
"... I
colori accostati casualmente rimandano sensazioni sempre diverse, diversi suoni.
L'opera non è più imitazione, riproduzione, interpretazione di oggetti
esteriori, ma assume essa stessa concretezza, diviene oggetto reale di per sé.
La natura affiora, si intravede come essenza, come profonda causa ispiratrice.
Sfiora l'astratto senza divenirlo completamente. .."
Cristina Crestani
IL MIO
ITINERARIO ARTISTICO.
PIERO
FRANCESCHETTI.

“Buona parte della mia
vita è registrata e analizzata attraverso il disegno.
Non sono stato precoce. Da
ragazzo scarabocchiavo sui quaderni fregi e simboli. Di un mio quaderno di
appunti un professore disse: Questo è l'arca di Noè.
Sui vent'anni a
Villamarzana insieme a Lino Tosini mi misi a
disegnare dal vero le case, la chiesa, i familiari. Ma fu decisivo per me
l'incontro a Trecenta con Leone Minassian, il
quale trovò i miei schizzi «espressivi» e cominciò a darmi preziosi consigli,
aprendomi gli occhi al mondo dell'arte.
Per oltre un ventennio
disegnai e dipinsi dal vero la vita intorno a me, il paesaggio, il lavoro, le
persone. Un notes mi accompagnava nelle passeggiate in campagna, la sera
nell'osteria, nelle gite estive in treno, in spiaggia.
"Falciatore seduto"

Matita, stilografica,
inchiostro di china, penna biro, carboncino, centinaia di fogli, molti dei quali
distrutti per scrupolo artistico e molti conservati fino ad oggi.
Era un atto d'amore,
d'immedesimazione, senza intenti professionali, ma solo per celebrare, godere,
fissare momenti e cose che mi toccavano intimamente, con l'insistenza del
tratteggio rapido, che costruisce l'immagine, accentuando certi particolari ed
eliminandone altri.
Ho sempre lavorato per
l'anima mia.
A quei tempi i miei
modelli, i miei amori erano il realismo magico di Leone Minassian e le incisioni
di Giovanni Barbisan e di
Giorgio Morandi, intendo dire artisti che vivevano con intima emozione la
loro arte, con un concetto religioso, non commerciale. Esempi di moralità
artistica, prima che di stile.
Ho scoperto il mio paese
disegnando. Individuavo quello che era per me bello, curioso, buono: le case, la
chiesa, i filari di salici e di viti, canali e fossi, le falci da fieno, da
grano e da canapa, la trebbiatrice, le gramole da pane e da canapa, la «negossa»
e la nassa, il «corgo» e gli animali da cortile.
"Mia Madre" - 1945
Mia madre è stata il mio
primo modello. Il mio primo olio la ritrae nella cucina rustica mentre monda la
verdura. L'ho disegnata in tutte le pose, di riposo e di lavoro, mentre legge,
fila, fa la polenta, lavora nell'orto e mentre prega. Era un colloquio senza
parole, una reciproca amorosa pazienza.
A Trecenta rimasi per
quasi vent'anni e là mi sfogai nella campagna anche in tempo di guerra e alcuni
anni dopo.
Un anno lo trascorsi a
Donada e conobbi a matita il Delta Padano fino alle foci di Porto Levante.
Un altro anno fui a Mira e
disegnai la Riviera del Brenta da Mira a Fusina, con ville, barche e ponti.
I miei disegni di soggetto
polesano furono graditi ai giornali locali, dove per circa quindici anni furono
pubblicati miei articoli d'ambiente e di costume, corredati da disegni, che
restano documentazione fedele di un paese e di un'epoca.
…
Dopo il 1955 non lavorai più dal vero. La mia vita era cambiata per
eventi personali, il mondo intorno a me era cambiato. In Polesine tutto era mio,
qui tutto era estraneo, mentre il panorama dell'arte contemporanea e i fenomeni
culturali suscitavano nuove curiosità ed esigenze espressive.
Perciò a Vicenza ho sempre
dipinto e disegnato di fantasia, i ricordi esaltati dalla lontananza e «le cose
che potevano essere e non sono state».
Dalla pittura tonale
impressionistica, che sentiva l'influenza di Leone Minassian e dei pittori
veneziani del gruppo di Burano, passai a una pittura di rievocazione fantastica,
con l'uso di smalti profusi a onda, in cui utilizzavo il mio lungo tirocinio
all'acquerello e anche le suggestioni della nuova arte informale e gestuale, per
cui a proposito di questa mia fase evolutiva si parlò di un Pollock veneziano,
di un Van Gogh informale, di romanticismo cromatico.
Continuo a lavorare con
entusiasmo per salvare l'anima mia, perseguendo un concetto di armonia formale in
senso classico, di una pittura basata sul disegno e su vibranti accordi di
colori complementari.”

Piero Franceschetti
"Mia figlia"- 1995

Opera Grafica
Opera Grafica

Opera del 1937

"Questo interno del 1937 è uno dei pochi quadri che conservo del mio
inizio sotto la guida preziosa di Leone Minassian: l'amore degli oggetti, l'idea
dell'arabesco, l'ariosità, ancor timida di colori, certa crudezza realistica.
.."

L'artista Piero
Franceschetti
Opera del 1951
"
Questo
<Polesine> del 1951, quadro sintesi e simbolo, è nato al tempo della mia
frequenza veneziana con Armando Pizzinato, influenzato dalla sua idea di impegno
sociale, ma che segna anche l’inizio del mio lavoro non più dal vero ma dalla
memoria, con intenti introspettivi e fantastici. Questo quadro .. fu un primo
tentativo su una nuova strada, che non sapevo se avrebbe avuto seguito. Nel
mentre seguivo attentamente intorno a me l’evoluzione delle forme espressive,
costante era la mia ricerca e spesso contraddittoria, ma sempre tesa
all’arricchimento cromatico e dinamico del quadro e all’introduzione sempre più
preponderante dell’elemento fantastico. La tappa successiva <Le nature morte>
gremite, accese, alquanto cupe del 1958-59, le quali darono man mano
sciogliendo e schiarendo verso la <composizione aperta> del 1963-64 per
sfociare nell’esplosione-liberazione del 1965. .."

L'artista
Piero Franceschetti
"Tutta l'arte è
desiderio
immaginazione
finzione
la terra promessa
la vita eterna
la dittatura del
proletariato
il sogno di una cosa
il regalo incartato
l'innamoramento
la seduzione
il cominciamento
la rivelazione
l'entusiasmo dei
neofiti
e i sogni dei poeti
l'iperbolica
innocenza
di chi cerca con
pazienza
l'Araba Fenice
la pietra filosofale
la sua Beatrice
il quadrifoglio
e l'erba voglio
perché è la fede
la leva d'Archimede
che muove le montagne
e feconda le
campagne."

L'artista
Piero Franceschetti
ATTIVITA’
ARTISTICA
COMUNE DI MONTEBELLO VICENTINO - ASSESSORATO ALLA CULTURA
MOSTRA ANTOLOGICA IN MEMORIA DI PIERO FRANCESCHETTI dal
25/10/2008 al 09/11/2008,
Biblioteca Civica di Montebello Vicentino.
"Perché
una mostra antologica di
Piero
Franceschetti
a Montebello? A Montebello Piero ha lasciato l’eredità di affetti, nel
territorio abitano infatti l’unica figlia e i nipoti e ancor più perché la sua
vita è stata talmente dedita all’arte, alla pittura e alla poesia, così
impregnata dall’amore per la sua terra, il Polesine, da poter essere additata
come una testimonianza, un esempio. Egli di sé diceva: “Ho sempre lavorato per
l’anima mia”. Non per il mercato o per la fama, ma per un bisogno della sua
anima.”
L’artista Cristina
Crestani
(inserita nell'Archivio
Monografico dell'Arte Italiana)
-
Nel 1983
Piero Franceschetti
ha realizzato i 'Drappi'
consistenti in pezze di tela da lenzuola dipinte a colori acrilici e appese a un
listello a mo' di stendardi.
-
Nel 1986 ha esposto 25 quadri di cm 100x70 a colori acrilici con citazioni di
Angeli e Santi, di autori famosi con inclusione in basso di ritratti di
personaggi celebri in varie arti. 'I misteri Gaudiosi'.
-
Nel 1987 con Titolo 'L'eterno Femminio' ha esposto 30 quadri formato 50x60 a
colori acrilici raffiguranti figure femminili idealizzate come ispiratrici di
nobili passioni.
Mostre
personali:
1948 Lendinara, “Sala S.
Caterina”.
1949 Cremona, “Palazzo Fodri”.
1951 Padova, “Congrega del
Coccodrillo”.
1953 Rovigo, “Palazzo
Roncalli”.
1964 Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
1965 Venezia, “Galleria S.
Stefano”.
1966
Padova, “Galleria Primopiano” .
-
Vicenza, “Galleria Marguttiana”.
1967 Venezia, “Galleria
Bevilacqua La Masa”.
-
Verona, “Galleria S. Luca”.
1968 Rovigo, “Accademia
dei Concordi”.
-
Vicenza, “Galleria
L’Incontro”.
1970 Ferrara, “Galleria
Estense”.
- Brescia, “Piccola
Galleria”.
- Cremona,“Galleria
Portici”.
- Bologna, “Sala d’Arte al
Pozzo”.
1971 Torino, “Galleria Arteviva”.
- Vicenza, “Galleria Del
Ponte”.
1972
Genova, “Galleria La Dogale”.
1974 Mantova, “Saletta
Arte Centro”.
- Massa, “Galleria Città
di Massa”.
1976 Vicenza, “Galleria
Del Ponte”.
- San Remo, “Casinò
Municipale”.
1977 Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
- Este, “Centro Culturale
S. Rocco”.
1979 Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
1980 Badia Polesine,
“Museo Baruffaldi”.
1982 Vicenza, “Bottega
d’Arte”.
- Vicenza, “Galleria
Bacchiglione”.
1983
Torino, “Galleria Doria”.
1984-85-86 Vicenza,
“Galleria Bacchiglione”.
1987 Vicenza, “Galleria Bacchiglione”.
- Rovereto, “Galleria
Delfino”.
1990-91-92 Vicenza,
“Galleria Bacchiglione”.
1992 Rovigo, Mostra
promossa dal Comune.
Mostre
collettive:
1941 Bologna, “Galleria di
Cronache”;
1950 Venezia, “Arte sacra
a S. Vidal”;
1951 Venezia, “Mostra del
Delta”;
- Padova, “Biennale
Triveneta”;
- Suzzara, “Premio
Suzzara”;
1952 Rovigo, “Mostra della
Ricostruzione”;
- Suzzara, “Premio
Suzzara”;
1954
Suzzara, “VII Premio Suzzara”.
1959 Milano, “Incisori
Veneti”.
1963 Torino, “Terzo Salone
Incisori d’Italia”.
- Padova, “Incisone
ita-liana d’oggi”.
1964 Como, “Piccolo
Formato a Villa Olmo”.
1969 Parigi, “Salon des
Indépendants”.
- S. Margherita Ligure,
“Mostra Paesaggio”.
- Trissino, “Premio
Nazionale - Delia".
1971 Genova, “Mostra del
ritratto”.
- Vignola,“Rassegna
Biennale”.
1972 Parigi, “Salon des
Indépendants”.
- Malta, “Rassegna Artisti
Italiani”.
- Milano, “Premio S.
Ambroeus”.
1973 Thiene, “Biennale di
Thiene”.
- Montegalda, ”III Premio
Montegalda”.
1974
Taranto, “Biennale Incisione Contemporanea”.
1975 Parigi, “Salon des
Indépendants”.
1977 Cannes, “Grand Prix
Côte d’Azur”.
- Rovereto in Piano,
“Concorso Nazionale Casaviva”.
1978
Maniago, “Biennale Città di Maniago”.
1982
Vicenza, “Villa
Cordellina - Vicenza Immagine”.
1986 Arzignano, “Biennale
di Pittura Triveneta”.
L'artista
Piero Franceschetti
vanta un curriculum artistico
interessante, ricco di presenze in mostre personali e collettive in Italia e
all'estero. Ha ricevuto premi importanti e lusinghieri apprezzamenti dalla
critica qualificata, dalla stampa e dal pubblico che tutt'ora apprezza il suo
operato.
Artista importante !!! con le sue opere ha lasciato un segno tangibile per
collezionisti, critici, artisti ed amatori d'arte.
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